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Art. 573 c.c. Successione dei figli
Le disposizioni relative alla successione dei figli si applicano quando la filiazione è stata riconosciuta o giudizialmente dichiarata, salvo quanto è disposto dall’art. 580. Il presupposto: lo status di figlio giuridicamente riconosciuto o accertato La chiamata dei figli nella successione legittima presuppone l’esistenza di figli del de cuius e, soprattutto, l’esistenza di uno status di…
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Art. 580 c.c. Diritti dei figli non riconoscibili
Ai figli aventi diritto al mantenimento, all’istruzione e alla educazione, a norma dell’articolo 279, spetta un assegno vitalizio pari all’ammontare della rendita della quota di eredità alla quale avrebbero diritto, se la filiazione fosse stata dichiarata o riconosciuta. I figli hanno diritto di ottenere su loro richiesta la capitalizzazione dell’assegno loro spettante a norma del…
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Art. 581 c.c. Concorso del coniuge con i figli
Quando con il coniuge concorrono figli, il coniuge ha diritto alla metà dell’eredità, se alla successione concorre un solo figlio, e ad un terzo negli altri casi. Funzione della norma L’art. 581 c.c. regola il concorso tra coniuge superstite e figli del de cuius nella successione legittima, cioè nell’ipotesi in cui la successione si apra…
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Art. 582 c.c. Concorso del coniuge con ascendenti, fratelli e sorelle
Al coniuge sono devoluti i due terzi dell’eredità se egli concorre con ascendenti o con fratelli e sorelle anche se unilaterali, ovvero con gli uni e con gli altri. In quest’ultimo caso la parte residua è devoluta agli ascendenti, ai fratelli e alle sorelle, secondo le disposizioni dell’articolo 571, salvo in ogni caso agli ascendenti…
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Art. 583 c.c. Successione del solo coniuge
In mancanza di figli, di ascendenti, di fratelli o sorelle, al coniuge si devolve tutta l’eredità. Funzione residuale della norma L’art. 583 c.c. regola l’ipotesi in cui il coniuge superstite succede da solo nella successione legittima, disponendo che, in mancanza di figli, di ascendenti e di fratelli o sorelle, tutta l’eredità si devolve al coniuge.…
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Art. 584 c.c. Successione del coniuge putativo
Quando il matrimonio è stato dichiarato nullo dopo la morte di uno dei coniugi, al coniuge superstite di buona fede spetta la quota attribuita al coniuge dalle disposizioni che precedono. Si applica altresì la disposizione del secondo comma dell’articolo 540. Egli è però escluso dalla successione, quando la persona della cui eredità si tratta è…
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Art. 585 c.c. Successione del coniuge separato
Il coniuge cui non è stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato ha gli stessi diritti successori del coniuge non separato. Nel caso in cui al coniuge sia stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato, si applicano le disposizioni del secondo comma dell’articolo 548. Funzione della norma e presupposto applicativo L’art.…
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Art. 586 c.c. Acquisto dei beni da parte dello Stato
In mancanza di altri successibili, l’eredità è devoluta allo Stato. L’acquisto si opera di diritto senza bisogno di accettazione e non può farsi luogo a rinunzia. Lo Stato non risponde dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni acquistati. Funzione di chiusura della norma La successione dello Stato costituisce, nel sistema della…
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Art. 587 c.c. Testamento
Il testamento è un atto revocabile con il quale taluno dispone, per il tempo in cui avrà cessato di vivere, di tutte le proprie sostanze o di parte di esse. Le disposizioni di carattere non patrimoniale, che la legge consente siano contenute in un testamento, hanno efficacia, se contenute in un atto che ha la…
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Art. 588 c.c. Disposizioni a titolo universale e a titolo particolare
Le disposizioni testamentarie, qualunque sia l’espressione o la denominazione usata dal testatore, sono a titolo universale e attribuiscono la qualità di erede, se comprendono l’universalità o una quota dei beni del testatore. Le altre disposizioni sono a titolo particolare e attribuiscono la qualità di legatario. L’indicazione di beni determinati o di un complesso di beni…
