Accesso agli atti e integrale ostensione: cessazione della materia del contendere (TAR Puglia n. 206 del 12.02.2025)

Principi di diritto (Massima)
La cessazione della materia del contendere definisce il giudizio nel merito e consegue alla integrale soddisfazione, da parte dell’amministrazione, dell’interesse sostanziale fatto valere in giudizio. È decisivo che la situazione sopravvenuta soddisfi in modo pieno e irretrattabile il diritto o l’interesse legittimo, così da non residuare alcuna utilità alla pronuncia di merito. L’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse presuppone invece una situazione di fatto o di diritto del tutto nuova, tale da rendere certa e definitiva l’inutilità della sentenza per essere venuta meno l’utilità della pronuncia per il ricorrente. La qualificazione spetta al giudice, indipendentemente dal nomen richiesto dall’amministrazione. Ai sensi dell’art. 34, comma 5, cod. proc. amm., la cessazione va dichiarata quando la pretesa risulti integralmente satisfattiva.

Il Fatto

La ricorrente, organizzazione sindacale, aveva inoltrato in data 13 dicembre 2023 istanza di accesso agli atti all’Azienda Sanitaria Locale di Taranto, per ottenere la percentuale esatta delle somme trasferite da un fondo all’altro, gli eventuali accordi scritti con le organizzazioni sindacali che autorizzavano tali trasferimenti e le modalità di utilizzo delle somme complessivamente presenti nel fondo per le condizioni di lavoro, con specifico riguardo alla reperibilità pomeridiana e mattutina feriale, allo straordinario diurno feriale e allo straordinario notturno programmato.

Formatosi in data 12 gennaio 2024 un diniego parziale, la ricorrente ha proposto ricorso per l’annullamento in parte qua e per la declaratoria del diritto di visione ed estrazione di copia, con conseguente ordine di esibizione. Nel corso del giudizio l’amministrazione ha prodotto documentazione in più riprese, chiedendo dichiararsi la sopravvenuta carenza di interesse con compensazione delle spese.

La Motivazione della Corte

Il Collegio rileva anzitutto un problema di qualificazione. La difesa dell’amministrazione ha chiesto l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, ma nel caso concreto ricorrono i presupposti della cessazione della materia del contendere ex art. 34, comma 5, cod. proc. amm., trattandosi di due decisioni che sottendono una valutazione del giudice ben diversa, come chiarito dalla giurisprudenza richiamata (Consiglio di Stato, