Imprescrittibile la domanda di proroga della concessione demaniale marittima: difetto di interesse per legge-provvedimento (TAR Puglia n. 643 del 27.04.2026)

Principi di diritto (Massima)
La materia della proroga delle concessioni demaniali marittime trova la sua fonte diretta in norme di legge con natura di legge-provvedimento, sicché il rapporto è direttamente conformato dalla legge e gli atti amministrativi applicativi sono privi di autonoma lesività. La declaratoria del diritto alla proroga del titolo concessorio trova altresì fonte e limite nel dato normativo. Ne consegue che, intervenuta una diversa normativa-provvedimento successiva, la domanda diviene improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.

Il Fatto

La ricorrente, titolare di una concessione demaniale marittima, impugnava il provvedimento con cui l’amministrazione comunale aveva prorogato il titolo soltanto sino al 31.12.2023, nonché la delibera di indirizzo che la disponeva, chiedendo l’accertamento del diritto alla proroga sino al 31.12.2033. Venivano dedotti vizi di violazione di legge ed eccesso di potere, anche in via derivata con motivi aggiunti. Costituitosi il Comune, all’udienza di discussione il Presidente dava avviso ai sensi dell’art. 73, comma 3, c.p.a. della possibile improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.

La Motivazione della Corte

Il Collegio ha preliminarmente rilevato che la disciplina della proroga delle concessioni demaniali marittime è caratterizzata da norme di legge con natura di legge-provvedimento, che conformano direttamente il rapporto concessorio. In questo quadro, i provvedimenti dirigenziali impugnati si configurano come meramente attuativi e sostanzialmente privi di profili di autonoma lesività.

La declaratoria del diritto alla proroga, invocata dalla ricorrente, trova direttamente la propria fonte e il proprio limite nel dato normativo. La successiva intervenuta modifica normativa ha quindi determinato il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione, non potendo il giudice amministrativo pronunciarsi su un rapporto già conformato dalla legge.

Il ricorso è stato dichiarato improcedibile, con compensazione delle spese per ragioni equitative. La pronuncia conferma la tendenza a radicare la disciplina delle concessioni balneari nella legge, riducendo lo spazio per contestazioni giurisdizionali degli atti applicativi.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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