Soldi prestati o pagati per errore: come riaverli da parenti, amici, partner ed ex
Il prestito all’amico o al fratello fatto senza un foglio firmato, i soldi che l’altro adesso chiama regalo, i bonifici al compagno e il conto cointestato svuotato dopo la rottura, i regali per un matrimonio mai celebrato, il bonifico finito alla persona sbagliata, gli assegni dati a garanzia, il riconoscimento di debito firmato anni fa. Qui trovi le risposte alle domande che si fa chi ha dato dei soldi e li rivuole, o chi se li vede richiedere, ognuna fondata sulle decisioni commentate su questo sito.
Parti dalla tua situazione
Sette blocchi di domande e una sezione su cosa fare subito. Ogni risposta cita le decisioni da cui deriva, tutte commentate su studiolegalescarlino.com.
Prestito senza contratto scritto: chi deve provare cosa
Il prestito non si presume: la consegna del denaro da sola non basta, ma la prova può venire da bonifici, messaggi e testimoni.
Ho prestato dei soldi a un amico (o a un parente) senza niente di scritto: come dimostro che era un prestito?
Il prestito, cioè il mutuo, è un contratto reale: si perfeziona con la consegna del denaro. Chi chiede la restituzione deve provare non solo la consegna, ma anche il titolo da cui deriva l’obbligo di restituire (Cass. 11190/2024; Cass. 5191/2025). La consegna di denaro o di assegni non prova da sola il prestito, perché può avere svariate cause (Cass. 18516/2024).
Il prestito si può provare anche con presunzioni: tra gli elementi utili Cass. 19622/2024 indica la causale del bonifico e il fatto che chi ha ricevuto non abbia indicato un titolo che giustifichi la ritenzione della somma. Al contrario, una scrittura in cui le parti danno atto che una somma è “prestata” e “accettata” non prova di per sé che il denaro sia stato consegnato: la consegna va dimostrata con quietanza o altra documentazione contabile (Cass. 19047/2025).
Lui ammette di aver ricevuto i soldi ma dice che erano per altro, oppure nega di averli mai avuti: chi deve provare cosa?
Se nega di aver ricevuto la somma, chi chiede la restituzione deve provare la consegna (Cass. 20273/2026).
Se invece ammette di averla ricevuta ma indica una causa diversa, sul punto le decisioni del sito divergono. Per Cass. 20273/2026 è chi ha ricevuto a dover provare il titolo che gli consente di trattenere il denaro. Per Cass. 19851/2024, Cass. 10235/2024 e Cass. 2951/2026, invece, la contestazione del titolo non inverte l’onere della prova: chi agisce deve dimostrare per intero il fatto su cui fonda la domanda, cioè la consegna e il titolo che obbliga a restituire.
Posso usare testimoni, messaggi WhatsApp o email per dimostrare il prestito?
Sì, con alcune condizioni. Il giudice può ammettere i testimoni anche oltre il limite di valore dell’art. 2721 c.c., esercitando un potere discrezionale legato alla qualità delle parti e alla natura del contratto, purché motivi la scelta (Cass. 19517/2024; Cass. 19851/2024); se invece non ritiene di derogare, non deve motivare il rigetto della richiesta (Cass. 22915/2025). Le dichiarazioni dei testimoni che riferiscono un’ammissione fatta a un terzo da chi ha ricevuto il denaro sono liberamente valutabili dal giudice e possono fondare il convincimento che sia stato concluso un prestito a voce (Cass. 19517/2024).
I messaggi WhatsApp conservati nel telefono e prodotti in fotografia sono prova documentale e fanno piena prova se non ne viene disconosciuta la conformità (Cass. 1254/2025). Anche l’email semplice fa piena prova se non disconosciuta, e il disconoscimento deve essere tempestivo (Cass. 12154/2026). La registrazione di una telefonata è utilizzabile quando l’altro ne contesta solo l’ammissibilità e non il contenuto (Cass. 19622/2024).
Hai prestato soldi senza contratto?
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Prestito o regalo? Bonifici, conto cointestato e casa intestata ad altri
Chi ha ricevuto parla spesso di regalo: ma il regalo di denaro ha una forma, e la cointestazione non regala niente da sola.
Dice che i soldi che gli ho mandato con bonifico erano un regalo: posso riaverli?
Il bonifico fatto per spirito di liberalità è una donazione vera e propria, non una donazione indiretta: richiede l’atto pubblico a pena di nullità, salvo che sia di modico valore (Cass. 982/2024; Cass. 1858/2026). Il carattere liberale del trasferimento può essere accertato anche con presunzioni (Cass. 1858/2026). Anche gli assegni consegnati a titolo di regalo realizzano una donazione diretta, soggetta alla forma dell’art. 782 c.c. a pena di nullità (Cass. 27485/2023).
Nel caso di chi, delegato a operare sul conto, aveva prelevato somme, la Cassazione ha ritenuto nullo per difetto di atto pubblico l’atto di liberalità invocato per giustificare il prelievo, se di valore non modico (Cass. 23868/2025). Il modico valore si misura anche sulle condizioni economiche di chi dona: la liberalità non deve incidere in modo apprezzabile sul suo patrimonio (Cass. 15679/2025). Sui regali ai figli vedi la guida su eredità e donazioni.
Ho messo i miei soldi su un conto cointestato con il compagno (o con un parente) e lui ha prelevato: posso riaverli?
Tra cointestatari vale l’art. 1298 c.c.: ciascuno, anche se può operare da solo, non può prelevare oltre il 50% senza il consenso espresso o tacito dell’altro, e non ha diritti sul saldo se è provato che deriva solo dai versamenti dell’altro (Cass. 968/2026). La presunzione di parti uguali si supera anche con presunzioni gravi, precise e concordanti sulla diversa provenienza del denaro (Cass. 31904/2025). Attenzione al silenzio: tacere a lungo pur movimentando il conto e conoscendo i prelievi eccedenti la quota può essere un indizio di consenso tacito (Cass. 968/2026).
Chi sostiene che la cointestazione era un regalo deve provarlo. La cointestazione fatta per arricchire l’altro è una donazione indiretta che non richiede l’atto pubblico (Cass. 20233/2026), ma l’intenzione di donare va provata in modo rigoroso e non si ricava dalla sola consapevolezza dei trasferimenti (Cass. 12107/2026). Anche tra coniugi la sola cointestazione non rende comuni le somme (Cass. 22613/2025).
Abbiamo comprato casa in due ma ho pagato quasi tutto io, oppure l’ho fatta intestare a un parente con l’accordo che me la ridesse: cosa posso chiedere?
Se avete comprato per quote uguali e tu hai pagato più della tua parte, hai diritto di regresso verso l’altro per l’eccedenza, salvo che lui dimostri l’intenzione di donare. La sola convivenza non fa presumere il regalo, e spetta a chi è chiamato in causa provare la ragione del tuo maggiore esborso (Cass. 8298/2024).
Se la casa è stata intestata a un altro con l’impegno di ritrasferirtela, si tratta di un patto fiduciario: non richiede la forma scritta, il patto solo verbale pone un problema di prova e non di validità e, una volta provato, consente di ottenere il ritrasferimento con sentenza (Cass. 6811/2025). La dichiarazione scritta del fiduciario esonera dal provare il rapporto, che si presume; una procura a vendere che non preveda l’obbligo di ritrasferimento non basta a provare il patto (Cass. 11598/2026). Se la casa è del coniuge vedi la guida su separazione e divorzio.
Bonifici, conto cointestato o casa intestata ad altri?
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Soldi dati al convivente, al fidanzato o all’ex: cosa si può chiedere dopo la rottura
Ciò che era proporzionato alla vita comune non torna indietro; il resto, i prestiti e i regali per le nozze mancate sì.
Ci siamo lasciati: posso riavere i soldi che ho dato al mio ex convivente durante la relazione?
