Eredità, testamento, legittima: cosa controllare prima di accettare, rinunciare o fare causa
Un genitore che muore lasciando debiti, un testamento che esclude un figlio, una casa donata a un solo fratello, un conto cointestato svuotato, una cartella intestata “agli eredi”. Qui trovi le risposte alle domande che le famiglie fanno davvero, con le regole fissate dalla Corte di Cassazione e, sotto ogni risposta, le sentenze e le guide pubblicate su questo sito.
Parti dalla tua situazione
Otto blocchi di domande. Ogni risposta cita le sentenze e le guide da cui deriva, tutte pubblicate su studiolegalescarlino.com.
Accettare, rinunciare, diventare erede senza volerlo
La qualità di erede non arriva con la morte del parente. Arriva con l’accettazione, espressa o tacita. Ed è l’accettazione tacita il punto in cui le famiglie sbagliano più spesso.
Alla morte di mio padre sono diventato erede automaticamente?
No. Alla morte si apre la successione e tu sei “chiamato” all’eredità, non erede. Erede diventi solo con l’accettazione, espressa (atto pubblico o scrittura privata, art. 475 c.c.) oppure tacita, cioè compiendo un atto che solo un erede avrebbe il diritto di compiere. La Cassazione ribadisce che la qualità di erede non si ricava dalla semplice chiamata né dalla denuncia di successione, che è un adempimento fiscale. Chi vuole farti pagare un debito del defunto deve provare che hai accettato. Per la successione senza testamento, la parentela o il matrimonio con il defunto si provano con gli atti dello stato civile.
- Accettazione dell’eredità: cosa fare e come funziona (guida)
- Art. 475 c.c. – Accettazione espressa (commento)
- La mera chiamata non prova la qualità di erede (Cass. 18785/2026)
- La qualità di erede legittimo si prova con gli atti di stato civile (Cass. 6448/2025)
- Chi si qualifica erede in un atto scritto accetta espressamente (Cass. 15504/2024)
Quali atti mi rendono erede “senza volerlo” (accettazione tacita)?
Valgono come accettazione tacita, secondo la Cassazione: firmare un preliminare di vendita di un bene dell’eredità; dare in comodato un bene ereditario; costituirsi in giudizio dichiarandosi erede o aderire a una domanda di divisione; proporre una causa per ricostituire il patrimonio del defunto; chiedere la voltura catastale, se la domanda è tua o riferibile a te. Non valgono: la denuncia di successione e il pagamento delle relative imposte, la dichiarazione dei redditi presentata “come erede”, il pagamento di un legato con denaro tuo, la ricezione di un atto notificato “agli eredi”. La regola è una: l’atto deve essere tale che solo l’erede avrebbe il diritto di compierlo.
- Il preliminare di vendita del chiamato vale accettazione tacita (Cass. 9436/2025)
- Concedere in comodato un bene ereditario è accettazione tacita (Cass. 2256/2026)
- Aderire alla domanda di divisione è accettazione tacita (Cass. 10544/2024)
- Costituirsi in giudizio come coerede è accettazione tacita (Cass. 24006/2025)
- Proporre la causa per ricostituire il patrimonio è accettazione tacita (Cass. 15808/2026)
- Voltura catastale: serve la riferibilità al chiamato (Cass. 5779/2025)
- La denuncia di successione non vale accettazione (Cass. 5474/2025)
- La dichiarazione dei redditi come erede non è accettazione (Cass. 17703/2026)
- Pagare un legato con denaro proprio non è accettazione (Cass. 11389/2024)
Ho ricevuto un atto notificato “agli eredi di”. Sono diventato erede?
No. Ricevere un atto giudiziario notificato collettivamente e impersonalmente agli eredi all’ultimo domicilio del defunto non è un atto di accettazione: è un fatto subito, non una scelta. Lo stesso vale per la notifica dell’atto di riassunzione di un processo interrotto per la morte della parte. Attenzione però a come rispondi: se ti costituisci in giudizio dichiarandoti erede senza contestare la tua legittimazione, quella sì è accettazione tacita. Sulle cartelle per i debiti fiscali del defunto, la Sezione Tributaria ha rimesso alle Sezioni Unite la questione se i chiamati possano ancora eccepire di non essere eredi: la scheda sul sito sarà aggiornata con la decisione.
Ho rinunciato all’eredità. Posso cambiare idea? E se ho già usato i beni?
La rinuncia va fatta con dichiarazione davanti al notaio o al cancelliere del tribunale, inserita nel registro delle successioni (art. 519 c.c.): senza questa forma è nulla. Una volta fatta, non si revoca “per fatti concludenti”: la Cassazione esclude la revoca tacita. Il rovescio della medaglia è più insidioso: se sei nel possesso dei beni ereditari e non fai l’inventario entro tre mesi, sei considerato erede puro e semplice e una rinuncia successiva non serve più a nulla. L’obbligo vale anche per chi possiede insieme ad altri. Il diritto di accettare si prescrive in dieci anni; la prescrizione maturata durante una causa va eccepita alla prima difesa utile, il giudice non la rileva da solo.
- Rinuncia all’eredità: inammissibile la revoca tacita (Cass. 6803/2026)
- Possesso dei beni e inventario oltre i tre mesi: erede puro e semplice (Cass. 9364/2025)
- La prescrizione del diritto di accettare va eccepita alla prima difesa utile (Cass. 19973/2024)
- Domande frequenti su testamento ed eredità (guida)
Non sai se accettare o rinunciare?
Prima di firmare qualsiasi cosa, di spostare un’auto, di vendere o affittare un bene del defunto, fai una fotografia dell’attivo e del passivo. Inviami quello che hai (testamento, denuncia di successione, estratti conto, cartelle, visure) e in 48 ore sai se conviene accettare, rinunciare o accettare con beneficio d’inventario. La valutazione è gratuita.
Debiti del defunto, cartelle, imposta di successione
Chi accetta senza beneficio d’inventario risponde dei debiti anche con il proprio patrimonio. Quattro termini da segnare subito.
Devo pagare i debiti di mio padre con i miei soldi?
Se hai accettato puramente e semplicemente, sì: rispondi dei debiti ereditari personalmente, in proporzione alla tua quota (art. 754 c.c.), anche oltre il valore di quello che hai ricevuto. Se il defunto era debitore in solido con altri, verso il creditore l’erede resta tenuto per la parte del defunto. Per limitare la responsabilità ai beni ereditati serve l’accettazione con beneficio d’inventario: la dichiarazione fatta da uno dei chiamati giova a tutti gli altri (art. 510 c.c.), ma la limitazione va fatta valere nella causa di merito e deve risultare dal titolo, altrimenti nel pignoramento non la puoi più opporre. Se ti sei costituito come erede beneficiato e nessuno lo ha contestato, anche le spese di lite restano nei limiti dell’eredità.
- L’inventario dei beni: guida completa (aggiornata a luglio 2026)
- Art. 510 c.c. – Accettazione o inventario fatti da uno dei chiamati (commento)
- L’erede del debitore in solido risponde pro quota (Cass. 10800/2026)
- Erede beneficiato: la limitazione va fatta valere nel giudizio di cognizione (Cass. 17988/2025)
- Erede beneficiato e spese processuali intra vires (Cass. 31737/2025)
- Eredità beneficiata: il termine per le dichiarazioni di credito è perentorio (Cass. 30820/2025)
È arrivata una cartella intestata al defunto o “agli eredi”. Cosa posso contestare?
Prima cosa: verifica se sei erede. Il Fisco deve provare la tua accettazione, espressa o tacita; la chiamata e la denuncia di successione non bastano. Seconda: la cartella per somme già accertate in via definitiva contro il defunto è un atto di sola riscossione, non il primo atto impositivo verso gli eredi, quindi non rientra nelle definizioni agevolate. Terza: se l’ufficio ha notificato la cartella al defunto, il vizio della notifica è sanato se l’erede la impugna nel merito. Per la cartella in sé (prescrizione, notifica, vizi) vale tutto quello che trovi nella pagina dedicata alle cartelle esattoriali.
- La qualità di erede va provata dal creditore (Cass. 18785/2026)
- La cartella agli eredi non è un atto impositivo condonabile (Cass. 33996/2025)
- Notifica della cartella al defunto: sanata dall’impugnazione dell’erede (Cass. 34282/2025)
- I chiamati possono eccepire di non essere eredi? Questione rimessa (ord. 23570/2026)
- Cartella esattoriale: cosa fare (pagina guida con tutte le sentenze)
Imposta di successione: chi la paga, su quale valore, e quando si prescrive?
Il presupposto dell’imposta è la chiamata all’eredità, non l’accettazione: la Cassazione lo afferma in modo netto. La base imponibile si calcola sul valore dei beni alla data di apertura della successione, non su aggiornamenti catastali successivi. Se hai accettato con beneficio d’inventario, l’imposta resta dovuta ma la riscossione segue la liquidazione dell’eredità. I debiti del defunto accertati con sentenza dopo la morte sono deducibili, purché il fatto che li ha generati sia anteriore e tu lo documenti entro sei mesi dalla sentenza definitiva. La prescrizione decennale decorre da quando l’imposta diventa esigibile, cioè dalla scadenza dei sessanta giorni dall’avviso di liquidazione. L’agevolazione prima casa si perde se l’immobile è “di lusso” secondo i criteri del d.m. 1969, a prescindere dalla categoria catastale.
- Presupposto dell’imposta è la chiamata, non l’accettazione (Cass. 18252/2025)
- Il valore imponibile si determina alla data di apertura della successione (Cass. 11048/2026)
- Eredità beneficiata: riscossione solo dopo la liquidazione (Cass. 17992/2025)
- Debiti accertati dopo la morte deducibili dall’imposta (Cass. 16432/2025)
- Prescrizione dell’imposta di successione: da quando decorre (Cass. 15097/2026)
- Revoca dell’agevolazione prima casa per immobile di lusso (Cass. 20653/2025)
- Rendita vitalizia in eredità: imposta ricalcolata (Corte cost. 89/2026)
Multe, sanzioni e ordini di demolizione del defunto passano agli eredi?
Le sanzioni amministrative pecuniarie non si trasmettono agli eredi (art. 7 l. 689/1981): se la multa era del defunto, non la devi pagare. La regola non vale se la sanzione è stata irrogata direttamente a te, ad esempio come erede proprietario di un veicolo lasciato in circolazione senza assicurazione. Diverso il destino dell’ordine di demolizione di un abuso edilizio: ha natura di sanzione amministrativa reale, segue l’immobile e vincola l’erede senza bisogno di una nuova notifica.
Testamento: quando è nullo e come si impugna
Olografo, pubblico, segreto. I vizi non sono tutti uguali: alcuni rendono il testamento nullo, altri solo annullabile, e cambia chi deve provare cosa.
Il testamento scritto a mano è valido? Quando è nullo?
Il testamento olografo vale se è interamente scritto a mano dal testatore, datato e firmato. Se anche una sola parte non è autografa, la nullità travolge l’intera scheda; se un terzo ha guidato la mano del testatore, anche solo per sostenerla, manca l’autografia e il testamento è nullo. La firma apocrifa in calce rende nullo l’atto, ma la Cassazione nel 2026 ha ammesso la nullità parziale quando le disposizioni autografe sono comunque sottoscritte. La data con il solo anno rende il testamento annullabile, non nullo, e chi eccepisce la convalida deve provarla. Errori di ortografia e frasi imprecise non lo invalidano: il giudice ricostruisce la volontà del testatore.
- Tipi di testamento: olografo, pubblico e segreto (guida)
- Invalidità e impugnazione del testamento (guida)
- Scheda non autografa anche in parte: nullo l’intero testamento (Cass. 6030/2024)
- Nullo se un terzo guida la mano del testatore (Cass. 9319/2025)
- Firma apocrifa in calce: nullità parziale e verifica della volontà (Cass. 12981/2026)
- Data con il solo anno: annullabile, convalida da provare (Cass. 17356/2026)
- Errori ortografici e volontà del testatore (Cass. 18570/2024)
Credo che il testamento sia falso. Chi deve provarlo e come?
Chi contesta l’autenticità del testamento olografo deve proporre una domanda di accertamento negativo e provare la falsità; non basta disconoscerlo. Resta possibile la querela di falso, più onerosa ma con effetti verso tutti. La perizia grafica si fa sull’originale, non sulla fotocopia, e il giudice può fondare la decisione sulla consulenza senza motivare l’adesione punto per punto. Se nella causa emerge che un altro giudizio tra le stesse parti verte sulla nullità del titolo, il processo va sospeso. Quando è accertata la non autografia, le dichiarazioni dei testimoni sulla “vera volontà” del defunto non servono.
- Falsità del testamento olografo: domanda di accertamento negativo e onere della prova (Cass. 6906/2026)
- L’onere di provare la falsità grava su chi la deduce (Cass. 12247/2026)
- La verificazione va eseguita sull’originale (Cass. 9146/2025)
- Querela di falso incidentale: il doppio presupposto (Cass. 12753/2025)
- Sospensione necessaria per querela di falso sul testamento (Cass. 12562/2026)
- Testamento senza firma: prova testimoniale e sindacato in Cassazione (Cass. 1012/2025)
Mia madre ha fatto testamento anziana, sotto pressione di mio fratello. Si può annullare?
L’età e la pressione psicologica da sole non bastano. Per l’annullamento per dolo serve la prova di mezzi fraudolenti idonei a trarre in inganno il testatore; per l’incapacità serve provare che al momento dell’atto mancava la capacità di intendere e di volere. Attenzione alla conferma: se dopo la morte hai eseguito volontariamente le disposizioni conoscendo il vizio, puoi aver confermato il testamento invalido (art. 590 c.c.), anche nei casi di incapacità o di volontà viziata; la conferma non opera solo per la firma falsa. Se il testamento è pubblico e il testatore era assistito dall’amministratore di sostegno, l’atto è nullo e il notaio ne risponde.
- Annullamento per dolo: non basta la pressione psicologica (Cass. 32707/2025)
- Conferma del testamento nullo ammessa anche per vizi della volontà (Cass. 9935/2025)
- Testamento pubblico nullo se assiste l’amministratore di sostegno (Cass. 2648/2026)
- Il notaio che pubblica il testamento non deve consulenza sul legato (Cass. 2969/2025)
“Lascio la casa a mio nipote”: è erede o legatario? Cambia qualcosa?
Cambia molto. Chi riceve beni determinati è di regola legatario: acquista quel bene, non risponde dei debiti, non deve accettare. È erede solo se risulta che il testatore gli ha assegnato quei beni come quota del patrimonio (istituzione “ex re certa”): in quel caso la vocazione è universale, si estende ai beni ignorati o sopravvenuti ed esclude la successione legittima. Il legato di un’azienda non sottrae i debiti aziendali all’eredità. Il legato di cosa altrui è valido se il testatore sapeva che il bene non era suo, e il “giusto prezzo” si liquida al momento dell’adempimento.
- Lascito di beni determinati: legatario, non erede universale (Cass. 9522/2025)
- Erede ex re certa: nessun concorso con la successione legittima (Cass. 25820/2026)
- Il legato di azienda non sottrae i debiti aziendali alla successione (Cass. 16631/2026)
- Legato di cosa altrui e giusto prezzo (Cass. 16593/2026)
Io e mia moglie vogliamo farci testamento a vicenda. Si può? E gli accordi sull’eredità futura?
Il testamento congiunto nello stesso documento è vietato (art. 589 c.c.). Due testamenti reciproci in atti separati sono validi, salvo che si provi un accordo vincolante tra i due, cioè un patto successorio. I patti successori sono nulli (art. 458 c.c.): è nulla, ad esempio, la transazione con cui un futuro erede rinuncia, mentre il genitore è vivo, ai diritti sulla sua successione. Il confine tra patto vietato e atto tra vivi con effetti dopo la morte si verifica con i criteri fissati dalla Cassazione, spiegati nel commento all’art. 458. Infine: se dopo il testamento nascono figli che il testatore non aveva o ignorava, il testamento è revocato per legge; non lo è se aveva già altri figli noti.
- Testamenti reciproci in atti separati: non provano il patto vietato (Cass. 19295/2026)
- Art. 458 c.c. – Divieto di patti successori (commento)
- Nulla la transazione con rinuncia alla futura successione (Cass. 366/2024)
- Revocazione del testamento per sopravvenienza di figli (Cass. 18192/2026)
- Per impugnare il testamento vanno citati tutti gli eredi (Cass. 6313/2026)
Hai un testamento che ti sembra sbagliato?
Inviami la copia del testamento pubblicato e dimmi chi sono i familiari. Verifico forma, data, firma, capacità del testatore e quote: in 48 ore sai se c’è un vizio e se conviene agire. La valutazione è gratuita e paghi solo se vinci.
Escluso dal testamento: legittima e azione di riduzione
Figli, coniuge e, senza figli, genitori hanno una quota che il testatore non può togliere. Se il testamento o le donazioni la violano, si riduce.
Mio padre mi ha “diseredato” nel testamento. Ho perso tutto?
No. Scrivere “diseredo mio figlio” non basta: ai legittimari (figli, coniuge, in mancanza di figli i genitori) la legge riserva una quota intangibile. Si può escludere liberamente solo chi non è legittimario; per togliere tutto a un legittimario serve una causa di indegnità accertata dal giudice. Il figlio pretermesso agisce in riduzione: la Cassazione gli alleggerisce l’onere di allegazione, perché l’esclusione totale rende di per sé verosimile la lesione, e non gli chiede di quantificare in euro la lesione già nella domanda. L’azione spetta solo ai legittimari, non a qualsiasi erede legittimo. Chi è stato escluso dal testamento per aver già ricevuto in vita beni sufficienti può, in certi casi, avere un risarcimento se la scelta gli impedisce l’esercizio di altri diritti.
- Diseredazione: come escludere un erede dal testamento (guida)
- Legittima e divisione dell’eredità tra gli eredi (guida)
- Legittimario pretermesso: onere di allegazione attenuato (Cass. 4949/2026)
- Basta rendere verosimile la lesione (Cass. 20954/2025)
- L’azione di riduzione spetta solo ai legittimari (Cass. 18069/2025)
- Legittimario escluso dal testamento e risarcimento (Cass. 19340/2024)
Per agire in riduzione devo prima accettare con beneficio d’inventario?
Dipende da chi sei. L’art. 564 c.c. lo richiede al legittimario che è anche erede e vuole ridurre donazioni fatte a persone estranee all’eredità. Non lo richiede al legittimario pretermesso, che diventa erede solo con la vittoria in riduzione; a lui è equiparato l’erede legittimo che nulla ha ricevuto. La Cassazione nel 2026 ha chiarito che la condizione non opera nemmeno quando il patrimonio è stato di fatto esaurito dalle donazioni e resta un relictum di valore irrisorio. Chi ha accettato senza beneficio e non può aggredire la donazione più recente a un estraneo non può “saltare” a quella più vecchia fatta a un coerede, se non dimostrando che la prima non basta.
- Pretermesso ed erede legittimo che nulla ha ottenuto: niente beneficio d’inventario (Cass. 9364/2025)
- Asse esaurito dalle donazioni: riduzione senza beneficio d’inventario (Cass. 22986/2026)
- Onere di ricostruire l’ordine delle donazioni (Cass. 2369/2024)
- Donazioni coeve: riduzione proporzionale (Cass. 26170/2026)
Come si calcola la legittima e cosa mi viene restituito: il bene o i soldi?
Si parte dalla “riunione fittizia”: ai beni lasciati alla morte, tolti i debiti, si sommano tutte le donazioni fatte in vita, anche a estranei, valutate al momento dell’apertura della successione (per i titoli di Stato donati vale lo stesso criterio). Da quella massa si calcolano quota disponibile e quota riservata. Per l’allegazione basta indicare i beni da includere; se un coerede eccepisce l’usucapione, la stima deve tenerne conto. La reintegrazione avviene in natura, con l’attribuzione dei beni ridotti; il conguaglio in denaro è l’eccezione e richiede l’accordo delle parti o i casi di legge. Quando il conguaglio c’è, si calcola sul valore attuale del bene, non su quello all’apertura della successione.
- Valore dei beni nella riunione fittizia (Cass. 35738/2023)
- Contano anche le donazioni a terzi estranei alla collazione (Cass. 14211/2024)
- Titoli di Stato donati stimati all’apertura della successione (Cass. 7449/2025)
- Onere di allegazione, usucapione e stima dei beni (Cass. 26011/2026)
- Reintegrazione in natura, salvo accordo delle parti (Cass. 20396/2026)
- Il conguaglio in denaro è solo eccezionale (Cass. 5978/2024)
- Il conguaglio si calcola al valore attuale del bene (Cass. 32056/2025)
- Riduzione delle donazioni e quota ab intestato (Cass. 12267/2025)
Mi hanno lasciato solo un bene “in sostituzione di legittima”. Posso chiedere la quota intera?
Sì, ma devi rinunciare al legato: lo acquisti automaticamente all’apertura della successione e, per ottenere la quota di riserva, devi rifiutarlo. La rinuncia non richiede forme particolari e può risultare anche da comportamenti concludenti, come chiedere in giudizio la legittima in natura. Dopo la rinuncia sei un legittimario pretermesso: il legato non si converte in “conto legittima”. Attenzione al contrario: la rinuncia all’azione di riduzione può essere anche tacita, ma serve un comportamento inequivoco; eseguire il testamento non convalida le disposizioni lesive della legittima.
- Rinuncia al legato in sostituzione di legittima: nessuna conversione (Cass. 9734/2025)
- Rinuncia tacita al legato sostitutivo e legittima in natura (Cass. 32593/2025)
- Eseguire il testamento non convalida le disposizioni lesive (Cass. 18461/2026)
- Rinuncia tacita all’azione di riduzione: serve un comportamento inequivoco (Cass. 19919/2024)
Mio padre ha “venduto” la casa a mio fratello per pochi euro. Posso provare che era una donazione?
Sì, e con prova libera. Il legittimario che agisce per far dichiarare simulata la vendita, per poi ridurre la donazione dissimulata, è “terzo” rispetto al contratto: può usare testimoni e presunzioni senza i limiti che valgono per le parti. Lo stesso vale per la ricognizione di debito inserita nel testamento a favore di un erede: non è opponibile ai legittimari pretermessi, che ne possono provare la simulazione per presunzioni. Il limite scatta quando agisci non per la legittima ma per la collazione come coerede: in quel caso subentri nella posizione del defunto e la prova è quella delle parti.
- Il legittimario che agisce in simulazione è terzo (Cass. 19342/2026)
- Simulazione e legittima: prova senza limiti (Cass. 29821/2023)
- Ricognizione di debito nel testamento e legittimari pretermessi (Cass. 15889/2026)
- Prova della simulazione tra eredi: i limiti del coerede (Cass. 7038/2023)
- Interessi sul credito restitutorio dalla domanda di riduzione (Cass. 19758/2025)
Ti hanno lasciato meno di quello che ti spetta?
Il calcolo della legittima si fa sui numeri: beni lasciati, debiti, donazioni degli ultimi decenni, valori all’apertura della successione. Inviami testamento, denuncia di successione e gli atti di donazione o vendita che conosci. Ti dico se c’è una lesione e quanto vale. Valutazione gratuita, compenso solo se vinci.
Donazioni: forma, conti cointestati, revoca
Bonifici, case pagate dai genitori, conti a due firme. Molte “donazioni” di famiglia sono nulle o contestabili, e questo riemerge alla successione.
Posso regalare soldi a un figlio con un bonifico, senza notaio?
Solo se la donazione è di modico valore rispetto al patrimonio di chi dona (art. 783 c.c.): il giudice valuta l’importo e le condizioni economiche del donante, non una soglia fissa. Oltre quel limite il bonifico o il bancogiro con spirito di liberalità è una donazione “diretta ad esecuzione indiretta”, che richiede l’atto pubblico con due testimoni a pena di nullità. Stessa regola per gli assegni. La nullità può essere rilevata d’ufficio dal giudice anche in appello, e il denaro può essere chiesto indietro. Le liberalità d’uso (regali in occasioni) non sono donazioni e non richiedono forma.
- Si può donare senza notaio? (guida)
- Domande frequenti sulla donazione (aggiornate alla l. 182/2025)
- Modico valore: rileva l’incidenza sul patrimonio del donante (Cass. 15679/2025)
- Bonifico: donazione diretta, serve l’atto pubblico (Cass. 1858/2026)
- Trasferimenti tra conti: forma pubblica richiesta (Cass. 982/2024)
- Bancogiro e cointestazione: quando serve l’atto pubblico (Cass. 12127/2026)
- Donazione di assegni senza forma: nulla (Cass. 27485/2023)
- Nullità della donazione rilevabile d’ufficio anche in appello (Cass. 19233/2026)
Il conto cointestato con il genitore defunto: metà è mia o va nell’eredità?
La cointestazione fa presumere che il saldo sia per metà di ciascuno (art. 1298 c.c.), ma la presunzione cade se si prova che le somme erano di uno solo. Versare soldi propri su un conto cointestato non è, da solo, una donazione: chi la sostiene deve provare l’intenzione di arricchire l’altro. Se quell’intenzione c’è, la cointestazione con firme disgiunte è una donazione indiretta, valida senza atto pubblico ma soggetta a collazione e riduzione. Tra coniugi e conviventi la prova dell’animus donandi deve essere rigorosa, perché di regola le attribuzioni sono adempimento del dovere di contribuzione. La donazione indiretta non si può dedurre per la prima volta in appello.
- Conto cointestato: presunzione di contitolarità e limiti in appello (Cass. 5009/2026)
- La cointestazione non prova la donazione indiretta al coniuge (Cass. 22613/2025)
- Cointestazione con animus donandi: donazione indiretta senza atto pubblico (Cass. 20233/2026)
- Donazione indiretta tra coniugi: prova rigorosa (Cass. 10388/2026)
- Auto pagata da un coniuge e intestata all’altro (Cass. 10388/2026, scheda)
I miei genitori hanno pagato la casa a mio fratello. Conta nell’eredità?
Sì, come donazione indiretta dell’immobile, se il genitore ha pagato l’intero prezzo: in quel caso in collazione va il valore della casa. Se ha pagato solo una parte, la donazione ha per oggetto il denaro e si imputa quello. L’azione per far accertare la donazione indiretta è imprescrittibile; si prescrivono solo i diritti che ne derivano. Chi chiede la collazione deve provare la donazione. Sul piano fiscale, le liberalità collegate a un acquisto immobiliare tassato con imposta proporzionale sono escluse dall’imposta di donazione.
- Donazione indiretta dell’immobile solo se il donante paga l’intero prezzo (Cass. 16329/2024)
- L’accertamento della donazione indiretta è imprescrittibile (Cass. 4146/2025)
- Donazione indiretta e collazione: onere della prova sul coerede (Cass. 15517/2024)
- Donazione indiretta: definizione e regole (Cass. 19973/2024)
- Esclusione dell’imposta per liberalità collegate ad acquisto immobiliare (Cass. 20974/2024)
Ho donato la casa a mio figlio e ora mi tratta male. Posso riprendermela?
Solo nei casi di ingratitudine previsti dall’art. 801 c.c. Per l'”ingiuria grave” non basta che il figlio non ti aiuti o non rispetti gli obblighi assunti: serve un comportamento che riveli un’avversione radicata e durevole verso di te. La domanda va proposta entro un anno da quando hai saputo del fatto: è un termine di decadenza, ma il giudice lo applica solo se la controparte lo eccepisce. Se muori prima, i tuoi eredi possono proseguire la causa. Revocare e impugnare non sono la stessa cosa: la guida sul sito spiega quando si usa l’una e quando l’altra. Per i doni fatti in vista di un matrimonio poi saltato, vale la restituzione.
- Impugnare o revocare una donazione: guida alla distinzione
- Revoca per ingratitudine: serve avversione radicata (Cass. 3811/2024)
- Il termine di un anno è decadenza rilevabile solo su eccezione (Cass. 3035/2025)
- Gli eredi del donante possono proseguire la revocazione (Cass. 7958/2024)
- Donazione remuneratoria e onere di allegare la riconoscenza (Cass. 1123/2024)
- Promessa di matrimonio non seguita dalle nozze: restituzione dei doni (Trib. Brescia 501/2026)
Mio padre ha donato tutto a un figlio per non pagare i creditori. Cosa possono fare?
I creditori possono chiedere la revocatoria (art. 2901 c.c.) e farsi dichiarare inefficace la donazione. Basta un credito anche solo eventuale o litigioso al momento dell’atto; se il debitore dona tutti i suoi beni dopo la nascita del credito, la consapevolezza del danno è in re ipsa. La morte del donante e l’accettazione pura e semplice da parte del figlio donatario non salvano la donazione: l’erede deve provare che il suo patrimonio complessivo basta a soddisfare il creditore. Dal lato della famiglia: la nullità della donazione di cosa altrui può essere chiesta anche da un terzo interessato, e il “negotium mixtum” (vendita a prezzo di favore) non soggiace al divieto di donare beni futuri.
- Donazione di tutti i beni: scientia damni in re ipsa (Cass. 10677/2025)
- Revocatoria ammessa anche per credito accertato dopo la donazione (Cass. 31764/2025)
- Accettazione pura e semplice del donatario e revocatoria (Cass. 21935/2026)
- Nullità della donazione di cosa altrui e azione del terzo (Cass. 6433/2025)
- Negotium mixtum cum donatione e beni futuri (Cass. 10979/2024)
- Simulazione assoluta della donazione provata con testimoni (Cass. 21999/2026)
Divisione tra fratelli e collazione
Chi ha ricevuto in vita deve “riportare” nella massa. Poi si divide: d’accordo, o davanti al giudice.
Mio fratello ha avuto la casa in vita. Alla divisione deve restituirla?
