L’acquirente del bene succede nelle decadenze del dante causa sull’atto presupposto (C.G.A.R.S. n. 455 del 05.07.2024)

Principi di diritto (Massima)
L’avente causa succede in tutta la posizione giuridica del dante causa, tanto negli effetti favorevoli quanto in quelli sfavorevoli, e dunque anche nel decorso del termine per impugnare gli atti amministrativi già formatisi. Il trasferimento del bene inter vivos non esplica efficacia sanante e non riapre i termini di impugnativa, in ossequio all’inoppugnabilità dei provvedimenti e alla certezza dei rapporti. Il soggetto che non ha presentato l’istanza di condono, ma che dall’accoglimento avrebbe potuto giovarsi per l’effetto inscindibile della sanatoria, non è legittimato a impugnare il diniego opposto al diverso richiedente. L’ordinanza di demolizione costituisce esercizio di attività vincolata, per la quale non è necessaria la comunicazione di avvio del procedimento, non potendosi in ogni caso pervenire all’annullamento dell’atto per l’art. 21-octies legge 7 agosto 1990, n. 241.

Il Fatto

L’appellante impugna la sentenza con cui il TAR Sicilia ha respinto il ricorso avverso la diffida a demolire del 17 gennaio 2011, emessa dal Comune di Palermo su un fabbricato abusivo, e avverso i presupposti dinieghi di condono del 2008. Il primo giudice ha dichiarato irricevibile il ricorso in relazione ai provvedimenti di rigetto delle istanze di sanatoria, ha ritenuto inammissibili i motivi afferenti ai vizi dell’atto presupposto e ha giudicato infondata la censura sull’ordinanza di demolizione.

L’appellante deduce di essere divenuto proprietario solo nel 2010 e di aver conosciuto i dinieghi soltanto con la (non avvenuta) notifica dell’ingiunzione a demolire, sostenendo che il potere di impugnazione non si fosse consumato in capo ai danti causa.

La Motivazione della Corte

Il Collegio ritiene infondato l’appello. I provvedimenti di diniego di condono del 2008 devono considerarsi definitivamente consolidati. È irrilevante che l’appellante abbia ricevuto l’immobile in donazione dai propri danti causa: secondo il principio consolidato, l’avente causa succede in tutta la posizione giuridica del dante causa, anche per gli effetti sfavorevoli, ossia per l’intervenuto decorso del termine per l’impugnativa.

La Corte chiarisce che una diversa lettura attribuirebbe al trasferimento inter vivos una sorta di efficacia sanante, consentendo una riapertura dei termini potenzialmente all’infinito, in contrasto con l’inoppugnabilità dei provvedimenti e con la certezza dei rapporti. Richiama sul punto Cons. Stato, sez. VI, 16 gennaio 2024, n. 529 e Cons. Stato, sez. VI, 24 giugno 2022, n. 5199.

Il Collegio condivide inoltre i dubbi sulla legittimazione a ricorrere: l’istanza di condono fu presentata da soggetto diverso dall’appellante. In caso di accoglimento questi avrebbe potuto giovarsi dell’effetto inscindibile della sanatoria, ma a fronte del diniego, quale soggetto diverso dal richiedente, non è munito di legittimazione. Viene richiamato il precedente di C.G.A.R.S., sez. giur., 8 aprile 2024, n. 286. Tali conclusioni precludono lo scrutinio delle riproposte questioni sul condono.

Quanto all’ordinanza di demolizione, non sussiste violazione degli artt. 7 e 8 della legge n. 241 del 1990: il potere repressivo degli abusi edilizi è attività vincolata, priva di margini di discrezionalità, sicché non è necessaria la comunicazione di avvio del procedimento e non può pervenirsi all’annullamento per l’art. 21-octies. Sul punto richiama Cons. Stato n. 9715 del 2022 e Cons. Stato n. 755 del 2023. Nella specie, una più intensa partecipazione procedimentale non avrebbe potuto orientare diversamente l’esercizio del potere, stante l’infondatezza nel merito delle critiche.

L’appello è pertanto respinto con conferma della sentenza gravata; nulla sulle spese per la mancata costituzione dell’appellato.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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