Le somme date da un convivente all’altro durante la convivenza sono adempimento di un’obbligazione naturale e non si possono chiedere indietro, a condizione che siano adeguate alle circostanze e proporzionate al patrimonio e alle condizioni sociali di chi le ha date; solo ciò che supera questi limiti può fondare un’azione di arricchimento senza causa (Cass. 11337/2025; Cass. 6735/2024). Non è automatico: le somme date, d’accordo, per coprire il debito di un terzo non integrano automaticamente un’obbligazione naturale, perché manca il dovere morale e sociale di solidarietà (Cass. 19517/2024).
Se dimostri che era un prestito, la restituzione si chiede come per ogni mutuo, provando consegna e titolo (Cass. 10235/2024). Anche tra coniugi la dazione di denaro non è irripetibile per il solo fatto che le parti sono sposate: se risulta un mutuo, si restituiscono le somme con gli interessi, salvo che il titolo li escluda espressamente (Cass. 17082/2026). Per le somme del coniuge spese per la casa dell’altro vedi la guida su separazione e divorzio.
Ho prestato dei soldi al mio compagno tanti anni fa: il credito si è prescritto mentre stavamo insieme?
Dopo la Corte costituzionale, no. La sentenza 7/2026 ha dichiarato illegittimo l’art. 2941, primo comma, n. 1, c.c. nella parte in cui non prevede che la prescrizione resti sospesa tra conviventi di fatto: fino ad allora la sospensione valeva solo tra coniugi. Il termine non decorre finché la convivenza dura e riprende quando cessa. La regola riguarda i conviventi di fatto definiti dalla legge 76/2016, di sesso diverso o dello stesso sesso, ed è indispensabile poter provare quando la convivenza è iniziata e quando è finita (Corte cost. 7/2026).
Nel caso deciso una donna aveva prestato al compagno 63.713 euro per lavori su un immobile di proprietà esclusiva di lui, che nel 2006 aveva riconosciuto il debito per iscritto. La convivenza era finita nel 2016 e lui sosteneva che i dieci anni fossero scaduti nel marzo 2016, quando vivevano ancora insieme (Corte cost. 7/2026).
Il matrimonio è saltato: posso riavere i regali e i soldi dati in vista delle nozze?
Per Trib. Brescia 501/2026 i doni fatti in vista del matrimonio vanno restituiti quando le nozze non vengono celebrate, indipendentemente dalle ragioni della rottura. L’acquisto di un bene con il denaro di uno e l’intestazione alla promessa sposa è inoltre una donazione indiretta, revocabile per ingratitudine quando chi l’ha ricevuta arreca dolosamente un grave pregiudizio al donante (Trib. Brescia 501/2026).
Serve però una promessa seria. Nel caso deciso da Cass. 10853/2026 i giudici di merito avevano ritenuto non provata una seria promessa di matrimonio, perché entrambi erano sposati con altri, e avevano qualificato beni e somme come regalie d’uso, che non si restituiscono; la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso (Cass. 10853/2026).
Ti sei lasciato e hai dato molti soldi all’altro?
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Bonifico sbagliato o pagamento non dovuto: come riavere i soldi
Chi incassa ciò che non gli spetta deve restituirlo, con interessi diversi se era in buona o in mala fede.
Ho fatto un bonifico alla persona sbagliata, o ho pagato due volte: come riavere i soldi?
Chi riceve un pagamento non dovuto deve restituirlo (indebito oggettivo, art. 2033 c.c.): la domanda si fonda sulla mancanza, originaria o sopravvenuta e per qualsiasi ragione, di una causa del pagamento (Cass. 19744/2025). Anche chi, incaricato da altri di pagare, ha pagato per errore una seconda volta può ripetere il secondo pagamento come indebito, se l’incarico richiamava il rapporto tra chi l’ha dato e chi ha ricevuto (delegazione titolata) (Cass. 7521/2025).
Bisogna agire contro chi ha davvero incassato: la restituzione si chiede al soggetto nel cui patrimonio il pagamento produce effetti, non al semplice percettore materiale (Cass. 5487/2026). Trattenere un bonifico ricevuto per errore, senza un vincolo di destinazione, non è più reato: la condotta rientra nell’art. 647 c.p., depenalizzato, e resta l’obbligo civile di restituire l’indebito (Cass. 9843/2026; Cass. 4700/2026).
Chi ha ricevuto i soldi per errore deve pagarmi anche gli interessi? Da quando?
Dipende dallo stato d’animo di chi ha ricevuto. Se era in buona fede deve gli interessi solo dalla domanda; conta il momento in cui ha ricevuto il pagamento e la mala fede successiva non rileva (Cass. 20890/2024). Se era in mala fede, gli interessi legali decorrono dal giorno in cui ha ricevuto il pagamento. La somma non si rivaluta in automatico: il maggior danno da svalutazione va provato da chi lo chiede (Cass. 5535/2025).
Dalla domanda giudiziale si applica il tasso maggiorato dell’art. 1284, quarto comma, c.c., perché l’obbligo di restituire l’indebito è liquido fin dall’origine (Cass. 21806/2025; Cass. 28840/2025).
Ho pagato il debito di un altro, un familiare o l’ex: posso farmi ridare i soldi?
Chi paga spontaneamente un debito altrui senza esservi obbligato non può usare l’indebito oggettivo: ha a disposizione l’indebito soggettivo, l’arricchimento senza causa e la ripetizione dal terzo debitore. L’indebito soggettivo (art. 2036 c.c.) richiede un errore scusabile, da allegare e provare (Cass. 25110/2025). Se l’errore era inescusabile non puoi ripetere da chi ha incassato, ma subentri nei diritti del creditore verso il vero debitore, e questo esclude l’arricchimento contro di lui (Cass. 25302/2026).
Chi paga consapevolmente il debito di un altro non ha il regresso dell’art. 1180 c.c., ma può agire con l’arricchimento senza causa contro il debitore liberato, se questi ne ha tratto un vantaggio economico (Cass. 28514/2025).
Ho versato un acconto per un accordo che poi non si è fatto: devono restituirmelo?
Sì. La somma versata come acconto su una transazione mai conclusa perde la sua causa e diventa indebito oggettivo: chi l’ha ricevuta e trattenuta deve restituirla (Cass. 18598/2026).
Chi agisce deve provare il pagamento e la mancanza di una giusta causa, ma solo con riferimento ai rapporti specifici tra le parti; se l’altro afferma che esisteva un titolo che giustificava il pagamento, deve provarlo lui (Cass. 21340/2025). Il carattere non dovuto del pagamento non si ritiene provato per la sola mancata contestazione, se l’altro si è difeso in modo specifico (Cass. 24932/2025).
Bonifico sbagliato o soldi pagati per niente?
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Arricchimento senza causa: quando è l’ultima strada per riavere i soldi
È un’azione di riserva: si usa solo se non ce n’è un’altra, e sui suoi confini le decisioni non coincidono.
Non riesco a provare il prestito: posso chiedere almeno l’arricchimento senza causa?
L’azione di arricchimento (art. 2041 c.c.) è sussidiaria: si può proporre solo se chi si è impoverito non dispone di un’altra azione, anche fondata su una clausola generale come quella risarcitoria (Cass. 4246/2024).
Sul caso in cui la domanda principale venga respinta perché il titolo mancava fin dall’origine, le decisioni del sito divergono. Per Cass. 6735/2024, Cass. 15236/2024 e Cass. 11336/2025 l’arricchimento resta ammissibile, anche in via subordinata, quando l’altra azione si rivela carente del titolo fin dall’origine, ad esempio perché non è stata provata l’esistenza del contratto; è precluso se la domanda principale è respinta per prescrizione o decadenza, per mancata prova del pregiudizio o per illiceità del titolo. Per Cass. 9094/2024, invece, quando la domanda principale è respinta per carenza originaria del titolo l’arricchimento è improponibile, e resta proponibile solo se il rigetto dipende dall’inerzia di chi si è impoverito o da un onere processuale non assolto.
