Spese incasso rata e verifica TAEG nel prestito personale: ricorso rigettato (ABF Collegio di Bari n. 2325 del 12.03.2026)
Principi di diritto (Massima)
Nel prestito personale rimborsabile a rate, le spese di incasso e gestione pratica pattuite in misura mensile fissa non costituiscono un costo illegittimamente duplicato quando il modulo SECCI e il prospetto delle condizioni finanziarie le quantificano espressamente e la loro incidenza è inclusa nel costo totale del credito. Il ricorrente che lamenti una differmità tra contratto e rata addebitata ha l’onere di contestare specificamente la ricostruzione contabile offerta dall’intermediario. La verifica del TAEG e della corretta applicazione dei costi accessori si svolge sul piano di ammortamento e sulle voci analitiche del modulo, non su una presunzione di duplicazione.
Il Fatto
Il ricorrente aveva ottenuto dall’intermediario un prestito da restituire in 84 rate mensili. Il contratto prevedeva un costo di € 84,00, pari a un euro per ogni rata, a titolo di spese di incasso. Il cliente ha lamentato una discrepanza tra l’importo della rata e gli accordi assunti, sostenendo che i costi di incasso fossero stati conteggiati due volte. Ha quindi chiesto la restituzione di quanto pagato in più e il corretto addebito delle rate future.
L’intermediario si è costituito eccependo l’infondatezza della contestazione e depositando il piano di ammortamento, concludendo per il rigetto del ricorso.
La motivazione del Collegio
Il Collegio ha esaminato il modulo SECCI depositato in atti. Esso prevede 84 rate mensili da € 273,18, con la precisazione che ciascuna rata, indipendentemente dalla modalità di pagamento, sarebbe stata maggiorata delle spese di incasso e di gestione pratica nella misura indicata nel box “Costi del credito”. La voce in questione riporta l’indicazione di € 1,00/mese.
La legenda allegata al contratto definisce tali spese come mensili e correlate all’incasso dei pagamenti, oltre che alle attività amministrative, contabili e di assistenza connesse alla gestione della pratica. Il prospetto delle condizioni finanziarie elenca i costi inclusi nel costo totale del credito, tra cui il totale delle spese di incasso e gestione pratica, quantificato in € 84,00, ossia un euro per 84 mensilità, in coerenza con la pattuizione.
L’intermediario ha inoltre dedotto di aver inviato in data 22/12/2025 un nuovo piano di ammortamento, con indicazione dell’importo di € 1,00 previsto per ogni singola rata. Il Collegio ha quindi ricostruito la voce: l’importo di € 273,18 per 84 rate, al netto di € 16,00 pagati con la prima rata e di € 1,00 su ciascuna rata, e detratti gli interessi totali pari a € 8.086,50 e le spese di istruttoria finanziate pari a € 219,62, conduce a € 14.641,00, importo corrispondente al credito richiesto. Di tale somma, € 11.641,00 erano destinati all’estinzione anticipata di un precedente finanziamento ed € 3.000,00 da liquidare al cliente.
Il ricorrente non ha contestato di aver ricevuto tale importo. Per il Collegio questo conferma che le spese di incasso rata sono state applicate una sola volta e che la lamentata duplicazione non sussiste. La doglianza è stata quindi ritenuta priva di fondamento e il ricorso non è stato accolto.
Nota della Redazione
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