Deve “conferirla” per collazione, di regola per imputazione: il valore del bene donato si addebita alla sua quota e gli altri coeredi prelevano dalla massa beni di valore corrispondente. Il valore è quello all’apertura della successione, non alla divisione; per un’azienda donata vale il valore del complesso organizzato, non dei singoli beni. Se i beni derivano da titoli diversi (ad esempio due successioni), le masse restano autonome anche se riguardano gli stessi beni e le stesse persone. I crediti del defunto verso un coerede non si dividono: si liquidano con imputazione alla sua quota.
- Collazione per imputazione: prelevamenti stimati all’apertura della successione (Cass. 12258/2025)
- Collazione dell’azienda donata al valore unitario (Cass. 2370/2024)
- Masse plurime e limiti della collazione (Cass. 24121/2026)
- Crediti del defunto verso un coerede (Cass. 19318/2025)
- Legittima e divisione dell’eredità tra gli eredi (guida)
Non ci mettiamo d’accordo sulla divisione. Come funziona davanti al giudice?
Il giudice forma i lotti e, tra quote uguali, li assegna per sorteggio; se in primo grado ha attribuito direttamente le porzioni, in appello il sorteggio si ottiene solo con una censura specifica su quel criterio. I creditori iscritti e gli aventi causa che hanno trascritto prima della domanda vanno chiamati, altrimenti la divisione non è loro opponibile (art. 1113 c.c.). La sentenza che decide le questioni sulla divisione sconta l’imposta di registro proporzionale dell’1%. Se tra i coeredi c’è un minore o un incapace, vendere anche un solo bene richiede autorizzazioni: la guida dedicata spiega quali. È possibile anche vendere l’intera quota ereditaria come tale.
- Divisione giudiziale: sorteggio in appello solo con censura specifica (Cass. 18652/2026)
- Art. 1113 c.c. – Creditori iscritti, aventi causa, opponibilità della divisione (commento)
- Divisione giudiziale: imposta di registro all’1% (Cass. 14667/2025)
- Vendere beni ereditari quando l’erede è un minore o un incapace (guida)
- Artt. 1542-1547 c.c. – La vendita di eredità (commento)
Un parente si è preso i beni del defunto prima che io sapessi di essere erede. Posso riaverli?
Con la petizione di eredità chiedi il riconoscimento della tua qualità di erede e la restituzione dei beni che facevano parte dell’asse al momento della morte; le somme uscite prima dell’apertura della successione non rientrano in questa azione e vanno recuperate con altri strumenti. Attenzione all’usucapione: chi possiede i beni ereditari da vent’anni può averli acquistati, e una semplice domanda di accertamento della qualità di erede, senza chiedere il rilascio dei beni, non interrompe il suo possesso. Il coniuge che conviveva con il defunto si giova del possesso di quest’ultimo senza dover provare un cambio di detenzione.
Divisione bloccata da anni?
Inviami l’elenco dei beni, le donazioni ricevute dai fratelli e le proposte già scambiate. Ti dico se la collazione cambia le quote, cosa conviene chiedere e se vale la pena andare dal giudice. La valutazione è gratuita e paghi solo se vinci.
Buoni postali, pensione, polizze, casa del coniuge
I beni che generano più liti dopo un decesso, e le regole che la Cassazione ha fissato per ciascuno.
Buoni o libretti postali cointestati con il defunto: posso riscuotere tutto io?
Sì, verso Poste. Con la clausola “pari facoltà di rimborso” il cointestatario superstite può riscuotere l’intero importo senza la quietanza degli eredi; la Cassazione lo ripete dal 2024 al 2026. Nei rapporti interni, però, resti tenuto verso gli eredi del defunto per la loro parte. Per i libretti aperti dopo il 30 giugno 2002 gli eredi non possono nemmeno fare opposizione. Due avvertenze sui buoni: la prescrizione decennale decorre dalla scadenza del titolo, e il rendimento è quello del decreto ministeriale della serie, anche se sul buono è stampato un tasso diverso.
- Buoni postali cointestati: il superstite riscuote l’intero (Cass. 3171/2026)
- Buoni fruttiferi cointestati e rimborso al superstite (Cass. 16458/2024)
- Nessuna quietanza degli eredi (Cass. 15655/2024)
- Libretto postale cointestato: irrilevante l’opposizione degli eredi (Cass. 28935/2025)
- Buoni postali: prescrizione dalla scadenza del titolo (Cass. 3191/2026)
- Buoni prescritti: il mancato Foglio Informativo non fonda il risarcimento (Cass. 5578/2026)
- Buoni serie Q/P: prevalgono i tassi del decreto (Cass. 19771/2025)
La pensione è stata accreditata dopo la morte. Devo restituirla? E i ratei arretrati, il TFR, la reversibilità?
I ratei accreditati sul conto dopo la morte vanno restituiti: la banca può recuperarli dagli eredi, perché la morte estingue il mandato. I ratei che il defunto non aveva mai chiesto all’ente non si ereditano: la domanda amministrativa è costitutiva del diritto. Il TFR trasmesso all’erede resta credito di lavoro, e la banca può compensarlo con i debiti del defunto solo entro un quinto. Nella reversibilità divisa tra ex coniuge e coniuge superstite, il criterio primario è la durata dei matrimoni. La somma di una polizza vita non entra nell’eredità: se il contratto indica “gli eredi testamentari”, il testamento successivo può specificare il beneficiario.
- Ratei pensionistici accreditati dopo la morte: obbligo di restituzione (Cass. 8005/2025)
- Ratei di pensione mai richiesti dal defunto: non si trasmettono (Cass. 2297/2025)
- TFR trasmesso all’erede e limite alla compensazione (Cass. 357/2024)
- Reversibilità tra ex coniuge e coniuge superstite (Cass. 3955/2026)
- Beneficiario della polizza vita designato con testamento successivo (Cass. 25121/2025)
Sono il coniuge superstite: posso restare nella casa? È una forma di accettazione?
Il coniuge superstite ha per legge il diritto di abitazione sulla casa familiare e di uso dei mobili (art. 540 c.c.), ma solo se la casa era del defunto o in comunione tra i coniugi: se era in comproprietà con terzi, il diritto non sorge e l’IMU la pagano i coeredi comproprietari. Restare nella casa non è accettazione tacita dell’eredità: è l’esercizio di un diritto acquisito per legge alla morte, quindi non ti rende erede dei debiti. Dopo il decesso di chi aveva dato un immobile in comodato, l’erede può chiederne la restituzione senza aver mai “consegnato” nulla.
- Diritto di abitazione del coniuge superstite e casa in comproprietà (Cass. 11095/2025)
- Restare nella casa familiare non è accettazione dell’eredità (Cass. 9914/2026)
- Edilizia residenziale pubblica: il diritto all’acquisto non passa agli eredi (Cass. 7941/2025)
- Terre di riforma agraria: senza vendita formale non cadono in successione (Cass. 24375/2026)
- Cappella di famiglia: il diritto di sepolcro segue la volontà del fondatore (Cass. 20252/2026)
Cosa fare adesso, in quest’ordine
Non toccare i beni prima di decidere
Niente vendite, affitti, comodati, volture, costituzioni in giudizio “come erede”. Ogni atto di questo tipo può valere come accettazione tacita e trascinarti i debiti.
Raccogli i documenti
Testamento pubblicato, denuncia di successione, estratti conto, visure, atti di donazione e vendita degli ultimi anni, cartelle e avvisi arrivati. Il calcolo di legittima e debiti parte da qui.
Segna i termini
Tre mesi per l’inventario se possiedi i beni, un anno per revocare una donazione per ingratitudine, dieci anni per accettare. Molte cause si perdono sul calendario, non nel merito.