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Art. 589 c.c. Testamento congiuntivo o reciproco
Non si può fare testamento da due o più persone nel medesimo atto, né a vantaggio di un terzo, né con disposizione reciproca. Funzione della norma L’art. 589 c.c. presidia la struttura del testamento come atto personale, unipersonale e liberamente revocabile. Vieta che due o più persone dispongano “nel medesimo atto”, sia a favore di…
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Art. 590 c.c. Conferma ed esecuzione volontaria di disposizioni testamentarie nulle
La nullità della disposizione testamentaria, da qualunque causa dipenda, non può essere fatta valere da chi, conoscendo la causa della nullità, ha, dopo la morte del testatore, confermato la disposizione o dato ad essa volontaria esecuzione. Funzione della norma L’art. 590 c.c. introduce, nella materia testamentaria, una deroga speciale al principio generale di insanabilità della…
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Art. 591 c.c. Casi d’incapacità
Possono disporre per testamento tutti coloro che non sono dichiarati incapaci dalla legge. Sono incapaci di testare: 1) coloro che non hanno compiuto la maggiore età; 2) gli interdetti per infermità di mente; 3) quelli che, sebbene non interdetti, si provi essere stati, per qualsiasi causa, anche transitoria, incapaci di intendere e di volere nel…
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Art. 592 c.c. Figli riconosciuti o riconoscibili
Se vi sono discendenti legittimi, i figli, quando la filiazione è stata riconosciuta o dichiarata, non possono ricevere per testamento più di quanto avrebbero ricevuto se la successione si fosse devoluta in base alla legge. I figli riconoscibili, quando la filiazione risulta nei modi indicati dall’art. 279, non possono ricevere più di quanto, secondo la…
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Art. 594 c.c. Assegno ai figli non riconoscibili
Gli eredi, i legatari e i donatari sono tenuti, in proporzione a quanto hanno ricevuto, a corrispondere ai figli di cui all’articolo 279 un assegno vitalizio nei limiti stabiliti dall’articolo 580, se il genitore non ha disposto per donazione o testamento in favore dei figli medesimi. Se il genitore ha disposto in loro favore, essi…
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Art. 596 c.c. Incapacità del tutore e del protutore
Sono nulle le disposizioni testamentarie della persona sottoposta a tutela in favore del tutore, se fatte dopo la nomina di questo e prima che sia approvato il conto o sia estinta l’azione per il rendimento del conto medesimo, quantunque il testatore sia morto dopo l’approvazione. Questa norma si applica anche al protutore, se il testamento…
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Art. 597 c.c. Incapacità del notaio, dei testimoni e dell’interprete
Sono nulle le disposizioni a favore del notaio o di altro ufficiale che ha ricevuto il testamento pubblico, ovvero a favore di alcuno dei testimoni o dell’interprete intervenuti al testamento medesimo. Incapacità a ricevere, non a disporre L’art. 597 c.c. attiene alla capacità di ricevere per testamento e non alla capacità di disporre per testamento.…
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Art. 599 c.c. Persone interposte
Le disposizioni testamentarie a vantaggio delle persone incapaci indicate dagli articoli 592, 593, 595, 596, 597 e 598 sono nulle anche se fatte sotto nome d’interposta persona. Sono reputate persone interposte il padre, la madre, i discendenti e il coniuge della persona incapace, anche se chiamati congiuntamente con l’incapace. Funzione antielusiva della norma L’art. 599…
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Art. 601 c.c. Forme
Le forme ordinarie di testamento sono il testamento olografo e il testamento per atto di notaio. Il testamento per atto di notaio è pubblico o segreto. Funzione della norma: la tassatività delle forme L’art. 601 c.c. apre la disciplina delle forme testamentarie stabilendo che il testamento ordinario può essere olografo o per atto di notaio,…
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Art. 602 c.c. Testamento olografo
Il testamento olografo deve essere scritto per intero, datato e sottoscritto di mano del testatore. La sottoscrizione deve essere posta alla fine delle disposizioni. Se anche non è fatta indicando nome e cognome, è tuttavia valida quando designa con certezza la persona del testatore. La data deve contenere l’indicazione del giorno, mese e anno. La…