Silenzio della P.A. su restituzione o acquisizione di area occupata sine titulo (TAR Sicilia n. 1000 del 09.04.2026)

Principi di diritto (Massima)
Avverso l’inerzia serbata dall’amministrazione sull’istanza con cui il proprietario di un’area occupata sine titulo ne solleciti la restituzione, salva l’acquisizione sanante, è esperibile il rito del silenzio-inadempimento ex artt. 31 e 117 c.p.a., non ostandovi la natura discrezionale del potere esercitabile ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001. La scelta tra restituzione del bene e sua acquisizione compete agli organi istituzionali del Comune, titolari di un giudizio discrezionale non riducibile alla mera liquidazione di crediti patrimoniali. L’Organo Straordinario di Liquidazione interviene soltanto all’esito di tale decisione, in veste tecnico-contabile, sì che il dissesto finanziario dell’ente non preclude l’accoglimento del ricorso né la condanna a provvedere. Il giudice amministrativo può nominare sin d’ora il commissario ad acta per l’ipotesi di persistente inottemperanza.

Il Fatto

La società ricorrente rappresenta di essere proprietaria di un terreno in centro storico, in zona B1 del PRG, occupato d’urgenza dal Comune per oltre i due terzi e asservito a viabilità. Risultano adottati la deliberazione di approvazione del progetto, l’atto di occupazione d’urgenza del 1985, l’attestazione di presa di possesso e il decreto di determinazione dell’indennità provvisoria del 1990. Le opere sono state realizzate, con trasformazione irreversibile del bene, ma non è mai stato emanato il decreto di esproprio.

Con diffida del 9 novembre 2023 la società ha sollecitato la cessazione dell’occupazione illegittima, la restituzione delle aree e il risarcimento del danno, salva l’acquisizione sanante. All’istanza non è stato dato riscontro; una nota del 28 novembre 2023 ha rimesso la vicenda all’Organismo di liquidazione, a seguito della dichiarazione di dissesto dell’ente.

La Motivazione della Corte

Il Collegio muove dal consolidato indirizzo dell’Adunanza Plenaria n. 2/2016, secondo cui l’eccezionale potere ablatorio dell’art. 42-bis non può essere esercitato sine die: l’obbligo della P.A. di valutare l’emanazione dell’atto tipico di adeguamento della situazione di fatto a quella di diritto legittima il proprietario a reagire all’inerzia davanti al giudice amministrativo, sia col rito silenzio, sia nel giudizio di legittimità sul procedimento ablatorio. Il rimedio è quindi esperibile anche rispetto alle istanze volte a sollecitare l’adozione del provvedimento ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001.

Richiamata anche l’Adunanza Plenaria n. 2/2020, che ha escluso l’ammissibilità della rinuncia abdicativa, il Tribunale osserva che l’iniziativa procedimentale e il giudizio sul silenzio costituiscono i mezzi con cui il proprietario può far valere l’interesse a un ristoro pecuniario in luogo della restituzione. Resta integro, all’esito del pronunciamento, il margine di apprezzamento dell’amministrazione competente, chiamata a ponderare gli interessi in gioco.

Il Collegio distingue quindi le reciproche competenze. La scelta tra restituzione del suolo e acquisizione residua in capo agli organi istituzionali del Comune, trattandosi di decisione discrezionale preliminare da cui dipendono natura ed entità delle conseguenti obbligazioni. L’OSL esprime mere valutazioni di ordine tecnico-contabile in sede di ricognizione della situazione debitoria, senza discrezionalità amministrativa, e interviene solo dopo la spendita della scelta. Ne consegue il rigetto dell’eccezione di difetto di legittimazione passiva dell’Organismo.

Quanto al dissesto, la disciplina degli artt. 246 e ss. TUEL non preclude l’accoglimento: l’atto di acquisizione è attratto nella competenza dell’organo straordinario di liquidazione, ma ciò non esime il Comune dal pronunciarsi sull’alternativa. Il ricorso è pertanto accolto, con condanna del Comune a provvedere con atto motivato entro novanta giorni, e con nomina sin d’ora del commissario ad acta per l’ipotesi di inutile decorso del termine. Le spese seguono la soccombenza.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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