- Arricchimento solo se manca un’altra azione (Cass. 4246/2024)
- Ammesso se il titolo manca dall’origine (Cass. 6735/2024)
- Carenza originaria del titolo: domanda ammissibile (Cass. 15236/2024)
- Ammesso anche in via subordinata (Cass. 11336/2025)
- Improponibile se il titolo manca dall’origine (Cass. 9094/2024)
Se chiedo l’arricchimento senza causa, cosa devo provare e quanto posso ottenere?
Devi provare l’esborso effettivo e la diminuzione del tuo patrimonio: è un elemento costitutivo della domanda, e il riconoscimento parziale del credito da parte dell’altro non ti dispensa dalla prova (Cass. 19717/2024).
Se l’arricchimento è accertato ma l’importo è incerto, il giudice deve liquidarlo in via equitativa, purché la difficoltà di quantificarlo sia oggettiva e non dipenda dall’inerzia di chi doveva provarlo (Cass. 9249/2026). L’indennizzo è un debito di valore: si rivaluta fino alla decisione, anche d’ufficio, e sono dovuti gli interessi compensativi dalla data degli esborsi (Cass. 21344/2026).
I soldi che ho dato a una persona sono serviti a comprare casa a un’altra: posso chiederli a chi ha la casa?
Sul punto le decisioni del sito divergono. Per Cass. 32808/2025 l’azione di arricchimento si può proporre contro chi, diverso da chi ha ricevuto il denaro, ne ha tratto un incremento del patrimonio, come l’acquisto di un immobile, in un’operazione sostanzialmente unitaria, purché l’abbia ottenuto a titolo gratuito o di fatto e chi era obbligato verso di te sia diventato insolvente; anche per Cass. 9349/2026 l’azione è ammessa solo a queste condizioni ed è inammissibile se il terzo ha acquisito a titolo oneroso.
Per Cass. 17589/2026, invece, l’arricchimento solo indiretto, frutto di un doppio spostamento di denaro con beneficiari diretti diversi, non si può far valere con l’art. 2041 c.c. neppure contro un privato.
Non hai un contratto ma l’altro si è arricchito?
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Riconoscimento di debito, assegni a garanzia, prescrizione: cosa vale una firma
Una dichiarazione firmata o un assegno spostano l’onere della prova; una lettera ben fatta ferma la prescrizione.
Mi ha firmato un foglio in cui riconosce di dovermi dei soldi: basta per farmeli restituire?
Il riconoscimento di debito (art. 1988 c.c.) non crea un debito nuovo ma conferma un rapporto già esistente: chi lo riceve è dispensato dal provare il rapporto, che si presume fino a prova contraria; tocca a chi l’ha firmato dimostrare che il rapporto non è mai sorto, è invalido o si è estinto (Cass. 18596/2026; Cass. 23758/2025).
Sul contenuto della dichiarazione le decisioni del sito non coincidono: per Cass. 15654/2026 deve indicare in modo espresso e univoco il rapporto a cui si riferisce; per Cass. 9701/2024 anche la promessa di pagamento che non lo indica esonera chi la riceve dal provare la causa, ed è chi ha promesso a dover dimostrare l’inesistenza, il diverso contenuto, l’invalidità o la cessazione del rapporto. Se la dichiarazione riguarda un debito futuro di importo indeterminato, la somma pretesa va comunque provata dal creditore (Cass. 3477/2024).
Mi ha dato degli assegni postdatati o senza data a garanzia del prestito: valgono qualcosa?
L’assegno postdatato o in bianco consegnato a garanzia di un debito è contrario a norme imperative e il patto di garanzia è nullo, ma il titolo vale come promessa di pagamento (Cass. 5882/2024; Cass. 19186/2024): è chi l’ha emesso a dover provare che il rapporto sottostante non esiste, è invalido o si è estinto, e la presenza del patto di garanzia fa presumere un valido rapporto obbligatorio (Cass. 19186/2024). Anche l’assegno senza data o luogo ma con il beneficiario indicato vale come promessa di pagamento (Cass. 18831/2024).
Sul punto però le decisioni del sito non coincidono: per Cass. 15654/2026 l’assegno privo di ogni riferimento al rapporto indicato dal creditore non vale come riconoscimento, e chi chiede la restituzione deve provare consegna e titolo. Quanto ai tempi, la prescrizione dell’assegno fatto valere come promessa di pagamento decorre dalla firma e dalla consegna del titolo, non da date false apposte per aggirarla (Cass. 19330/2024).
Sono passati anni dal prestito: come evito che il credito si prescriva?
Una lettera interrompe la prescrizione solo se contiene la chiara indicazione del debitore, la pretesa e la richiesta scritta di pagamento, con un oggetto determinato o determinabile (Cass. 22604/2025; Cass. 13430/2025). È un atto che produce effetto quando arriva: serve la prova dell’arrivo all’indirizzo del destinatario; la spedizione con raccomandata fa presumere l’arrivo, e il rischio della mancata prova è del mittente (Cass. 22129/2026).
Interrompe la prescrizione anche il riconoscimento del debito: un pagamento parziale può essere valutato dal giudice, insieme ad altri elementi, come riconoscimento (Cass. 8046/2025). Per la restituzione di un pagamento non dovuto la prescrizione è decennale: decorre dal pagamento se il titolo mancava fin dall’origine, come nella nullità, e dal passaggio in giudicato della sentenza se il contratto è stato risolto (Cass. 21880/2026).
Riconoscimento di debito, assegni o credito vecchio?
Inviami la dichiarazione firmata, gli assegni e le lettere spedite con le ricevute: in 48 ore sai se il credito è ancora vivo e come farlo valere. La valutazione è gratuita.
Recuperare in concreto: decreto ingiuntivo, beni intestati ad altri, garanzie sulla casa
Con una prova scritta la strada è più breve; se il debitore si spoglia dei beni o pretende la casa a garanzia ci sono rimedi precisi.
Ho le prove del prestito per iscritto: posso chiedere un decreto ingiuntivo?
Se il debitore si oppone e il creditore non offre la prova scritta del proprio diritto, il decreto va revocato (Cass. 13792/2024). Nell’opposizione chi ha ottenuto il decreto resta attore in senso sostanziale e deve provare la consegna del denaro e il titolo della restituzione (Cass. 15654/2026).
Su termini e regole dell’opposizione vedi la guida sul decreto ingiuntivo.
Chi mi deve i soldi sta vendendo o intestando i suoi beni ai parenti e non ho ancora una sentenza: posso fare qualcosa?
Con la revocatoria ordinaria, che tutela anche il credito non ancora accertato, sotto condizione o litigioso (Cass. 6598/2026; Cass. 4545/2026). Non serve che il debitore resti senza nulla: basta un atto che renda più incerto o difficile il recupero, e tocca a chi lo contesta provare che al debitore restano ampi beni (Cass. 4545/2026).
Per gli atti a titolo oneroso successivi al credito occorre la consapevolezza del terzo del pregiudizio ai creditori, provabile per presunzioni: il vincolo di parentela con il debitore è un indizio idoneo quando rende inverosimile che il terzo ignorasse i debiti (Cass. 22186/2025). Se il debitore dona tutti i suoi immobili, la consapevolezza del pregiudizio è in re ipsa (Cass. 10677/2025). Vincendo, l’atto non diventa invalido: resta inefficace verso il creditore che ha agito (Cass. 21097/2025).
Per avere il prestito ho firmato al creditore una vendita, un preliminare o una procura a vendere la mia casa: è valido?
