Obblighi TUSP delle amministrazioni socie di società quotate (TAR Veneto n. 119 del 20.01.2026)

Principi di diritto (Massima)
Le disposizioni del T.U.S.P. rivolte alle pubbliche amministrazioni socie si applicano anche quando la partecipazione sia detenuta o acquisita per il tramite di una società quotata. La clausola di esonero dell’art. 1, comma 5, del d.lgs. n. 175/2016, riferita alle sole società quotate, non riguarda gli obblighi posti in capo alle amministrazioni e va interpretata restrittivamente in quanto norma derogatoria. Ne consegue che l’acquisizione indiretta di una partecipazione societaria, anche per il tramite di una società in house quotata, impone all’ente locale l’adozione della delibera analiticamente motivata e la trasmissione all’A.G.C.M. e alla Corte dei conti.

Il Fatto

L’A.G.C.M. ha proposto ricorso avverso l’inerzia di cinquantuno Comuni soci di una società a capitale interamente pubblico, quotata e operante in in house providing, che svolge servizi pubblici tra cui il servizio idrico integrato e la gestione dei rifiuti.

Una controllata di tale società aveva acquisito l’intero capitale sociale di un’ulteriore società, internalizzando l’attività di relining. L’Autorità ha emesso un parere motivato ai sensi dell’art. 21-bis della legge n. 287 del 1990, contestando la mancata adozione e trasmissione degli atti deliberativi previsti dagli artt. 5, 7 e 8 del T.U.S.P. Quarantadue Comuni hanno riscontrato negativamente; nove hanno mantenuto il silenzio. Di qui i ricorsi, riuniti e decisi con unico provvedimento.

La Motivazione della Corte

Il Collegio ha anzitutto disposto la conversione del rito camerale, previsto per l’azione avverso il silenzio dall’art. 87, comma 2, cod. proc. amm., in quello abbreviato di cui all’art. 119 cod. proc. amm., ritenendo che l’art. 21-bis, comma 3, della legge n. 287 del 1990 assoggetti i giudizi ivi previsti a detto rito in ragione dell’unicità del bene giuridico protetto.

Respinte le eccezioni di inammissibilità, il Tribunale ha riconosciuto in capo all’Autorità una legittimazione straordinaria non circoscritta all’azione di annullamento. Il parere motivato ha natura sostanziale di atto di diffida e la legittimazione ad agire, laddove ne sussistano i presupposti, non è vincolata a un solo tipo di rimedio, in forza del principio di atipicità delle azioni. Ha richiamato la Corte cost. n. 20 del 2013 e Cons. Stato, Sez. VI, n. 1760 del 2023.

Quanto all’interesse, l’inefficacia del contratto sancita dall’art. 8, comma 2, del T.U.S.P. non limita il potere di azione dell’Autorità: la norma disciplina gli effetti del contratto e non sana la pregressa omissione. La delibera consiliare è atto amministrativo prodromico a un atto negoziale e la sua impugnazione rientra nella giurisdizione amministrativa (Cons. Stato, Ad. Plen., n. 13 del 2014).

Nel merito, il nodo interpretativo era il destinatario della clausola dell’art. 1, comma 5, del T.U.S.P. Il Collegio, muovendo dal criterio letterale (art. 12 delle preleggi) e richiamando Cons. Stato, Ad. Plen., n. 1 del 2025, ha ritenuto la formulazione univoca: le norme del Testo unico si applicano alle società quotate solo se espressamente previsto, ma nessuna deroga è prevista per gli obblighi delle amministrazioni. La clausola riguarda le disposizioni che hanno come destinatarie dirette le società (Cons. Stato, Sez. VI, n. 3880 del 2023).

Pertanto, in base al combinato disposto degli artt. 8, comma 1, e 7, commi 1 e 2, del T.U.S.P., l’amministrazione che acquisisce una partecipazione, anche indiretta, è tenuta agli oneri di motivazione analitica di cui all’art. 5, con trasmissione della delibera all’A.G.C.M. e alla Corte dei conti. L’obbligo si impone a maggior ragione quando l’acquisto è perfezionato da una società in house, che resta soggetta al controllo analogo dei soci. I ricorsi sono stati accolti, con dichiarazione dell’illegittimità dell’inerzia, annullamento della nota di riscontro negativo e condanna all’adozione della delibera entro sessanta giorni. Spese compensate.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

Condividi:

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *