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  • Art. 525 c.c. Revoca della rinunzia

    Art. 525 c.c. — Fino a che il diritto di accettare l’eredità non è prescritto contro i chiamati che vi hanno rinunziato, questi possono sempre accettarla, se non è già stata acquistata da altro dei chiamati, senza pregiudizio delle ragioni acquistate da terzi sopra i beni dell’eredità. La rinuncia all’eredità è un atto giuridico unilaterale…

  • Art. 526 c.c. Impugnazione per violenza o dolo

    Art. 526 c.c. — La rinunzia all’eredità si può impugnare solo se è l’effetto di violenza o di dolo. L’azione si prescrive in cinque anni dal giorno in cui è cessata la violenza o è stato scoperto il dolo. La norma limita a due soli vizi — violenza e dolo — la possibilità di rimettere…

  • Art. 527 c.c. Sottrazione di beni ereditari

    Art. 527 c.c. — I chiamati all’eredità, che hanno sottratto o nascosto beni spettanti all’eredità stessa, decadono dalla facoltà di rinunziarvi e si considerano eredi puri e semplici, nonostante la loro rinunzia. La norma prevede un acquisto della qualità di erede che prescinde del tutto dalla volontà del chiamato: chi sottrae o nasconde beni ereditari…

  • Art. 528 c.c. Nomina del curatore

    Art. 528 c.c. — Quando il chiamato non ha accettato l’eredità e non è nel possesso di beni ereditari, il tribunale del circondario in cui si è aperta la successione, su istanza delle persone interessate o anche d’ufficio, nomina un curatore dell’eredità. Il decreto di nomina del curatore, a cura del cancelliere, è pubblicato per…

  • Art. 529 c.c. Obblighi del curatore

    Art. 529 c.c. — Il curatore è tenuto a procedere all’inventario dell’eredità, a esercitarne e promuoverne le ragioni, a rispondere alle istanze proposte contro la medesima, ad amministrarla, a depositare presso le casse postali o presso un istituto di credito designato dal tribunale il danaro che si trova nell’eredità o si ritrae dalla vendita dei…

  • Art. 530 c.c. Pagamento dei debiti ereditari

    Art. 530 c.c. — Il curatore può provvedere al pagamento dei debiti ereditari e dei legati, previa autorizzazione del tribunale. Se però alcuno dei creditori o dei legatari fa opposizione, il curatore non può procedere ad alcun pagamento, ma deve provvedere alla liquidazione dell’eredità secondo le norme degli articoli 498 e seguenti. L’art. 530 c.c.…

  • Art. 531 c.c. Inventario, amministrazione e rendimento dei conti

    Art. 531 c.c. — Le disposizioni della sezione II del capo V di questo titolo, che riguardano l’inventario, l’amministrazione e il rendimento di conti da parte dell’erede con beneficio d’inventario, sono comuni al curatore dell’eredità giacente, esclusa la limitazione della responsabilità per colpa. L’art. 531 c.c. completa la disciplina dell’ufficio del curatore mediante un rinvio…

  • Art. 532 c.c. Cessazione della curatela per accettazione dell’eredità

    Art. 532 c.c. — Il curatore cessa dalle sue funzioni quando l’eredità è stata accettata. La norma chiude il cerchio aperto dall’art. 528 c.c.: la curatela dell’eredità giacente esiste solo finché dura l’incertezza sull’accettazione. Non appena un chiamato accetta, viene meno il presupposto stesso della giacenza, e con esso ogni ragione per mantenere in vita…

  • Art. 533 c.c. Nozione

    Art. 533 c.c. — L’erede può chiedere il riconoscimento della sua qualità ereditaria contro chiunque possiede tutti o parte dei beni ereditari a titolo di erede o senza titolo alcuno, allo scopo di ottenere la restituzione dei beni medesimi. L’azione è imprescrittibile, salvi gli effetti della usucapione rispetto ai singoli beni. L’art. 533 c.c. configura…

  • Art. 534 c.c. Diritti dei terzi

    Art. 534 c.c. — L’erede può agire anche contro gli aventi causa da chi possiede a titolo di erede o senza titolo. Sono salvi i diritti acquistati, per effetto di convenzioni a titolo oneroso con l’erede apparente, dai terzi i quali provino di avere contrattato in buona fede. La disposizione del comma precedente non si…

  • Art. 535 c.c. Possessore di beni ereditari

    Le disposizioni in materia di possesso si applicano anche al possessore di beni ereditari, per quanto riguarda la restituzione dei frutti, le spese, i miglioramenti e le addizioni. Il possessore in buona fede, che ha alienato pure in buona fede una cosa dell’eredità, è solo obbligato a restituire all’erede il prezzo o il corrispettivo ricevuto.…

  • Art. 536 c.c. Legittimari

    Art. 536 c.c. — Le persone a favore delle quali la legge riserva una quota di eredità o altri diritti nella successione sono: il coniuge, i figli, gli ascendenti. Ai figli sono equiparati gli adottivi. A favore dei discendenti dei figli, i quali vengono alla successione in luogo di questi, la legge riserva gli stessi…

  • Art. 537 c.c. Riserva a favore dei figli

    Art. 537 c.c. — Salvo quanto disposto dall’articolo 542, se il genitore lascia un figlio solo, a questi è riservata la metà del patrimonio. Se i figli sono più, è loro riservata la quota dei due terzi, da dividersi in parti uguali tra tutti i figli. L’art. 537 c.c. svolge, nel sistema della successione necessaria,…

  • Art. 538 c.c. Riserva a favore degli ascendenti

    Art. 538 c.c. — Se chi muore non lascia figli, ma ascendenti, a favore di questi è riservato un terzo del patrimonio, salvo quanto disposto dall’articolo 544. In caso di pluralità di ascendenti, la riserva è ripartita tra i medesimi secondo i criteri previsti dall’articolo 569. L’art. 538 c.c., nel sistema della successione necessaria, non individua…

  • Art. 540 c.c. Riserva a favore del coniuge

    Art. 540 c.c. — A favore del coniuge è riservata la metà del patrimonio dell’altro coniuge, salve le disposizioni dell’articolo 542 per il caso di concorso con i figli. Al coniuge, anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che…

  • Art. 542 c.c. Concorso di coniuge e figli

    Art. 542 c.c. — Se chi muore lascia, oltre al coniuge, un solo figlio, a quest’ultimo è riservato un terzo del patrimonio ed un altro terzo spetta al coniuge. Quando i figli sono più di uno, ad essi è complessivamente riservata la metà del patrimonio e al coniuge spetta un quarto del patrimonio del defunto.…

  • Art. 544 c.c. Concorso di ascendenti e coniuge

    Art. 544 c.c. — Quando chi muore non lascia figli, ma ascendenti e il coniuge, a quest’ultimo è riservata la metà del patrimonio, ed agli ascendenti un quarto. In caso di pluralità di ascendenti, la quota di riserva ad essi attribuita ai sensi del comma precedente è ripartita tra i medesimi secondo i criteri previsti…

  • Art. 548 c.c. Riserva a favore del coniuge separato

    Art. 548 c.c. — Il coniuge cui non è stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato, ai sensi del secondo comma dell’articolo 151, ha gli stessi diritti successori del coniuge non separato. Il coniuge cui è stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato ha diritto soltanto a un assegno vitalizio se…

  • Art. 549 c.c. Divieto di pesi o condizioni sulla quota dei legittimari

    Art. 549 c.c. — Il testatore non può imporre pesi o condizioni sulla quota spettante ai legittimari, salva l’applicazione delle norme contenute nel titolo IV di questo libro. L’art. 549 c.c. svolge una funzione di presidio interno al sistema della successione necessaria: impedisce al testatore di comprimere la quota riservata al legittimario mediante pesi, oneri…

  • Art. 550 c.c. Lascito eccedente la porzione disponibile

    Art. 550 c.c. — Quando il testatore dispone di un usufrutto o di una rendita vitalizia il cui reddito eccede quello della porzione disponibile, i legittimari, ai quali è stata assegnata la nuda proprietà della disponibile o di parte di essa, hanno la scelta o di eseguire tale disposizione o di abbandonare la nuda proprietà…