Può essere nullo per patto commissorio. Il divieto dell’art. 2744 c.c. si legge in chiave funzionale: è nulla qualunque convenzione usata per costringere il debitore ad accettare in anticipo il trasferimento di un suo bene se non paga (Cass. 2023/2026). È nulla la procura a vendere l’immobile data dal debitore al creditore insieme al prestito, se tra i due atti c’è un nesso funzionale (Cass. 24749/2024); anche un preliminare di vendita può nascondere un patto commissorio quando garantisce la restituzione di una somma prestata, purché sia dimostrato il nesso di strumentalità tra i due atti, e la nullità è rilevabile d’ufficio anche in appello (Cass. 15654/2025).
Per Cass. 25706/2026 il divieto non è però configurabile senza i suoi indici sintomatici: la sproporzione tra il debito e il valore del bene e l’approfittamento della debolezza di chi vende.
Il debitore non paga o sta svuotando il patrimonio?
Inviami le prove del credito e gli atti di vendita, donazione o garanzia che conosci: in 48 ore sai se chiedere un decreto ingiuntivo, una revocatoria o la nullità della garanzia. La valutazione è gratuita.
Cosa fare adesso, in quest’ordine
Raccogli le prove
Contabili dei bonifici con la causale, assegni, ricevute, messaggi WhatsApp ed email, l’eventuale dichiarazione firmata, i nomi di chi sa del prestito e, se avete vissuto insieme, le date di inizio e fine della convivenza.
Guarda i tempi
Il credito si prescrive: una richiesta scritta che indichi il debitore e la somma, di cui puoi provare l’arrivo, interrompe la prescrizione; tra conviventi resta sospesa finché dura la convivenza. I termini dipendono dal caso: non aspettare.
Scegli la strada giusta
Con una prova scritta del credito valuta il decreto ingiuntivo, che senza di essa viene revocato in caso di opposizione; senza contratto si agisce per la restituzione del prestito o dell’indebito e, se manca un’altra azione, per l’arricchimento senza causa; se il debitore si spoglia dei beni c’è la revocatoria.
Valutazione gratuita del caso
Raccontami la situazione e allega bonifici, messaggi e documenti. Entro 48 ore sai se il prestito è dimostrabile, quanto puoi recuperare e quale strada conviene. Se procediamo, paghi solo se vinci: nessun anticipo, compenso solo con un risultato economico.
Le decisioni commentate sul tema
Ogni commento riporta massima, fatto, motivazione e il link al provvedimento ufficiale. Qui trovi le decisioni commentate sul sito su prestiti e regali tra privati, restituzioni tra conviventi ed ex, pagamenti non dovuti, riconoscimenti di debito e strumenti per recuperare il credito. Nei gruppi più numerosi l’elenco si ferma alle 40 decisioni più recenti, più quelle citate nella guida. Elenco aggiornato al 18 ottobre 2026; l’archivio completo è nelle categorie Contratti, Successioni e donazioni e Codice civile.
Il codice civile commentato: mutuo, donazione, promesse, indebito (9)
- Artt. 2028-2040 c.c. — Della gestione di affari e del pagamento dell’indebito
- Artt. 1987-1991 c.c. — Delle promesse unilaterali
- Artt. 1813-1822 c.c. — Del mutuo
- Art. 785 c.c. Donazione in riguardo di matrimonio
- Art. 769 c.c. Definizione
- Art. 770 c.c. Donazione rimuneratoria
- Art. 782 c.c. Forma della donazione
- Art. 783 c.c. Donazioni di modico valore
- Art. 809 c.c. Norme sulle donazioni applicabili ad altri atti di liberalità
Prestito tra privati: consegna del denaro e prova (22)
- Prova testimoniale, limiti di valore e motivazione apparente (Cass. civ. Sez. II n. 22915 del 08.08.2025)
- Mutuo e onere della prova del titolo restitutorio (Cass. civ. Sez. II n. 11190 del 26.04.2024)
- Prova del mutuo per presunzioni e valore indiziario delle prove atipiche (Cass. civ. Sez. II n. 19622 del 16.07.2024)
- Mutuo onere prova datio non basta senza titolo restitutorio (Cass. civ. Sez. II n. 19851 del 18.07.2024)
- Mutuo reale e prova della traditio: la scrittura non basta (Cass. civ. Sez. II n. 19047 del 11.07.2025)
- Mutuo e onere della prova tra dazione e titolo della restituzione (Cass. civ. Sez. II n. 5191 del 27.02.2025)
- Riparto dell’onere della prova in caso di negazione della dazione (Cass. civ. Sez. 2 n. 20273 del 17.06.2026)
- L’onere della prova del mutuo grava per intero sull’attore in restituzione (Cass. civ. Sez. 2 n. 2951 del 10.02.2026)
- Restituzione di somma data a mutuo: onere della prova sul solvens (Cass. civ. Sez. II n. 20964 del 23.07.2025)
- Dispensa dal rendiconto del mandatario non esonera dalla restituzione delle somme (Cass. civ. Sez. III n. 33822 del 23.12.2025)
- Mutuo e prova della consegna: l’accordo non è fonte dei rapporti (Cass. civ. Sez. II n. 3246 del 05.02.2024)
- Mutuo e onere probatorio: chi agisce per la restituzione prova il titolo (Cass. civ. Sez. II n. 10233 del 16.04.2024)
- Motivazione apparente e onere della prova nel mutuo (Cass. civ. Sez. I n. 15181 del 30.05.2024)
- Mutuo, prova del titolo e motivazione apparente: rinvio alla Corte d’appello (Cass. civ. Sez. II n. 16074 del 10.06.2024)
- Prova del mutuo e valore confessorio dell’interrogatorio formale (Cass. civ. Sez. II n. 16331 del 12.06.2024)
- Mutuo, onere della prova e limiti del giudizio di legittimità (Cass. civ. Sez. II n. 16332 del 12.06.2024)
- Interpretazione del contratto di mutuo e sindacato in Cassazione (Cass. civ. Sez. I n. 18525 del 08.07.2024)
- Mutuo, prova del titolo e contestazione del convenuto (Cass. civ. Sez. II n. 19236 del 12.07.2024)
- Comodato e restituzione delle somme spese per ristrutturazione: la Cassazione rigetta il ricorso (Cass. civ. Sez. 3 n. 21609 del 24.06.2026)
- Dazione di somme e onere della prova del titolo restitutorio (Cass. civ. Sez. 3 n. 17692 del 03.06.2026)
- Omessa ammissione della prova testimoniale e vizio di motivazione nella quantificazione della somma mutuata (Cass. civ. Sez. 2 n. 19994 del 15.06.2026)
- Mutuo e prova dell’onere: la datio non basta (Cass. civ. Sez. 2 n. 15769 del 22.05.2026)
Prestito o regalo: donazioni, liberalità, conti cointestati, intestazioni (29)
- Conto cointestato e formazione della provvista: onere probatorio e quote interne (Cass. civ. Sez. II n. 31904 del 07.12.2025)
- Patto fiduciario immobiliare non richiede forma scritta ad substantiam (Cass. civ. Sez. II n. 6811 del 14.03.2025)
- Donazione di modico valore: rileva l’incidenza sul patrimonio del donante (Cass. civ. Sez. II n. 15679 del 12.06.2025)
- La cointestazione con animus donandi integra donazione indiretta, non soggetta ad atto pubblico (Cass. civ. Sez. 2 n. 20233 del 16.06.2026)
- L’animus donandi nella cointestazione di conto non si presume dal silenzio della titolare (Cass. civ. Sez. 2 n. 12107 del 30.04.2026)
- Il patto fiduciario non si prova con la procura a vendere, in assenza di obbligo di retrocessione (Cass. civ. Sez. 2 n. 11598 del 28.04.2026)
- Cointestatario del conto corrente, consenso tacito ai prelievi e onere probatorio (Cass. civ. Sez. 2 n. 968 del 16.01.2026)
- Bonifico quale donazione diretta ad esecuzione indiretta (Cass. civ. Sez. 2 n. 1858 del 27.01.2026)
- Donazione diretta di assegni: incasso senza forma scritta è nulla (Cass. civ. Sez. II n. 27485 del 27.09.2023)
- Patto fiduciario immobiliare: onere probatorio del fiduciante e dichiarazione ricognitiva (Cass. civ. Sez. II n. 26048 del 01.10.2026)
- Patto fiduciario su immobile e prova testimoniale: oneri del ricorrente (Cass. civ. Sez. II n. 26071 del 01.10.2026)
- Patto fiduciario immobiliare, forma scritta e astrazione processuale (Cass. civ. Sez. II n. 1424 del 15.01.2024)
- Donazione indiretta immobile solo se il donante sostiene l’intero prezzo (Cass. civ. Sez. II n. 16329 del 12.06.2024)
- Donazione indiretta: non serve l’atto pubblico se il negozio è valido (Cass. civ. Sez. I n. 18098 del 02.07.2024)
- Donazione indiretta e mancata impugnazione della decisione di merito (Cass. civ. Sez. II n. 15702 del 12.06.2025)
- Patto fiduciario, disconoscimento della firma e divieto convenzionale di alienare (Cass. civ. Sez. III n. 25103 del 07.09.2026)
- Conto cointestato, produzione documenti in appello e presunzione di contitolarità (Cass. civ. Sez. III n. 9757 del 14.04.2025)
- Donazione indiretta e prova per presunzioni del pagamento del prezzo (Cass. civ. Sez. II n. 1266 del 19.01.2025)
- Conto cointestato e mutuo: nessuna solidarietà attiva tra mutuanti senza previsione negoziale (Cass. civ. Sez. 2 n. 20932 del 20.06.2026)
- Motiva in modo perplesso la sentenza che esclude la condotta illecita del cointestatario (Cass. civ. Sez. 3 n. 21376 del 23.06.2026)
- Conto cointestato: la presunzione di parità opera anche durante il rapporto (Cass. civ. Sez. 2 n. 17483 del 02.06.2026)
- La donazione indiretta non richiede l’atto pubblico con testimoni (Cass. civ. Sez. 2 n. 18482 del 08.06.2026)
- Donazione indiretta e sindacato di legittimità sul vizio di motivazione (Cass. civ. Sez. 2 n. 18808 del 09.06.2026)
- Conto cointestato: la donazione indiretta non può essere dedotta per la prima volta in appello (Cass. civ. Sez. 2 n. 5009 del 05.03.2026)
- La donazione indiretta non richiede la forma dell’atto pubblico (Cass. civ. Sez. 2 n. 12127 del 30.04.2026)
- Trasferimenti di denaro tra conti: donazione diretta e forma pubblica richiesta (Cass. civ. n. 982 del 10.01.2024)
- Simulazione relativa e donazione dissimulata: onere probatorio e sindacato di legittimità (Cass. civ. Sez. 2 n. 14104 del 23.05.2023)
- Presunzione di contitolarità del conto cointestato e motivazione apparente (Cass. civ. Sez. II n. 24818 del 27.08.2026)
- Prezzo differito senza interessi e donazione indiretta (Cass. civ. Sez. II n. 12268 del 09.05.2025)
Conviventi, fidanzati, coniugi ed ex: soldi dati durante la relazione (19)
- Cointestazione del conto non prova la donazione indiretta al coniuge (Cass. civ. Sez. II n. 22613 del 05.08.2025)
- Bonifico bancario al coniuge è donazione diretta soggetta a forma (Cass. civ. Sez. II n. 982 del 10.01.2024)
- Regresso del comproprietario salvo animus donandi (Cass. civ. Sez. II n. 8298 del 27.03.2024)
- Restituzione somme tra ex partner: prova del titolo a carico dell’attore (Cass. civ. Sez. II n. 10235 del 16.04.2024)
- Mutuo tra conviventi e prova testimoniale oltre il limite di valore (Cass. civ. Sez. II n. 19517 del 16.07.2024)
- Convivenza more uxorio: versamenti proporzionati non ripetibili (Cass. civ. Sez. III n. 11337 del 30.04.2025)
- Il mutuo tra coniugi prevale sulla presunta liberalità, la dazione di denaro non è irripetibile per il solo rapporto di coniugio (Cass. civ. Sez. 2 n. 17082 del 31.05.2026)
- Prestiti tra conviventi: la prescrizione non corre (Corte cost. n. 7/2026)
- Promessa di matrimonio non seguita dalle nozze: restituzione dei doni e revoca della donazione indiretta per ingratitudine (Trib. Brescia 501/2026)
- Promessa di matrimonio non provata: nessuna restituzione dei doni (regalie d’uso ex art. 770 c.c.); inammissibili i motivi che mirano al riesame dei fatti (Cass. 10853/2026)
- Irripetibili le somme del coniuge per la casa dell’altro (Cass. civ. Sez. III n. 33917 del 23.12.2025)
- Attribuzioni patrimoniali tra coniugi: presunzione di adempimento del dovere di contribuzione e irripetibilità (Cass. civ. Sez. 3 n. 18503 del 08.06.2026)
- Arricchimento senza causa tra ex coniugi e pagamento rate mutuo per la casa familiare (Cass. civ. Sez. 3 n. 18630 del 08.06.2026)
- Donazione diretta di denaro tra coniugi in separazione: la qualificazione del giudice di merito è insindacabile in cassazione (Cass. civ. Sez. 3 n. 8857 del 08.04.2026)
- La datio di denaro tra coniugi non prova il mutuo senza il titolo restitutorio (Cass. civ. Sez. 2 n. 15707 del 22.05.2026)
- Arricchimento senza causa e contribuzioni tra coniugi: presupposti e prova (Cass. civ. Sez. 3 n. 8793 del 08.04.2026)
- Donazione indiretta tra coniugi: necessaria prova rigorosa dell’animus donandi (Cass. civ. Sez. 3 n. 10388 del 20.04.2026)
- Somme versate per la casa familiare intestata all’altro coniuge: si presumono contribuzione ex art. 143 c.c. e sono irripetibili (Cass. 8793/2026)
- Auto pagata da un coniuge e intestata all’altro: è donazione indiretta solo con prova rigorosa dell’animus donandi (Cass. 10388/2026)
Bonifico sbagliato e pagamento non dovuto (29)
- Ripetizione d’indebito e onere della prova della causa solutionis (Cass. civ. Sez. III n. 21340 del 25.07.2025)
- Super-interessi applicabili all’obbligazione da ripetizione di indebito (Cass. civ. Sez. I n. 21806 del 29.07.2025)
- Prelievo del delegato senza causa: restituzione dell’indebito e non risarcimento (Cass. civ. Sez. II n. 23868 del 26.08.2025)
- Pagamento spontaneo del debito altrui e rimedi esperibili dal solvens (Cass. civ. Sez. III n. 25110 del 12.09.2025)
- Super interessi ex art. 1284 c.c. applicabili al credito da ripetizione di (Cass. civ. Sez. III n. 28840 del 31.10.2025)
- Buona fede dell’accipiens e interessi sull’indebito al vaglio di legittimità (Cass. civ. Sez. I n. 20890 del 26.07.2024)
- Restituzione del prezzo e interessi da indebito oggettivo, no rivalutazione automatica (Cass. civ. Sez. II n. 5535 del 02.03.2025)
- Delegazione titolata e ripetizione dell’indebito da parte del delegato (Cass. civ. Sez. I n. 7521 del 21.03.2025)
- Ripetizione indebito e causa petendi irrilevante la ragione della mancanza di causa (Cass. civ. Sez. I n. 19744 del 16.07.2025)
- Bonifico per errore e depenalizzazione: la condotta rientra nell’art. 647 cod. pen. (Cass. pen. Sez. 2 n. 4700 del 05.02.2026)
- Pagamento in acconto su transazione mai conclusa e ripetizione dell’indebito oggettivo (Cass. civ. Sez. 3 n. 18598 del 08.06.2026)
- Accipiens e legittimazione passiva nella ripetizione di indebito (Cass. civ. Sez. 3 n. 5487 del 11.03.2026)
- Prescrizione della ripetizione ex art. 2033 c.c. decorre dal giudicato di risoluzione (Cass. civ. Sez. 3 n. 21880 del 26.06.2026)
- Bonifico ricevuto per errore e appropriazione depenalizzata (Cass. pen. n. 9843/2026)
- Interpretazione della domanda e azione di ripetizione: ricorso inammissibile (Cass. civ. Sez. I n. 3454 del 07.02.2024)
- Ripetizione indebito verso effettivo accipiens e non promittente venditore (Cass. civ. Sez. II n. 3596 del 08.02.2024)
- Onere della prova tra eccezione di inadempimento e indebito oggettivo (Cass. civ. Sez. I n. 5378 del 29.02.2024)
- Quietanza non prova la restituzione dell’accipiens al creditore (Cass. civ. Sez. III n. 14130 del 21.05.2024)
- Ripetizione indebito verso l’accipiens sostanziale e legittimazione passiva (Cass. civ. Sez. III n. 5368 del 28.02.2025)
- Motivazione apparente e divieto di domanda nuova in appello per ripetizione indebito (Cass. civ. Sez. III n. 13524 del 20.05.2025)
- Mandato, mancato rendiconto e azione di indebito: nessuna inversione dell’onere probatorio (Cass. civ. Sez. III n. 2810 del 05.02.2025)
- Restituzione dell’acconto e condictio ob causam finitam (Cass. civ. Sez. 2 n. 17745 del 03.06.2026)
- La legittimazione attiva alla ripetizione di indebito spetta al solo solvens che effettua la traditio dell’assegno (Cass. civ. Sez. 3 n. 18602 del 08.06.2026)
- L’eccezione di annullamento non giustifica il diniego di ripetizione dell’indebito (Cass. civ. Sez. 3 n. 6280 del 17.03.2026)
- L’adempimento del debito altrui si presume gratuito e la datio in solutum va qualificata secondo la causa concreta (Cass. civ. Sez. 3 n. 16245 del 25.05.2026)
- Adempimento del terzo e legittimazione alla ripetizione dell’indebito (Cass. civ. Sez. 3 n. 18500 del 08.06.2026)
- Indebito originario e prescrizione dell’azione di ripetizione (Cass. civ. Sez. 3 n. 18605 del 08.06.2026)
- Ripetizione di indebito: presupposto della prestazione positiva (Cass. civ. Sez. III n. 4950/2026)
- Adempimento del terzo volontario non integra indebito oggettivo (App. Genova n. 468/2026)
Arricchimento senza causa (40)
- Errore inescusabile del solvens preclude l’arricchimento contro il debitore (Cass. civ. Sez. III n. 25302 del 14.09.2026)
- Indebito arricchimento, la non contestazione non prova il presupposto oggettivo (Cass. civ. Sez. III n. 24932 del 09.09.2025)
- Pagamento del debito altrui e azione di ingiustificato arricchimento (Cass. civ. Sez. III n. 28514 del 27.10.2025)
- Arricchimento indiretto esperibile contro il terzo che lucra a titolo gratuito (Cass. civ. Sez. III n. 32808 del 16.12.2025)
- Azione di arricchimento senza causa esperibile solo se manca altra azione atipica (Cass. civ. Sez. II n. 4246 del 16.02.2024)
- Arricchimento senza causa ammesso se il titolo contrattuale è inesistente (Cass. civ. Sez. III n. 6735 del 13.03.2024)
- Azione di arricchimento ingiustificato improponibile se manca il carattere di sussidiarietà (Cass. civ. Sez. III n. 9094 del 05.04.2024)
- Sussidiarietà dell’azione di arricchimento e rigetto per carenza ab origine del titolo (Cass. civ. Sez. III n. 15236 del 30.05.2024)
- Esborso effettivo e onere della prova nell’indebito arricchimento (Cass. civ. Sez. II n. 19717 del 17.07.2024)
- Azione di arricchimento senza causa ammessa se il titolo contrattuale manca ab (Cass. civ. Sez. III n. 11336 del 30.04.2025)
- L’indennizzo da arricchimento senza causa è debito di valore e va rivalutato anche d’ufficio (Cass. civ. Sez. 3 n. 21344 del 23.06.2026)
- L’arricchimento indiretto non è azionabile ex art. 2041 c.c. contro un privato (Cass. civ. Sez. 3 n. 17589 del 03.06.2026)
- Il giudice deve liquidare equitativamente l’indennizzo da ingiustificato arricchimento anche d’ufficio (Cass. civ. Sez. 3 n. 9249 del 12.04.2026)
- Arricchimento indiretto: l’azione ex art. 2041 c.c. è preclusa se il terzo ha acquisito la prestazione a titolo oneroso (Cass. civ. Sez. 3 n. 9349 del 13.04.2026)
- Azione di arricchimento senza causa improponibile se esperibile la tutela risarcitoria da (Cass. civ. Sez. III n. 21346 del 25.07.2025)
- Azione ingiustificato arricchimento esperibile se azione alternativa carente ab origine di titolo (Cass. civ. Sez. III n. 20674 del 22.07.2025)
- Arricchimento senza causa in via surrogatoria non equivale a domanda diretta (Cass. civ. Sez. II n. 21197 del 24.07.2025)
- Azione di arricchimento senza causa e qualificazione giuridica dei fatti (Cass. civ. Sez. III n. 21449 del 25.07.2025)
- Motivazione contraddittoria e apparente: cassata la liquidazione per ingiustificato arricchimento (Cass. civ. Sez. I n. 22986 del 10.08.2025)
- Rito sommario non convertito prova nuova appello arricchimento senza causa (Cass. civ. Sez. II n. 2044 del 19.01.2024)
- Azione di arricchimento proponibile se il titolo contrattuale è carente ab origine (Cass. civ. Sez. III n. 8878 del 04.04.2024)
- Azione di arricchimento senza causa e prova del depauperamento (Cass. civ. Sez. II n. 8946 del 04.04.2024)
- Condizione sospensiva non avverata e azione di arricchimento senza causa (Cass. civ. Sez. III n. 9731 del 10.04.2024)
- Indebito soggettivo e arricchimento senza causa: onere di riproposizione (Cass. civ. Sez. I n. 11778 del 02.05.2024)
- Arricchimento senza causa, dies a quo e non fungibilità delle domande (Cass. civ. Sez. II n. 11938 del 03.05.2024)
- Arricchimento senza causa sussidiario e riqualificazione jura novit curia (Cass. civ. Sez. III n. 14186 del 21.05.2024)
- Domanda di arricchimento senza causa ammessa nella memoria ex art. 183 cod. (Cass. civ. Sez. II n. 21821 del 02.08.2024)
- Ingiustificato arricchimento, onere di allegazione e autosufficienza del ricorso (Cass. civ. Sez. III n. 17641 del 30.06.2025)
- Giudicato interno solo su capi autonomi e sussidiarietà dell’azione di indebito arricchimento (Cass. civ. Sez. I n. 7012 del 16.03.2025)
- Inammissibile l’azione di arricchimento se esperibile altra azione contrattuale (Cass. civ. Sez. I n. 7893 del 25.03.2025)
- Azione di arricchimento contro il terzo estranea al rapporto contrattuale (Cass. civ. Sez. III n. 9754 del 14.04.2025)
