Programmazione 2025 della Sezione regionale di controllo per il Molise (Corte dei Conti Sez. contr. Molise n. 30 del 26.02.2025)

Principi di diritto (Massima)
La Sezione regionale di controllo della Corte dei conti adotta, con deliberazione, il programma annuale di attività ai sensi dell’art. 5, comma 1, del regolamento per l’organizzazione delle funzioni di controllo, nel quadro delle linee tracciate dalle Sezioni riunite in sede di controllo e dalla Sezione delle Autonomie. La programmazione non è un elenco rigido di verifiche, ma uno strumento flessibile: essa individua le priorità istituzionali e ne gradua l’esecuzione in ragione delle risorse disponibili e delle richieste di parte. Nell’ambito dei controlli finanziari sugli enti locali, l’esame dei piani di riequilibrio e i relativi monitoraggi prevalgono sui controlli di rendiconti e bilanci, che restano modulabili in ragione di tale priorità. Restano ferme le attività incomprimibili, prime fra tutte il giudizio di parifica del rendiconto regionale e i controlli funzionalmente connessi, nonché la funzione consultiva e il controllo preventivo di legittimità, soggetti a termini perentori di legge e perciò sottratti a programmazione.

Il Fatto

La Sezione regionale di controllo per il Molise, in camera di consiglio, ha approvato il programma di attività relativo all’anno 2025, allegato alla deliberazione e parte integrante di essa. Il documento si colloca nel solco delle linee programmatiche già definite in sede centrale dalle Sezioni riunite in sede di controllo e dalla Sezione delle Autonomie, con l’obiettivo dichiarato di consolidare i risultati degli anni precedenti.

La Sezione dà atto che una parte consistente dell’attività istituzionale dipende da richieste di parte, quali i pareri e l’ingresso dei piani di riequilibrio sottoposti al giudizio di congruità. Da qui l’esigenza di una programmazione flessibile, esposta con espressa riserva di integrazione e modifica per motivi sopravvenuti.

La Motivazione della Corte

Il documento muove da una constatazione organizzativa: i piani di riequilibrio e i relativi monitoraggi — per quelli già in carico agli uffici ne risultano dodici — rivestono priorità rispetto agli altri controlli finanziari sui rendiconti e sui bilanci degli enti locali. Da ciò la Sezione fa discendere una possibile incidenza sul numero dei controlli programmati, che resta pertanto variabile. Il criterio è dichiarato in modo trasparente e governa l’intera pianificazione.

Sul versante della finanza locale, la Sezione richiama l’art. 148-bis del d.lgs. n. 267/2000 e l’art. 1, comma 166, della legge n. 266/2005, che le impongono di esaminare bilanci preventivi e rendiconti per verificare l’osservanza del vincolo di indebitamento di cui all’art. 119, sesto comma, Costituzione, la sostenibilità del debito e l’assenza di irregolarità capaci di pregiudicare gli equilibri. Il controllo interesserà in primo luogo gli enti mai sottoposti a verifica o non verificati da lungo tempo, per recuperare i ritardi. La difficoltà di esaminare i bilanci di previsione dei centotrentasei comuni e delle due province viene affrontata raccordando l’esame del rendiconto alle previsioni di bilancio. La selezione degli enti si baserà su parametri quali dimensione, gravità e persistenza delle violazioni, dissesti aperti o chiusi di recente, revoca del ricorso al piano di riequilibrio e ritardi nelle risposte istruttorie.

Quanto alla finanza regionale, il nucleo incomprimibile comprende i giudizi di parifica dei rendiconti 2023 e 2024, con le relazioni previste dal testo unico n. 1214 del 1934, il controllo di legalità e regolarità amministrativo-contabile del bilancio preventivo, il controllo sui rendiconti dei gruppi consiliari regionali e l’analisi delle tecniche di quantificazione degli oneri e delle coperture delle leggi di spesa.

La Sezione riserva poi specifica attenzione alla spesa sanitaria, confermando le linee degli anni precedenti sull’unica azienda operante nella regione, sottoposta da lungo tempo al piano di rientro sanitario. I temi di indagine ricomprendono i disavanzi e le cause di formazione del debito sanitario, la gestione delle liste di attesa, il rapporto tra erogazione pubblica e privato accreditato e gli interventi del PNRR afferenti la Missione 6. Il programma include infine referti su società partecipate, trasporto pubblico, personale regionale, fondi comunitari e ARPAM, oltre al monitoraggio degli interventi del PNRR sul territorio.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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