Controllo Corte dei conti su gestione finanziaria dell’Autorità portuale (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 78 del 03.06.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria delle Autorità di sistema portuale, esercitato ai sensi dell’art. 6, comma 9, della legge n. 84 del 1994 e dell’art. 7 della legge n. 259 del 1958, è funzionale a verificare l’economicità, l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa e la corretta programmazione e realizzazione degli investimenti. L’accumulo di ingenti residui attivi e passivi e l’elevata consistenza delle giacenze liquide costituiscono indici sintomatici di criticità nella capacità dell’ente di dare attuazione alle opere programmate. L’affidamento delle concessioni demaniali portuali deve avvenire nel rispetto dei principi di concorrenza, trasparenza e parità di trattamento di derivazione euro-unitaria, con superamento del modello fondato su mere istanze di parte. Il compenso complessivo dei titolari di incarichi pubblici è soggetto al tetto retributivo onnicomprensivo di 240 mila euro, con obbligo di recupero delle somme eccedenti.

Il Fatto

La Sezione del controllo sugli enti ha esaminato il rendiconto generale dell’Autorità di sistema portuale Mari Tirreno meridionale e Ionio per l’esercizio 2021, riferendo al Parlamento gli esiti del controllo sulla gestione finanziaria e sulle vicende gestionali di maggior rilievo. L’ente, sorto dopo una gestione commissariale durata oltre sei anni, comprende i porti di Gioia Tauro, Taureana di Palmi, Crotone, Corigliano Calabro e, dal giugno 2021, lo scalo di Vibo Valentia.

Il rendiconto è stato approvato con deliberazione n. 23 del 29 aprile 2022, con parere favorevole del Collegio dei revisori. La Corte ha esaminato i risultati della gestione, lo stato degli investimenti, la gestione del demanio e del personale, il contenzioso e le partecipazioni societarie, formulando rilievi e raccomandazioni.

La Motivazione della Corte

Sul piano della programmazione e realizzazione delle opere, la Corte rileva che i piani regolatori portuali dei porti di Gioia Tauro, Crotone, Corigliano Calabro e Vibo Valentia non risultano approvati, con ricorso sistematico allo strumento dell’adeguamento tecnico funzionale. A fronte di 114,5 milioni di opere programmate nel Piano operativo triennale, sussistono in bilancio residui passivi per oltre 87 milioni e un avanzo vincolato di circa 76 milioni per opere infrastrutturali.

La gestione finanziaria si chiude con un avanzo di competenza di 1,4 milioni, in calo dell’86,51 per cento, e un avanzo di amministrazione di 133,7 milioni, di cui 92,33 vincolati. La Corte qualifica la ragguardevole consistenza delle giacenze liquide, pari a oltre 155 milioni, come grave elemento di criticità in punto di sana gestione finanziaria, sintomatico delle difficoltà nell’utilizzo delle risorse e nella realizzazione degli investimenti.

In materia di spese per gli organi, la Sezione rileva che al Presidente sono stati corrisposti compensi complessivi per 252.646 euro, oltre il tetto retributivo di 240 mila euro previsto dall’art. 23-ter del d.l. n. 201 del 2011, con conseguente invito al recupero dell’eccedenza. Sui premi di produttività, erogati a tutti i dipendenti per 448.351 euro, la Corte ribadisce la raccomandazione al rispetto del principio di differenziazione.

Quanto al demanio portuale, la Corte ribadisce che l’uso esclusivo delle aree è ancora affidato prevalentemente mediante istanze di parte, e non attraverso bandi di gara, in contrasto con il principio euro-unitario che impone l’affidamento mediante procedura di gara dei beni pubblici di rilevanza economica, richiamando Cons. Stato, Sez. VII, n. 5228 del 2022. Si segnala altresì la percentuale di riscossione pari a zero nel porto di Vibo Valentia e il doveroso completamento del Sistema informativo del demanio.

Sul PNRR, la Corte dà atto della rinuncia al finanziamento di 10 milioni per l’impossibilità di conseguire il target, a causa di una controversia definita con sentenza n. 111/2023 della Corte d’Appello di Reggio Calabria. La Sezione raccomanda infine il rafforzamento delle capacità gestionali degli appalti e la verifica della perdurante utilità delle opere programmate, anche in considerazione del mutato assetto territoriale dell’ente.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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