- Arricchimento senza causa in via subordinata ammesso nel giudizio di opposizione (Cass. civ. Sez. III n. 15763 del 12.06.2025)
- Azione di arricchimento senza causa sussidiaria anche verso terzi estranei (Cass. civ. Sez. II n. 18496 del 07.07.2025)
- Arricchimento senza causa precluso se domanda principale rigettata nel merito (Cass. civ. Sez. II n. 355 del 08.01.2025)
- L’azione di arricchimento è preclusa dall’esistenza di un rapporto tipico di amministrazione (Cass. civ. Sez. 1 n. 21867 del 26.06.2026)
- Il giudicato di nullità non preclude l’arricchimento senza causa (Cass. civ. Sez. 3 n. 24445 del 04.08.2026)
- Sussidiarietà dell’azione di ingiustificato arricchimento e modifica della domanda principale (Cass. civ. Sez. 1 n. 24608 del 12.08.2026)
- Proposizione della domanda di arricchimento ingiustificato nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo (Cass. civ. Sez. 2 n. 16996 del 30.05.2026)
- Proponibilità con la comparsa di costituzione della domanda di arricchimento senza causa dall’opposto nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo (Cass. civ. Sez. 1 n. 17408 del 02.06.2026)
- L’indebito arricchimento non è coperto dal giudicato se la causa petendi è diversa (Cass. civ. Sez. 2 n. 18187 del 05.06.2026)
Riconoscimento di debito, assegni, quietanze, prescrizione (40)
- Interruzione della prescrizione e rinuncia tacita richiedono atti inequivoci (Cass. civ. Sez. I n. 22604 del 05.08.2025)
- Ricognizione di debito del creditore e superamento della quietanza a saldo (Cass. civ. Sez. II n. 23758 del 23.08.2025)
- Ricognizione di debito futuro: onere del quantum a carico del creditore (Cass. civ. Sez. III n. 3477 del 07.02.2024)
- Nullo il patto di garanzia su assegno in bianco, valida la promessa (Cass. civ. Sez. I n. 5882 del 05.03.2024)
- Promessa di pagamento non titolata e inversione dell’onere probatorio (Cass. civ. Sez. III n. 9701 del 10.04.2024)
- Mutuo, la consegna di assegni non prova da sola il titolo (Cass. civ. Sez. I n. 18516 del 08.07.2024)
- Assegno incompleto con beneficiario indicato vale come promessa di pagamento (Cass. civ. Sez. III n. 18831 del 10.07.2024)
- Assegni postdatati a garanzia e promessa di pagamento con inversione dell’onere probatorio (Cass. civ. Sez. I n. 19186 del 12.07.2024)
- Prescrizione dell’assegno azionato come promessa di pagamento in bianco (Cass. civ. Sez. I n. 19330 del 15.07.2024)
- Interruzione della prescrizione e genericità dell’atto di costituzione in mora (Cass. civ. Sez. II n. 13430 del 20.05.2025)
- Riconoscimento del debito e pagamento in acconto interruttivo della prescrizione (Cass. civ. Sez. II n. 8046 del 26.03.2025)
- Prova del corrispettivo nel contratto d’opera e valore probatorio dei messaggi WhatsApp (Cass. civ. Sez. II n. 1254 del 18.01.2025)
- Prescrizione non interrotta senza prova della ricezione dell’atto di costituzione in mora (Cass. civ. Sez. 3 n. 22129 del 27.06.2026)
- La ricognizione di debito non richiede al creditore la prova del rapporto sottostante (Cass. civ. Sez. 3 n. 18596 del 08.06.2026)
- Disconoscimento della e-mail semplice e tempestività della contestazione in giudizio (Cass. civ. Sez. 3 n. 12154 del 30.04.2026)
- La ricognizione di debito deve indicare espressamente il rapporto obbligatorio (Cass. civ. Sez. 3 n. 15654 del 22.05.2026)
- Interruzione della prescrizione e interpretazione degli atti processuali (Cass. civ. Sez. I n. 21291 del 25.07.2025)
- Interruzione della prescrizione e domanda di risoluzione collegata all’esecuzione specifica (Cass. civ. Sez. II n. 23815 del 25.08.2025)
- Annullabilità per errore della quietanza liberatoria e irrilevanza della scusabilità (Cass. civ. Sez. III n. 25494 del 17.09.2025)
- Messa in mora anteriore alla mediazione e decorrenza della prescrizione restitutoria (Cass. civ. Sez. I n. 32251 del 11.12.2025)
- Interruzione della prescrizione e chiara indicazione del debitore nella messa in mora (Cass. civ. Sez. III n. 379 del 05.01.2024)
- Interruzione della prescrizione rilevabile d’ufficio e prova del riconoscimento (Cass. civ. Sez. II n. 472 del 08.01.2024)
- Quietanza su fattura di terzo: valore indiziario e libera valutazione del giudice (Cass. civ. Sez. II n. 3122 del 02.02.2024)
- Interruzione prescrizione e riconoscimento debito sono giudizi di fatto (Cass. civ. Sez. I n. 7255 del 19.03.2024)
- Rendita vitalizia da promessa unilaterale e astrazione processuale (Cass. civ. Sez. II n. 8213 del 26.03.2024)
- Quietanze e prova contraria: ammesse le presunzioni su epoca diversa del pagamento (Cass. civ. Sez. II n. 8933 del 04.04.2024)
- Interruzione prescrizione rilevabile d’ufficio e rateizzazione come riconoscimento del debito (Cass. civ. Sez. I n. 9074 del 05.04.2024)
- Ricognizione di debito: l’accertamento del suo contenuto spetta al giudice del merito (Cass. civ. Sez. III n. 9666 del 10.04.2024)
- Interruzione della prescrizione e mediazione: onere di prova e carattere recettizio dell’atto (Cass. civ. Sez. III n. 11912 del 03.05.2024)
- Quietanza e confessione giudiziale del debitore nel pagamento del prezzo (Cass. civ. Sez. I n. 13258 del 14.05.2024)
- Promessa di mutuo, rappresentanza e silenzio sul motivo di appello (Cass. civ. Sez. II n. 18893 del 10.07.2024)
- Quietanza priva di sottoscrizione del creditore non prova il pagamento del mutuo (Cass. civ. Sez. III n. 19034 del 11.07.2024)
- Confessione e promessa di pagamento: onere probatorio e rinuncia agli effetti (Cass. civ. Sez. I n. 19406 del 15.07.2024)
- Disconoscimento di copia fotostatica di quietanza e onere della prova in opposizione (Cass. civ. Sez. I n. 22149 del 06.08.2024)
- Assegno senza provvista: prova del pagamento solo con quietanza autenticata (Cass. civ. Sez. I n. 22850 del 14.08.2024)
- Marca da bollo datata non prova la data certa della cambiale (Cass. civ. Sez. I n. 17541 del 30.06.2025)
- Confessione stragiudiziale al terzo e onere della prova del pagamento (Cass. civ. Sez. II n. 5029 del 26.02.2025)
- Ricognizione di debito e interessi ultralegali tra contratto e negozio di accertamento (Cass. civ. Sez. III n. 5076 del 26.02.2025)
- Interruzione della prescrizione e appello incidentale condizionato (Cass. civ. Sez. II n. 8086 del 27.03.2025)
- Prova presuntiva della falsità materiale della quietanza e sindacato di legittimità (Cass. civ. Sez. II n. 10239 del 18.04.2025)
Prestiti garantiti con la casa: patto commissorio e vendite a garanzia (13)
- Vendita a scopo di garanzia e divieto di patto commissorio (Cass. civ. Sez. II n. 25706 del 22.09.2026)
