Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – Piattaforma Notifiche Digitali: raggiunto e superato il target europeo di 6.400 enti, ma permangono criticità su rete RADD e integrazione Agenzie fiscali (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 34 del 04.03.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, in sede di controllo sulla gestione, verifica che l’attuazione degli investimenti finanziati dal PNRR sia conforme ai principi di economicità, efficienza ed efficacia, accertando la rispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi stabiliti dalla legge. L’esame di uno specifico sub-investimento non include una completa valutazione dell’intero progetto se questo è preesistente al Piano e finanziato da altre fonti, ma si concentra sull’utilizzo dei fondi PNRR. La sola messa a disposizione delle risorse e il raggiungimento degli obiettivi quantitativi non esauriscono il controllo, che si estende alla verifica della funzionalità dell’intervento e alla segnalazione delle criticità che possono pregiudicarne la piena realizzazione, anche in considerazione di vicende societarie del soggetto attuatore.
Il Fatto
La deliberazione n. 34/2026/G della Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato approva il rapporto concernente lo stato di attuazione al 31 dicembre 2025 del sub-investimento M1C1-1.4.5 del PNRR, relativo alla realizzazione della Piattaforma Notifiche Digitali (SEND), finanziato con un prestito di 245 milioni di euro. L’indagine si inserisce nel programma di controlli sulla gestione delle amministrazioni pubbliche e fa seguito a precedenti rapporti periodici, aggiornando il quadro di avanzamento del progetto rispetto agli obiettivi stabiliti dal Piano.
La Motivazione della Corte
La Corte rileva che il target europeo intermedio di dicembre 2023, relativo all’adesione di almeno 800 amministrazioni, è stato raggiunto e che quello finale previsto per giugno 2026 di 6.400 enti risulta già ampiamente superato, considerando che al 31 dicembre 2025 più di 6.700 enti risultano integrati e hanno effettuato almeno una notifica con valore legale. L’esame della Corte si concentra tuttavia sulle criticità che possono compromettere la piena operatività del servizio e la sua efficacia complessiva, andando oltre il dato meramente quantitativo.
Un primo profilo di attenzione riguarda la rete RADD di assorbimento del divario digitale, la cui operatività risulta solo parziale. La Corte osserva che i servizi sono forniti esclusivamente dai CAF, con una copertura della popolazione di circa il 58%, e che gli altri operatori che avevano manifestato interesse non hanno sottoscritto l’accordo, verosimilmente per la scarsa remuneratività del servizio al valore di 1,40 euro a notifica stabilito dal decreto costi del 30 maggio 2022. Questa situazione determina la necessità di mantenere operativa una modalità di invio di copia analogica dell’atto per i destinatari non raggiunti dalla rete, configurando una deviazione dal modello operativo previsto.
Il secondo profilo di criticità concerne il completamento della catena di notificazione analogica, con riferimento alle procedure di gara per l’affidamento dei servizi di postalizzazione. La Corte ricostruisce l’esito delle diverse procedure, segnalando come alcune gare per i servizi di recapito e consolidamento siano andate deserte o abbiano incontrato difficoltà di partecipazione. Le nuove procedure di gara, bandite nel 2025 ai sensi dell’art. 71 del d.lgs. n. 36/2023, risultano ancora in corso di valutazione o di aggiudicazione, con la conseguenza che la completa acquisizione dei servizi necessari alla piena operatività di SEND non è ancora assicurata.
Il terzo aspetto oggetto di rilievo è il mancato ingresso nella piattaforma di due tra i maggiori notificatori nazionali, l’Agenzia delle entrate e l’Agenzia delle entrate-Riscossione. La Corte dà atto dell’apertura di un tavolo di lavoro e dell’individuazione di potenziali soluzioni ad alcune criticità, ma sottolinea che altre problematiche, di natura anche normativa, non risultano ancora risolte. Inoltre, la Corte richiama l’attenzione sulla necessità di salvaguardare gli investimenti effettuati in occasione della cessione dell’intero capitale sociale di PagoPA S.p.A. in favore di IPZS e Poste Italiane, affinché le vicende societarie non arrechino pregiudizio alla continuità progettuale.
La Corte, pur riconoscendo l’adeguatezza dell’operato del soggetto titolare e del soggetto realizzatore sotto il profilo organizzativo e finanziario, formula pertanto specifiche raccomandazioni volte a completare la rete RADD, a rimuovere i fattori di disincentivo alla partecipazione alle procedure di gara e a proseguire il confronto con le Agenzie fiscali, vigilando sulla corretta gestione della transizione societaria di PagoPA.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.