Controllo PNRR sulla governance della misura navi verdi e sulle criticità attuative (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 82 del 26.07.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione dei fondi PNC e PNRR, esercitato ai sensi dell’art. 3, comma 4, legge n. 20/1994 e dell’art. 7, comma 7, d.l. n. 77/2021, ha ad oggetto la verifica della corrispondenza dei risultati dell’azione amministrativa agli obiettivi e la valutazione comparativa di costi, modi e tempi, senza sostituirsi alla discrezionalità gestionale dell’amministrazione. La governance procedurale deve garantire la corretta evidenza dell’evoluzione procedimentale e il rispetto dei cronoprogrammi, anche quando la platea dei beneficiari si riduce per effetto di rinunce. Il definanziamento delle risorse in corso di investimento, disposto in sede di rimodulazione, non può giustificare il disimpegno contabile di obbligazioni giuridicamente vincolanti, che deve essere gestito nell’ambito del bilancio di cassa e non incidere sugli impegni di competenza.

Il Fatto

La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato ha approvato il rapporto sulla misura “Rinnovo delle flotte di bus, treni e navi verdi – navi”, inserita nel Piano nazionale per gli investimenti complementari (PNC) come complementare alla misura del PNRR M2C2, con una dotazione complessiva di 800 milioni di euro. La misura, di cui è proponente e attuatore il MIT, si articola in tre sub-investimenti: rinnovo della flotta navale mediterranea (500 milioni), rinnovo della flotta per lo Stretto di Messina (80 milioni) e aumento della disponibilità di combustibili marini alternativi (220 milioni).

Il rapporto è stato predisposto dopo un’istruttoria svolta nei confronti delle due direzioni generali competenti del MIT, con audizione informativa del 4 giugno 2024 sul sub-investimento I. La questione sottoposta al Collegio riguarda lo stato di attuazione dei tre sub-investimenti e la valutazione della governance esercitata dal Ministero sull’impiego delle risorse.

La Motivazione della Corte

La Corte ricostruisce anzitutto il quadro regolatorio della misura, individuale nel d. interm. n. 389 del 12 ottobre 2021 e nel successivo d.m. n. 290 del 21 settembre 2022, adottato in attuazione del primo. Il regime di aiuti è stato autorizzato dalla Commissione europea con la decisione C(2022) 8247 dell’11 novembre 2022, che ha dichiarato compatibili le misure ai sensi della Disciplina CEEAG 2022 e, in alternativa, del Regolamento GBER (UE) n. 651/2014.

Sul piano della selezione, la Corte accerta che la procedura si è svolta nel rispetto dei cronoprogrammi procedurali allegati al d.m. MEF del 15 luglio 2021. Delle 90 domande pervenute, la graduatoria approvata con decreto direttoriale n. 318 del 29 dicembre 2022, poi modificata dal decreto n. 6 del 18 gennaio 2023, ha ammesso a beneficio 89 domande per complessivi 185.895.152,75 euro. L’obiettivo di pubblicazione delle graduatorie entro il 31 dicembre 2022 è stato regolarmente raggiunto.

La Corte rileva però che, a fronte delle 89 ammissioni iniziali, sono pervenute 52 istanze di rinuncia, con riduzione delle risorse assegnate a 47.740.818,68 euro: solo 37 CUP risultano attivi. Le rinunce vengono ricondotte dalla stessa amministrazione a fattori di politica industriale ed economico-commerciali, tra cui l’assenza di tecnologie realmente disponibili sul mercato per gli standard CEEAG e il dumping della cantieristica extra-europea. Su questo punto il Collegio non formula un giudizio di responsabilità, prendendo atto della complessità dello scenario industriale internazionale.

La Corte censura invece il definanziamento disposto dal d.l. 2 marzo 2024, n. 19, che all’art. 1, comma 8, punto 4, ha ridotto le risorse del sub-investimento per gli anni 2024 (157,6 milioni), 2025 (142 milioni) e 2026 (108,7 milioni). La Sezione ribadisce che né la rimodulazione né esigenze di cassa possono giustificare il disimpegno contabile di impegni assunti su obbligazioni giuridicamente vincolanti. Tale operazione è contraria ai principi di correttezza contabile e espone il MIT a contenzioso con le imprese aggiudicatarie qualora la direzione competente non riesca a pagare i SAL maturati.

Infine, la Corte segnala i limiti della fase pre-istruttoria sul piano della trasparenza: il sito istituzionale del MIT non ha restituito, alle interrogazioni effettuate, il link all’elenco dei beneficiari e ai provvedimenti di erogazione dei contributi. La Sezione invita l’amministrazione a riferire in sede di misure conseguenziali anche sui costi e sulle modalità di supporto istruttorio affidati alla società in house.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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