- Nullità per patto commissorio rilevabile d’ufficio anche in appello (Cass. civ. Sez. II n. 15654 del 12.06.2025)
- La procura a vendere contestuale al mutuo viola il divieto di patto commissorio (Cass. civ. n. 24749 del 16.09.2024)
- Patto commissorio: l’art. 2744 c.c. va letto in chiave funzionale, guardando all’intera catena di atti collegati (Cass. 2023/2026)
- Simulazione della vendita a garanzia e prova testimoniale tra le parti (Cass. civ. Sez. II n. 22531 del 04.08.2025)
- Patto commissorio, valutazione unitaria dei negozi collegati e retrovendita (Cass. civ. Sez. II n. 13210 del 14.05.2024)
- Patto commissorio ravvisabile in più negozi collegati a scopo di garanzia (Cass. civ. Sez. II n. 16619 del 21.06.2025)
- Inammissibili i motivi d’appello aspecifici su mutamento di rito e patto commissorio (Cass. civ. Sez. III n. 17491 del 29.06.2025)
- Vendita con patto di retrovendita elusiva del divieto di patto commissorio (Cass. civ. Sez. II n. 233 del 07.01.2025)
- Operazione negoziale unitaria con finalità di garanzia e divieto di patto commissorio (Cass. civ. Sez. 2 n. 17639 del 03.06.2026)
- Divieto di patto commissorio e doppia conforme: inammissibilità del vizio motivazionale (Cass. civ. Sez. 2 n. 4205 del 25.02.2026)
- Nullità del contratto per patto commissorio e inammissibilità dell’appello per mancata integrazione del contraddittorio (Cass. civ. Sez. 2 n. 12784 del 05.05.2026)
- Patto commissorio: l’art. 2744 c.c. va letto in funzione, vietata ogni convenzione che coarti il debitore (Cass. 2023/2026)
Il debitore si spoglia dei beni: azione revocatoria (40)
- Azione revocatoria ordinaria e restituzione del prezzo al terzo acquirente (Cass. civ. Sez. III n. 21097 del 24.07.2025)
- Scientia damni e presunzioni nel vincolo parentale nell’azione revocatoria (Cass. civ. Sez. III n. 22186 del 01.08.2025)
- Revocatoria ordinaria scientia damni in re ipsa donazione di tutti i beni (Cass. civ. Sez. III n. 10677 del 23.04.2025)
- L’azione revocatoria ordinaria non richiede la totale compromissione del patrimonio del debitore (Cass. civ. Sez. 3 n. 4545 del 28.02.2026)
- La revocatoria ordinaria non richiede l’accertamento preventivo del credito litigioso (Cass. civ. Sez. 1 n. 6598 del 19.03.2026)
- Revocatoria ordinaria: sindacato di legittimità e valutazione delle prove (Cass. civ. Sez. III n. 34684 del 29.12.2025)
- Revocatoria ordinaria con ricorso ex art. 702-bis (Cass. civ. Sez. III n. 20896 del 23.07.2025)
- Revocatoria ordinaria, litisconsorzio e legittimazione passiva del coniuge (Cass. civ. Sez. III n. 21086 del 24.07.2025)
- Revocatoria: presunzioni e scientia damni del terzo acquirente (Cass. civ. Sez. III n. 21159 del 24.07.2025)
- Revocatoria: scientia damni del terzo acquirente provata per presunzioni (Cass. civ. Sez. III n. 21233 del 24.07.2025)
- Revocatoria: scientia damni del terzo provata per presunzioni (Cass. civ. Sez. III n. 21368 del 25.07.2025)
- Inammissibili i motivi nuovi in cassazione sulla revocatoria ordinaria (Cass. civ. Sez. III n. 21465 del 25.07.2025)
- Revocatoria ordinaria: giudicato interno su litisconsorzio e scientia damni (Cass. civ. Sez. III n. 25451 del 16.09.2025)
- Revocatoria ordinaria: scientia fraudis del terzo e presunzioni semplici (Cass. civ. Sez. III n. 25452 del 16.09.2025)
- Revocatoria, coniugio non basta per la scientia damni (Cass. civ. Sez. III n. 25547 del 17.09.2025)
- Revocatoria, scientia damni e sindacato sulle presunzioni in cassazione (Cass. civ. Sez. III n. 25607 del 18.09.2025)
- Revocatoria ordinaria: scientia damni del terzo provata per presunzioni (Cass. civ. Sez. III n. 25983 del 23.09.2025)
- Revocatoria della donazione e insindacabilità dell’accertamento del depauperamento (Cass. civ. Sez. III n. 26850 del 06.10.2025)
- Revocatoria ordinaria: presunzioni e sindacato di legittimità (Cass. civ. Sez. III n. 26851 del 06.10.2025)
- Prova della scientia damni del terzo per presunzioni semplici (Cass. civ. Sez. III n. 26853 del 06.10.2025)
- Revocatoria ordinaria: participatio fraudis presunta senza conoscenza del credito specifico (Cass. civ. Sez. III n. 26856 del 06.10.2025)
- Presunzioni e consilium fraudis: valutazione unitaria degli indizi (Cass. civ. Sez. III n. 27164 del 10.10.2025)
- Revocatoria ordinaria: credito litigioso e anteriorità rispetto all’atto dispositivo (Cass. civ. Sez. III n. 28327 del 24.10.2025)
- Revocatoria ordinaria: scientia damni del terzo provata per presunzioni (Cass. civ. Sez. III n. 28331 del 24.10.2025)
- Revocatoria ordinaria: rileva anche la variazione qualitativa del patrimonio (Cass. civ. Sez. III n. 28849 del 31.10.2025)
- Revocatoria ordinaria: scientia damni del terzo e insindacabilità del fatto (Cass. civ. Sez. III n. 28866 del 31.10.2025)
- Revocatoria ordinaria ammessa anche per credito anteriore accertato dopo la donazione (Cass. civ. Sez. III n. 31764 del 04.12.2025)
- Revocatoria ordinaria e prova presuntiva della scientia damni in cassazione (Cass. civ. Sez. III n. 34415 del 28.12.2025)
- Revocatoria, onere della prova e scientia damni nel terzo acquirente (Cass. civ. Sez. III n. 34548 del 29.12.2025)
- Revocatoria atto separazione richiede scientia damni del terzo se oneroso (Cass. civ. Sez. III n. 34672 del 29.12.2025)
- Revocatoria ordinaria: credito probabile e scientia damni per presunzioni (Cass. civ. Sez. III n. 218 del 04.01.2024)
- Revocatoria ordinaria: eventus damni e consilium fraudis provati per presunzioni (Cass. civ. Sez. III n. 222 del 04.01.2024)
- Revocatoria ordinaria: giudice non può qualificare atto contro dichiarazione negoziale (Cass. civ. Sez. II n. 686 del 09.01.2024)
- Revocatoria, scientia damni e presunzioni nel rapporto di coniugio (Cass. civ. Sez. III n. 3035 del 01.02.2024)
- Revocatoria ordinaria: consapevolezza del terzo e sindacato sul ragionamento presuntivo (Cass. civ. Sez. II n. 3205 del 05.02.2024)
- Revocatoria ordinaria: consapevolezza del pregiudizio e prova per presunzioni (Cass. civ. Sez. I n. 5113 del 27.02.2024)
- Revocatoria: convivenza e vincolo familiare provano la scientia damni (Cass. civ. Sez. III n. 5328 del 28.02.2024)
- Revocatoria ordinaria, insorgenza del credito e mutamento della domanda in appello (Cass. civ. Sez. III n. 6530 del 12.03.2024)
- Revocatoria ordinaria: scientia fraudis del terzo desumibile dal vincolo parentale (Cass. civ. Sez. III n. 8054 del 25.03.2024)
- Revocatoria, presunzioni e sindacato di legittimità sul consilium fraudis (Cass. civ. Sez. III n. 8707 del 02.04.2024)
Guida pratica a cura dell’Avv. Danilo Scarlino. Aggiornata il 18 ottobre 2026.