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Ottemperanza per Carta Docente e Retribuzione Professionale Docenti: obbligo di esecuzione integrale del giudicato (TAR Puglia n. 140 del 04.02.2026)

Principi di diritto (Massima)
La pubblica amministrazione è tenuta a dare integrale esecuzione al giudicato, non solo con riferimento alla sorte capitale ma anche agli interessi legali, alla rivalutazione monetaria e a ogni altra utilità riconosciuta dal titolo esecutivo giudiziale. Il parziale adempimento degli obblighi nascenti dalla sentenza passata in giudicato non determina la cessazione della materia del contendere, che può essere dichiarata soltanto con riferimento alle specifiche somme effettivamente corrisposte. La nomina del commissario ad acta può essere riservata all’eventualità di un protrarsi dell’inadempimento, qualora il comportamento esecutivo dell’amministrazione evidenzi un ritardo determinato da carenze organizzative. La condanna alle astreintes di cui all’art. 114, comma 4, lett. e), cod. proc. amm. non è invece accordata in ossequio all’orientamento giurisprudenziale della sezione.

Il Fatto

Il ricorrente, docente precario, aveva ottenuto dal Tribunale di Trani, Sezione Lavoro, una sentenza che dichiarava il suo diritto a fruire della Carta Docente per gli anni scolastici 2019/2020 e 2021/2022 e alla Retribuzione Professionale Docenti, condannando il Ministero dell’Istruzione e del Merito al pagamento delle relative somme, oltre interessi e rivalutazione, con il divieto di cumulo previsto dall’art. 22, comma 36, legge n. 724/1994.

Decorso infruttuosamente il termine di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo, il ricorrente proponeva ricorso per l’ottemperanza dinanzi al TAR Puglia, chiedendo l’esecuzione integrale del giudicato e la condanna alle penalità di mora. L’amministrazione si costituiva dimostrando l’avvenuto pagamento parziale della somma capitale relativa alla Retribuzione Professionale Docenti.

La Motivazione della Corte

Il TAR Puglia ha ritenuto il ricorso fondato, rilevando che l’amministrazione non aveva dato adempimento integrale alle obbligazioni scaturenti dal titolo giudiziale. In particolare, il giudice amministrativo ha dichiarato cessata la materia del contendere limitatamente alla somma capitale della Retribuzione Professionale Docenti, documentatamente corrisposta, ma ha accertato la persistenza dell’inadempimento in relazione agli interessi legali e alla rivalutazione monetaria, nonché alla Carta Docente.

La pronuncia ha quindi ordinato al Ministero di dare piena e integrale esecuzione alla sentenza del giudice del lavoro entro il termine di sessanta giorni dalla comunicazione o dalla notificazione della sentenza di ottemperanza, procedendo al pagamento di tutte le somme ivi indicate. La richiesta nomina del commissario ad acta è stata riservata all’eventualità che, dopo il termine concesso, si protragga l’inadempimento, in considerazione del comportamento esecutivo rilevato in cause omologhe, dove il ritardo è dipeso da carenze organiche dell’amministrazione.

La domanda di condanna alle astreintes, pur prevista dall’art. 114, comma 4, lett. e), cod. proc. amm., non ha trovato accoglimento, in ossequio alla giurisprudenza della Sezione. Il TAR ha infine condannato il Ministero alle spese di lite, con distrazione in favore del difensore della parte ricorrente, e ha disposto la trasmissione della sentenza alla Procura della Repubblica presso la Corte dei Conti per le valutazioni di competenza.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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