Salari di produttività 2023: mancanza dei presupposti per la certificazione contabile (Corte dei Conti Sez. contr. Bolzano n. 8 del 03.05.2024)
Principi di diritto (Massima)
Il procedimento di certificazione dei contratti collettivi del personale a ordinamento regionale e provinciale, introdotto dall’art. 2-bis del d.P.R. n. 305/1988, presuppone che l’ipotesi di accordo sia corredata, contestualmente alla richiesta, della previa autorizzazione dell’organo di governo dell’ente e della designazione degli esperti previsti dalla legge. In difetto di tali presupposti la certificazione non può essere resa e gli atti vanno restituiti all’ente. La funzione di garanzia della legalità finanziaria della spesa non tollera che l’istruttoria, già compressa in termini ristretti, sia ulteriormente aggravata dal recupero successivo della documentazione mancante. Parimenti, un contratto qualificato come di comparto che ecceda le materie tassativamente elencate dalla regolamentazione consiliare non corrisponde alle ipotesi normativamente previste.
Il Fatto
Il Presidente del Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano trasmette alla Sezione regionale di controllo della Corte dei conti di Bolzano l’ipotesi di contratto di comparto concernente la concessione dei salari di produttività per l’anno 2023, chiedendo la certificazione nel termine di quindici giorni dalla trasmissione. All’istanza allega l’ipotesi contrattuale e la deliberazione dell’Ufficio di presidenza che ha assunto l’impegno di spesa.
I magistrati istruttori chiedono chiarimenti su quattro profili: l’autorizzazione preventiva dell’Ufficio di presidenza; la designazione degli esperti; la disciplina che supporta l’introduzione della materia a livello di comparto; i criteri di distribuzione dei fondi e degli obiettivi. L’ente risponde parzialmente: l’autorizzazione dell’Ufficio di presidenza non è ancora intervenuta, gli esperti non sono stati designati e la documentazione richiesta non è trasmessa. Il Collegio dei revisori non replica nei termini.
La Motivazione della Corte
La Sezione muove dal d.lgs. n. 113/2023, che ha inserito l’art. 2-bis del d.P.R. n. 305/1988, delineando un controllo sui contratti collettivi del personale a ordinamento regionale e provinciale sul modello dell’art. 47 del d.lgs. n. 165/2001. Il comma 1 consente alla Sezione di richiedere elementi istruttori e di valutazione a esperti designati o al collegio dei revisori.
La Corte ribadisce il proprio orientamento, già espresso nella deliberazione n. 10/2023/SCBZ/Provincia/CCR: l’autorizzazione dell’Ufficio di presidenza, contenente le determinazioni e gli esiti del controllo interno, deve essere inviata contestualmente alla richiesta di certificazione, così da consentire le successive verifiche esterne. Il d.P.R. n. 305/1988 richiede inoltre la previa designazione degli esperti per ciascuna certificazione contrattuale: figure qualificate delle quali la Sezione può avvalersi nell’esercizio della propria funzione. Nel caso concreto difettano sia l’autorizzazione sia la nomina, con la conseguenza che non sussistono i presupposti per la certificazione.
La Sezione esamina poi la disciplina di supporto alla materia contrattata. L’art. 1-bis, comma 3, della deliberazione del Consiglio n. 9/1989 elenca tassativamente gli aspetti che possono formare oggetto di contratto di comparto: carichi di lavoro, orario, formazione, profili professionali, indennità per particolari mansioni. L’ipotesi in esame, qualificata come contratto di comparto, non rientra tra le ipotesi normativamente previste né è stata assunta secondo la procedura prescritta.
Infine, la Corte sottolinea che l’esigenza di una documentazione completa è tanto più stringente in ragione dei ristretti termini dell’istruttoria. L’art. 5 della legge provinciale n. 6/2015 richiede, a supporto, la relazione sui costi, il parere dell’Organismo di valutazione e quello del Collegio dei revisori: non è sufficiente la sola dimostrazione dell’assunzione dell’impegno di spesa.
Per tali ragioni la Sezione non rende la certificazione e dispone la restituzione degli atti al Consiglio provinciale.
Nota della Redazione
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