Controllo PNRR sui piani urbani integrati e insediamenti abusivi in agricoltura (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 81 del 25.07.2024)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione delle risorse del PNRR verifica la corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi stabiliti, valutando comparativamente costi, modi e tempi dell’azione. Nei progetti che finanziano il superamento degli insediamenti abusivi in agricoltura, l’attendibilità della mappatura territoriale e numerica costituisce il presupposto indefettibile della corretta ripartizione delle risorse e della definizione dei piani locali. La significativa divergenza tra i dati iniziali e le presenze effettivamente rilevate nei PAL inficia la programmazione e impone la ripetizione della fase ricognitiva. Il rischio di duplicazione dei finanziamenti sulle medesime aree e con le medesime finalità integra la fattispecie vietata del doppio finanziamento, che la Corte invita a prevenire. Il mancato conseguimento degli obiettivi intermedi giustifica la riprogrammazione delle scadenze e l’attribuzione di poteri commissariali straordinari.
Il Fatto
L’intervento PNRR “Piani urbani integrati – Superamento degli insediamenti abusivi per combattere lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura” (M5C2I2.2A), di competenza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, finanzia per complessivi 200 milioni di euro progetti volti a fornire soluzioni abitative dignitose ai lavoratori agricoli e a superare gli insediamenti irregolari. L’obiettivo era la firma di accordi con Regioni e Comuni per l’approvazione di piani locali riguardanti almeno due terzi delle aree identificate come illegali.
La scadenza della milestone, fissata al 30 giugno 2023, non è stata rispettata ed è stata riprogrammata al quarto trimestre 2023, poi dichiarata non completata. La Sezione ha avviato il controllo sulla gestione e ha acquisito memoria dal Dicastero, svolgendo audizione informale con i rappresentanti ministeriali.
La Motivazione della Corte
La Sezione richiama l’art. 100, comma 2, Cost. e l’art. 3, comma 4, legge n. 20/1994, che attribuiscono alla Corte il controllo sulla corrispondenza dei risultati agli obiettivi di legge. Rileva inoltre l’art. 7, comma 7, d.l. n. 77/2021, che affida alla Corte valutazioni di economicità, efficienza ed efficacia sull’acquisizione e l’impiego dei fondi PNRR.
Il punto debole individuato è la mappatura iniziale. Tra i dati dichiarati in sede di rilevazione e le postazioni effettivamente previste nei piani locali sono emersi scostamenti rilevanti: solo sette Comuni non hanno registrato variazioni, mentre in altri casi le differenze sono risultate significative, fino a dieci volte in meno o in più rispetto alla mappatura originaria. Le risorse erano state ripartite su un numero di presenze totali rilevate pari a 10.955, a fronte di un differenziale in diminuzione di almeno 3.520 unità rispetto ai posti letto poi programmati.
La Corte osserva che tale scansione numerica è stata verosimilmente realizzata, in alcune circostanze, senza un rigoroso e uniforme riscontro oggettivo, né da parte degli enti locali né del Ministero. Gli scostamenti, in alcuni casi non accettabili, hanno di fatto impedito ulteriori sviluppi del progetto.
La Sezione segnala il rischio di duplicazione dei finanziamenti. Su aree territorialmente vicine e con le medesime finalità risultano stanziati fondi PNRR e risorse comunitarie, con possibile incidenza nella vietata fattispecie di doppio finanziamento. Analoga attenzione è richiesta riguardo alla prevalenza di richieste per servizi rispetto agli interventi infrastrutturali, che rischia di snaturare l’intervento finanziato.
La Corte dà atto della nomina del Commissario straordinario, prevista dall’art. 7 del d.l. n. 19/2024, quale risposta alle difficoltà attuative segnalate dai territori. Il Commissario è responsabile del raggiungimento del target M5C2-16 entro il 31 marzo 2025. La Sezione raccomanda di perfezionare le mappature con sopralluoghi, di revisionare i PAL con i dati aggiornati, di ridurre i tempi di affidamento e di predisporre misure di sicurezza. Il Dicastero ha condiviso integralmente le raccomandazioni.
Nota della Redazione
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