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Raccontami la situazione e allega quello che hai. Entro 48 ore sai se ti conviene accettare, rinunciare o fare l’inventario, se il testamento regge, se c’è una lesione di legittima e quanto vale. Se procediamo, paghi solo se vinci: nessun anticipo, compenso solo con un risultato economico.
Tutte le guide e le sentenze commentate sul tema
Ogni commento riporta massima, fatto, motivazione e il link al provvedimento ufficiale. Aggiornato al 17 ottobre 2026.
Accettazione, rinuncia, qualità di erede (32)
- Successioni: onere di allegazione, usucapione e stima dei beni nella riduzione (Cass. civ. Sez. II n. 26011 del 30.09.2026)
- Erede ex re certa, no concorso con successione legittima per beni ignorati (Cass. civ. Sez. II n. 25820 del 25.09.2026)
- Adempimento del legato del chiamato non vale accettazione tacita di eredità (Cass. civ. Sez. II n. 11389 del 29.04.2024)
- Erede che si qualifica tale in giudizio compie accettazione espressa (Cass. civ. Sez. III n. 15504 del 03.06.2024)
- La costituzione in giudizio quale coerede integra accettazione tacita dell’eredità (Cass. civ. Sez. I n. 24006 del 27.08.2025)
- Notifica riassunzione agli eredi non prova accettazione tacita eredità (Cass. civ. Sez. II n. 1330 del 12.01.2024)
- Accettazione tacita di eredità desumibile dall’adesione alla domanda di divisione (Cass. civ. Sez. II n. 10544 del 18.04.2024)
- Petitio hereditatis e somme fuoriuscite dall’asse prima dell’apertura della successione (Cass. civ. Sez. II n. 8942 del 04.04.2024)
- Usucapione e mera azione di accertamento della qualità di erede (Cass. civ. Sez. II n. 32025 del 09.12.2025)
- Accettazione tacita di eredità e voltura catastale: serve la riferibilità al chiamato (Cass. civ. Sez. II n. 5779 del 04.03.2025)
- Denuncia di successione non vale come accettazione tacita dell’eredità (Cass. civ. Sez. II n. 5474 del 01.03.2025)
- Preliminare di vendita del chiamato all’eredità vale come accettazione tacita (Cass. civ. Sez. II n. 9436 del 10.04.2025)
- Prova della qualità di erede legittimo solo con atti di stato civile (Cass. civ. Sez. II n. 6448 del 11.03.2025)
- Imposta di successione: presupposto è la chiamata all’eredità, non l’accettazione (Cass. civ. Sez. V n. 18252 del 04.07.2025)
- La presentazione della dichiarazione dei redditi come erede non implica accettazione tacita dell’eredità (Cass. civ. Sez. 5 n. 17703 del 03.06.2026)
- Onere della prova della qualità di erede: la mera chiamata non basta (Cass. civ. Sez. 5 n. 18785 del 09.06.2026)
- Il legato ex lege del diritto d’abitazione non integra l’accettazione ex art. 485 c.c. (Cass. civ. Sez. 5 n. 9914 del 17.04.2026)
- Distanze legali e accettazione tacita dell’eredità (Cass. civ. Sez. 2 n. 15808 del 22.05.2026)
- La concessione in comodato del bene ereditario è accettazione tacita se il fatto è non contestato (Cass. civ. Sez. 2 n. 2256 del 03.02.2026)
- Accettazione pura e semplice dell’eredità e persistenza dell’interesse all’azione revocatoria (Cass. civ. Sez. 3 n. 21935 del 26.06.2026)
- La petitio hereditatis fondata sull’impugnazione del testamento richiede il litisconsorzio necessario di tutti gli eredi (Cass. civ. Sez. 2 n. 6313 del 17.03.2026)
- Cartella per i debiti fiscali del defunto: i chiamati all’eredità possono ancora eccepire di non essere eredi? (Cass. civ. Sez. Trib. ord. interlocutoria n. 23570 del 20.07.2026)
- Accettazione tacita dell’eredità e azione di riduzione del legittimario pretermesso (Cass. civ. n. 9364 del 10.04.2025)
- Donazione indiretta e prescrizione dell’accettazione: regole di Cassazione (Cass. civ. Sez. II n. 19973 del 19.07.2024)
- Successione nel possesso del coniuge e irrilevanza della detenzione (Cass. civ. n. 14888/2026)
- Rinuncia all’eredità: inammissibile revoca tacita per facta concludentia (Cass. civ. n. 6803/2026)
- Ricevere un atto notificato agli eredi non equivale ad accettare l’eredità (Cass. 3267/2026)
- Art. 1113 c.c. – Chiamata dei creditori iscritti e degli aventi causa, opponibilità della divisione, intervento, litisconsorzio, appello e divisione endoesecutiva
- Accettazione dell’eredità: cosa fare e come funziona
- Art. 475 c.c. Accettazione espressa
- Art. 510 c.c. Accettazione o inventario fatti da uno dei chiamati
- Quando il patrimonio del defunto è stato sostanzialmente esaurito dalle donazioni, il legittimario può agire in riduzione senza preventiva accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario, anche se residua un relictum di valore irrisorio
Debiti del defunto, cartelle, eredità beneficiata (12)
- Notifica cartella al defunto, sanata l’impugnazione dell’erede (Cass. civ. Sez. V n. 34282 del 27.12.2025)
- Cartella di pagamento agli eredi non è atto impositivo condonabile (Cass. civ. Sez. V n. 33996 del 24.12.2025)
- Erede beneficiato e spese processuali: limitazione intra vires senza statuizione espressa (Cass. civ. Sez. II n. 31737 del 04.12.2025)
- Termine dichiarazione crediti eredità beneficiata è perentorio (Cass. civ. Sez. II n. 30820 del 24.11.2025)
- Credito TFR trasmesso all’erede mantiene natura di credito di lavoro (Cass. civ. Sez. Lavoro n. 357 del 05.01.2024)
- Comodato e morte del comodante: la traditio non rileva per l’erede (Cass. civ. Sez. III n. 2013 del 18.01.2024)
- Erede beneficiato e limitazione della garanzia patrimoniale nel giudizio esecutivo (Cass. civ. Sez. III n. 17988 del 02.07.2025)
- Imposta di successione, eredità beneficiata e riscossione solo dopo la liquidazione (Cass. civ. Sez. V n. 17992 del 02.07.2025)
- L’erede del debitore in solido risponde pro quota, ma nei rapporti esterni è tenuto in solido (Cass. civ. Sez. 3 n. 10800 del 23.04.2026)
- Sanzione per guida senza assicurazione irrogata all’erede non è trasmissibile (Cass. civ. Sez. 2 n. 21132 del 22.06.2026)
- Ordine di demolizione dell’abuso edilizio: sopravvive alla morte del condannato e vincola l’erede senza bisogno di nuova notifica (Cassazione Penale 20140/2026)
- Artt. 1542-1547 c.c. — Della vendita di eredità
Imposta di successione e di donazione (11)
- Revoca agevolazione prima casa in successione e immobile di lusso (Cass. civ. Sez. V n. 20653 del 22.07.2025)
- Donazione con riserva di usufrutto a terzo: due negozi e tassa fissa (Cass. civ. Sez. V n. 13298 del 14.05.2024)
- Mutuo dissenso di donazione immobiliare: tassa il ritrasferimento, non l’incremento (Cass. civ. Sez. V n. 16681 del 17.06.2024)
- Esclusione imposta donazioni per liberalità collegate ad acquisto immobiliare (Cass. civ. Sez. V n. 20974 del 26.07.2024)
- Patto di famiglia, liquidazione al legittimario tassata come donazione diretta (Cass. civ. Sez. V n. 19627 del 16.07.2024)
- Debiti del de cuius accertati dopo la morte deducibili dall’imposta di successione (Cass. civ. Sez. V n. 16432 del 18.06.2025)
- Coacervo donativo e franchigia: cumulo ammesso nell’imposta sulle donazioni (Cass. civ. Sez. V n. 14823 del 02.06.2025)
- Divisione giudiziale, tassazione con aliquota proporzionale dell’1% (Cass. civ. Sez. V n. 14667 del 31.05.2025)
- Imposta di successione: il valore imponibile si determina alla data di apertura della successione (Cass. civ. Sez. 5 n. 11048 del 24.04.2026)
- Prescrizione dell’imposta di successione e competenza territoriale della riscossione (Cass. civ. Sez. 5 n. 15097 del 19.05.2026)
- Rendita vitalizia in eredità: imposta di successione ricalcolata (Corte cost. n. 89/2026)
Testamento: forma, validità, impugnazione, legati (32)
- Designazione del beneficiario di polizza vita mediante testamento successivo (Cass. civ. Sez. III n. 25121 del 12.09.2025)
- Rinuncia tacita al legato sostitutivo e richiesta della legittima in natura (Cass. civ. Sez. II n. 32593 del 14.12.2025)
- Legittimario escluso dal testamento ha diritto al risarcimento danni (Cass. civ. Sez. III n. 19340 del 15.07.2024)
- Testamento olografo falso: nullità dell’intera scheda e irrilevanza delle prove orali (Cass. civ. Sez. II n. 6030 del 06.03.2024)
- Interpretazione del testamento olografo: errori ortografici e volontà del testatore (Cass. civ. Sez. II n. 18570 del 08.07.2024)
- Rinuncia al legato in sostituzione di legittima e conversione in conto legittima (Cass. civ. Sez. II n. 9734 del 14.04.2025)
- Verificazione del testamento olografo disconosciuto va eseguita sull’originale (Cass. civ. Sez. II n. 9146 del 07.04.2025)
- Testamento olografo nullo se un terzo guida la mano del testatore (Cass. civ. Sez. II n. 9319 del 09.04.2025)
- Conferma del testamento nullo ammessa anche per vizi della volontà (Cass. civ. Sez. II n. 9935 del 16.04.2025)
- Lascito di beni determinati non vale come istituzione di erede universale (Cass. civ. Sez. II n. 9522 del 11.04.2025)
- Querela di falso incidentale sul testamento olografo subordinata al doppio presupposto (Cass. civ. Sez. II n. 12753 del 13.05.2025)
- Testamento nullo per difetto di firma: prova testimoniale e sindacato in cassazione (Cass. civ. Sez. II n. 1012 del 15.01.2025)
- Notaio e pubblicazione del testamento: nessun obbligo di consulenza sul legato (Cass. civ. Sez. III n. 2969 del 06.02.2025)
- La revocazione del testamento per sopravvenienza di figli esclude chi aveva già figli noti (Cass. civ. Sez. 2 n. 18192 del 05.06.2026)
- Accertamento della falsità del testamento olografo e onere della prova (Cass. civ. Sez. 2 n. 6906 del 23.03.2026)
- L’onere della prova della falsità del testamento olografo grava su chi la deduce (Cass. civ. Sez. 2 n. 12247 del 01.05.2026)
- Sospensione necessaria per querela di falso sul testamento (Cass. civ. Sez. 2 n. 12562 del 04.05.2026)
- Il legato di azienda non sottrae i debiti aziendali alla successione (Cass. civ. Sez. 2 n. 16631 del 27.05.2026)
- Il legato di cosa altrui e il giusto prezzo va liquidato al momento dell’adempimento (Cass. civ. Sez. 2 n. 16593 del 27.05.2026)
- La ricognizione di debito nel testamento non è opponibile ai legittimari pretermessi, che possono provarne la simulazione anche per presunzioni (Cass. civ. Sez. 2 n. 15889 del 23.05.2026)
- Testamento olografo con firma apocrifa in calce: nullità parziale e necessità di verifica della voluntas (Cass. civ. Sez. 2 n. 12981 del 06.05.2026)
- Il testamento reciproco in atti separati non prova il patto successorio vietato (Cass. civ. Sez. 2 n. 19295 del 11.06.2026)
- Nullità della transazione con rinuncia ai diritti sulla futura successione (Cass. civ. Sez. II n. 366 del 05.01.2024)
- Testamento pubblico nullo se l’amministratore di sostegno assiste il testatore: il notaio risponde in disciplinare (Cass. 2648/2026)
- Cappella gentilizia: il diritto di sepolcro segue la volontà del fondatore, non la prassi dei discendenti (Cass. 20252/2026)
- Testamento olografo con la sola indicazione dell’anno: è annullabile; la convalida ex art. 590 c.c. va provata da chi la eccepisce (Cass. 17356/2026)
- Annullamento del testamento per dolo: non basta la pressione psicologica, serve la prova di mezzi fraudolenti idonei a trarre in inganno il testatore
- Domande frequenti su testamento ed eredità
- Diseredazione: come escludere un erede dal testamento
- Invalidità e impugnazione del testamento
- Tipi di testamento: olografo, pubblico e segreto
- Distinzione tra patto successorio vietato e atto tra vivi con effetti post mortem
Legittima, azione di riduzione, simulazione (22)
- Riduzione delle donazioni coeve e reintegrazione in natura della legittima (Cass. civ. Sez. II n. 26170 del 03.10.2026)
- Azione di riduzione: onere di allegazione del legittimario e verosimiglianza della lesione (Cass. civ. Sez. II n. 20954 del 23.07.2025)
- Azione di riduzione, onere di ricostruire l’ordine delle donazioni (Cass. civ. Sez. II n. 2369 del 24.01.2024)
- Reintegrazione della legittima: solo eccezionale il conguaglio in denaro (Cass. civ. Sez. II n. 5978 del 06.03.2024)
- Rinuncia tacita all’azione di riduzione e autonomia delle quote dei legittimari (Cass. civ. Sez. II n. 19919 del 19.07.2024)
- Azione di riduzione riservata ai legittimari, non all’erede legittimo (Cass. civ. Sez. II n. 18069 del 03.07.2025)
- Riduzione delle donazioni e quota ab intestato adeguata in valore alla legittima (Cass. civ. Sez. II n. 12267 del 09.05.2025)
- Successioni: interessi sul credito restitutorio della de cuius dalla domanda di riduzione (Cass. civ. Sez. II n. 19758 del 17.07.2025)
- Successioni: titoli di Stato donati stimati al valore dell’apertura della successione (Cass. civ. Sez. II n. 7449 del 20.03.2025)
- Crediti del de cuius verso un coerede: divisione e legittimazione (Cass. civ. Sez. II n. 19318 del 14.07.2025)
- Reintegrazione della legittima in natura, imprescindibile senza concorde volontà delle parti (Cass. civ. Sez. 2 n. 20396 del 17.06.2026)
- Rinuncia tacita alla legittima e limiti del giudicato esterno (Cass. civ. Sez. 2 n. 18461 del 08.06.2026)
- Il legittimario che agisce per la simulazione è terzo e non è soggetto ai limiti di prova (Cass. civ. Sez. 2 n. 19342 del 11.06.2026)
- Azione di riduzione del legittimario pretermesso e onere di allegazione della lesione (Cass. civ. Sez. 2 n. 4949 del 05.03.2026)
- Valore dei beni nella riunione fittizia e calcolo della quota di legittima (Cass. civ. n. 35738 del 21.12.2023)
- Riunione fittizia e legittima: contano anche le donazioni a terzi estranei alla collazione (Cass. civ. Sez. II n. 14211 del 22.05.2024)
- Simulazione e legittima: il legittimario agisce come terzo (Cass. civ. Sez. II n. 29821 del 27.10.2023)
- La simulazione assoluta della donazione può essere provata con testimoni (Cass. civ. Sez. 2 n. 21999 del 27.06.2026)
- Prelazione agraria, donazione dissimulante vendita, simulazione e frode alla legge (Cass. civ. n. 12982 del 26.04.2022)
- Prova della simulazione tra eredi e limiti del coerede (Cass. civ. Sez. II n. 7038 del 09.03.2023)
- Azione di riduzione per lesione di legittima: il conguaglio divisionale va calcolato al valore attuale del bene, non a quello dell’apertura della successione (ord. 32056/2025)
- Legittima e divisione dell’eredità tra gli eredi
Donazioni dirette e indirette, revoca, revocatoria (27)
- Cointestazione del conto non prova la donazione indiretta al coniuge (Cass. civ. Sez. II n. 22613 del 05.08.2025)
- Donazione indiretta immobile solo se il donante sostiene l’intero prezzo (Cass. civ. Sez. II n. 16329 del 12.06.2024)
- Negotium mixtum cum donatione e divieto di donazione di beni futuri (Cass. civ. Sez. II n. 10979 del 23.04.2024)
- Revoca della donazione per ingratitudine: serve avversione radicata verso il donante (Cass. civ. Sez. II n. 3811 del 12.02.2024)
- Revocazione donazione: onere di allegare la speciale riconoscenza (Cass. civ. Sez. II n. 1123 del 11.01.2024)
- Revocazione donazione per ingratitudine proseguita dagli eredi ex art. 110 c.p.c. (Cass. civ. Sez. II n. 7958 del 25.03.2024)
- Revocatoria ordinaria ammessa anche per credito anteriore accertato dopo la donazione (Cass. civ. Sez. III n. 31764 del 04.12.2025)
- Donazione indiretta e collazione: onere probatorio sul coerede (Cass. civ. Sez. II n. 15517 del 04.06.2024)
- Donazione di modico valore: rileva l’incidenza sul patrimonio del donante (Cass. civ. Sez. II n. 15679 del 12.06.2025)
- Azione di accertamento della donazione indiretta è imprescrittibile (Cass. civ. Sez. II n. 4146 del 18.02.2025)
- Nullità della donazione di cosa altrui e azione del terzo ex art. (Cass. civ. Sez. II n. 6433 del 11.03.2025)
- Revocatoria ordinaria scientia damni in re ipsa donazione di tutti i beni (Cass. civ. Sez. III n. 10677 del 23.04.2025)
- Revoca donazione per ingratitudine: decadenza rilevabile solo su eccezione (Cass. civ. Sez. II n. 3035 del 06.02.2025)
- La cointestazione con animus donandi integra donazione indiretta, non soggetta ad atto pubblico (Cass. civ. Sez. 2 n. 20233 del 16.06.2026)
- Nullità della donazione rilevabile d’ufficio anche in appello (Cass. civ. Sez. 2 n. 19233 del 11.06.2026)
- Bonifico quale donazione diretta ad esecuzione indiretta (Cass. civ. Sez. 2 n. 1858 del 27.01.2026)
- La donazione indiretta non richiede la forma dell’atto pubblico (Cass. civ. Sez. 2 n. 12127 del 30.04.2026)
- Conto cointestato: la donazione indiretta non può essere dedotta per la prima volta in appello (Cass. civ. Sez. 2 n. 5009 del 05.03.2026)
- Donazione indiretta tra coniugi: necessaria prova rigorosa dell’animus donandi (Cass. civ. Sez. 3 n. 10388 del 20.04.2026)
- Trasferimenti di denaro tra conti: donazione diretta e forma pubblica richiesta (Cass. civ. n. 982 del 10.01.2024)
- Donazione diretta di assegni: incasso senza forma scritta è nulla (Cass. civ. Sez. II n. 27485 del 27.09.2023)
- Promessa di matrimonio non seguita dalle nozze: restituzione dei doni e revoca della donazione indiretta per ingratitudine (Trib. Brescia 501/2026)
- Auto pagata da un coniuge e intestata all’altro: è donazione indiretta solo con prova rigorosa dell’animus donandi (Cass. 10388/2026)
- Domande frequenti sulla donazione
- Impugnare o revocare una donazione: guida alla distinzione
- Successioni e Donazioni
- Si può donare senza notaio?
Divisione ereditaria e collazione (8)
- Collazione dell’azienda donata indiretta al valore dell’apertura della successione (Cass. civ. Sez. II n. 2370 del 24.01.2024)
- Collazione per imputazione, prelevamenti stimati all’apertura della successione (Cass. civ. Sez. II n. 12258 del 09.05.2025)
- Edilizia residenziale pubblica, il diritto all’acquisto non si trasmette agli eredi (Cass. civ. Sez. I n. 7941 del 25.03.2025)
- Limiti della collazione per imputazione nelle masse plurime (Cass. civ. Sez. 2 n. 24121 del 27.07.2026)
- Divisione giudiziale: il sorteggio in appello richiede una specifica censura sul criterio attributivo (Cass. civ. Sez. 2 n. 18652 del 09.06.2026)
- Terre di riforma agraria: senza vendita formale il fondo non cade in successione (Cass. civ. Sez. II n. 24375/2026)
- L’inventario dei beni: guida completa su come funziona e perché è così importante
- Vendere beni ereditari quando l’erede è un minore o un incapace
Buoni postali, pensione, conti, coniuge superstite (11)
- Buoni fruttiferi cointestati, il superstite riscuote l’intero (Cass. civ. Sez. I n. 16458 del 13.06.2024)
- Buoni postali cointestati, il superstite riscuote l’intero senza quietanza degli eredi (Cass. civ. Sez. I n. 15655 del 05.06.2024)
- Ratei pensionistici accreditati dopo la morte del correntista: obbligo restitutorio degli eredi (Cass. civ. Sez. II n. 8005 del 26.03.2025)
- Diritto di abitazione del coniuge superstite su casa del de cuius (Cass. civ. Sez. V n. 11095 del 28.04.2025)
- Buoni postali serie Q/P: prevalgono i tassi del decreto ministeriale (Cass. civ. Sez. I n. 19771 del 17.07.2025)
- Inammissibile domanda eredi per ratei pensione non richiesti dal de cuius (Cass. civ. Sez. Lavoro n. 2297 del 31.01.2025)
- Buoni postali cointestati: dopo la morte di un contitolare il superstite riscuote l’intero importo (Cass. civ. Sez. 1 n. 3171 del 12.02.2026)
- Buoni postali: la prescrizione decennale decorre dalla scadenza del titolo, non dal 1° gennaio successivo (Cass. civ. Sez. I n. 3191 del 12.02.2026)
- Buoni postali prescritti: il mancato FIA non fonda il risarcimento (Cass. civ. n. 5578/2026)
- Libretto postale cointestato: rimborso al superstite e irrilevanza dell’opposizione degli eredi (Cass. civ. n. 28935/2025)
- Reversibilità tra ex coniuge e coniuge superstite: la durata del matrimonio è il criterio primario (Cass. 3955/2026)
Guida pratica a cura dell’Avv. Danilo Scarlino. Aggiornata il 17 ottobre 2026.