Relazione semestrale della Corte dei conti sull’attuazione del PNRR (Corte dei Conti Sez. Riunite contr. n. 24 del 05.12.2025)

Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio del controllo di cui all’art. 100, secondo comma, della Costituzione e dell’art. 7, comma 7, del d.l. n. 77/2021, riferisce semestralmente al Parlamento sullo stato di attuazione del PNRR. Il referto non è un atto di sindacato su singole gestioni, ma una relazione istituzionale che misura il conseguimento degli obiettivi europei, l’avanzamento della spesa e l’attuazione del Piano complementare. Il giudizio sul progresso del Piano va espresso su piani distinti: performance (target e milestone), profilo finanziario e tempi di realizzazione delle opere. La mancanza di un assetto definitivo di risorse e obiettivi del Piano, in presenza di ripetuti interventi di revisione, è essa stessa fattore di incertezza per le amministrazioni titolari e per i soggetti attuatori. La concentrazione degli obiettivi europei nella fase finale del Piano e l’allungamento dei tempi di esecuzione delle opere impongono un monitoraggio rafforzato del rispetto della scadenza europea.

Il Fatto

Con la relazione in esame le Sezioni riunite in sede di controllo riferiscono al Parlamento sullo stato di attuazione del PNRR, in adempimento dell’art. 7, comma 7, del d.l. n. 77/2021, come previsto dal programma dei controlli per il 2025. Il referto riguarda il primo semestre 2025 e si articola in due sezioni: la prima dedicata ai cambiamenti del Piano, al progresso degli obiettivi e dei pagamenti e al Piano nazionale complementare (PNC); la seconda all’impatto economico stimato del PNRR e allo stato degli investimenti in opere pubbliche.

La questione sottoposta all’attenzione del Parlamento non è un singolo rapporto obbligatorio, ma la tenuta complessiva del Piano: da un lato il conseguimento delle scadenze concordate con l’Unione europea, dall’altro la capacità di spesa e la tempistica di realizzazione delle opere, in un contesto segnato da due cicli di revisione del PNRR nel corso del 2025.

La Motivazione della Corte

La Corte ricostruisce anzitutto gli interventi di modifica succedutisi nel 2025. Il primo, di carattere tecnico, approvato nel giugno 2025, ha inciso marginalmente sul portafoglio delle misure e in modo più sensibile sugli obiettivi: il quadro è passato a 614 obiettivi, con eliminazione, introduzione e modifiche sostanziali di target e milestone. Più profonda la revisione autunnale, che ha interessato circa 170 misure e assunto un carattere strutturale, per assicurare il completamento degli interventi entro la scadenza europea. Ne è derivata una semplificazione degli step di performance, scesi a 575 obiettivi, di cui 295 milestone e 280 target.

Sul piano dell’attuazione, la Corte rileva che a fine primo semestre 2025 tutti i 32 obiettivi europei in scadenza risultavano conseguiti, portando il grado di avanzamento complessivo al 64 per cento. Il completamento è più intenso per le milestone (83 per cento) che per i target (43 per cento); le riforme mostrano un progresso del 76 per cento, gli investimenti del 58 per cento. Il referto sottolinea la concentrazione delle scadenze nella fase finale del Piano: 159 obiettivi nel solo primo semestre 2026, pari a circa il 27,6 per cento del totale.

Quanto al profilo finanziario, la spesa sostenuta ha superato gli 80,9 miliardi a fine giugno 2025 e i poco meno di 86 miliardi a fine agosto, con un incremento di oltre 22 miliardi rispetto al 2024. Il dato include anche la spesa delle misure in uscita dal Piano per effetto della revisione di novembre. Resta arretrata la spesa del capitolo REPowerEU (5,4 per cento di avanzamento cumulato).

Sul PNC la Corte documenta il progressivo ridimensionamento della dotazione, scesa a 27,46 miliardi rispetto ai 30,6 iniziali, e il differimento dei tempi di attuazione fino al 2032. I dati contabili di bilancio al 2024 segnalano un’elevata capacità di impegno delle risorse (97 per cento) e una capacità di pagamento pari al 79,7 per cento. Gli investimenti in opere pubbliche non mostrano segnali di accelerazione: la durata media dei progetti conclusi sale a circa 533 giorni, con una dilatazione di circa due mesi e mezzo rispetto ai dati di gennaio, e la Corte prevede un ulteriore allungamento per le opere finanziariamente più consistenti.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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