Ordine di demolizione a proprietario e responsabile dell’abuso (TAR Sicilia n. 1030 del 01.04.2026)

Principi di diritto (Massima)
L’ordine di demolizione previsto dall’art. 31, comma 2, del d.P.R. n. 380/2001 può essere rivolto tanto al proprietario dell’immobile quanto al responsabile dell’abuso, anche se diverso dall’autore materiale, perché entrambi sono in grado di porre fine alla situazione antigiuridica. Ai fini della qualificazione dell’opera, la natura precaria non dipende dai materiali impiegati né dalle tecniche costruttive o di ancoraggio al suolo, ma da un elemento funzionale: rileva se il manufatto sia destinato a soddisfare esigenze durevoli, stabili e permanenti. In presenza di tali caratteristiche l’opera integra una nuova costruzione ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. e), del d.P.R. n. 380/2001 ed è soggetta a permesso di costruire. La mera possibilità astratta di presentare un’istanza di sanatoria non incide sulla validità dell’ordine di demolizione, ma solo sulla sua esecuzione.

Il Fatto

Il ricorrente impugna l’ordinanza con cui il Comune ha ingiunto la demolizione di un’opera ritenuta abusiva, realizzata in assenza di permesso di costruire. Il provvedimento si fonda su un verbale della Polizia Municipale che descrive un ampliamento del capannone di dimensioni rilevanti, con struttura in ferro e tamponature in pannelli coibentati, la cui realizzazione risalirebbe presumibilmente a 22 anni prima.

Il ricorrente deduce di non essere proprietario dell’area e contesta la natura dell’opera, qualificata come carro ponte mobile a carattere precario, sostenendo la sua estraneità all’obbligo del permesso di costruire e la sanabilità dell’abuso ai sensi dell’art. 36 del d.P.R. n. 380/2001. Il Comune eccepisce l’irricevibilità e l’inammissibilità del ricorso e, nel merito, chiede il rigetto del gravame.

La Motivazione della Corte

Il Collegio ritiene infondate le censure e si astiene dall’esame delle eccezioni in rito. Sul primo motivo, il art. 31, comma 2, del d.P.R. n. 380/2001 individua quali destinatari dell’ingiunzione il proprietario e il responsabile dell’abuso. La giurisprudenza amministrativa è costante nel ritenere che entrambi siano legittimati passivi dell’ordine, anche quando il proprietario non sia autore materiale dell’illecito, poiché entrambi possono rimuovere la situazione antigiuridica (richiamata Cons. Stato, Sez. VII, n. 8487 del 2025).

Quanto alla natura dell’opera, il Collegio osserva che la precarietà non si desume dai materiali o dall’ancoraggio al suolo. Rileva invece l’elemento funzionale, cioè la destinazione del manufatto a soddisfare esigenze durevoli, stabili e permanenti nel tempo (richiamate Cons. Stato, Sez. II, n. 4726 del 2020, n. 1951 del 2020, Sez. VI n. 150 del 2018 e Sez. II n. 6653 del 2020).

Nel caso concreto, la descrizione dell’opera e la distanza temporale della sua realizzazione dimostrano che essa è destinata a servire in modo durevole l’attività svolta sull’area. Il manufatto integra pertanto la nozione di nuova costruzione dell’art. 3, comma 1, lett. e), del d.P.R. n. 380/2001 ed è soggetto a permesso di costruire. La censura sulla improcedibilità dell’acquisizione al patrimonio comunale è priva di pregio, trattandosi di atto successivo ed eventuale rispetto all’ordine impugnato.

Il secondo motivo è parimenti infondato. Non risulta presentata alcuna istanza di sanatoria. La mera possibilità astratta di presentarla non costituisce vizio di legittimità dell’ordinanza, che è atto dovuto e vincolato. La domanda di sanatoria, ove proposta, non incide sulla validità dell’ordine ma solo sulla sua esecuzione, temporaneamente sospesa in attesa delle determinazioni dell’Amministrazione (richiamata Cons. Stato, Sez. II, n. 10180 del 2024). Il ricorso è dunque rigettato, con condanna del ricorrente alle spese di lite, liquidate in via equitativa in euro 3.500,00 oltre accessori.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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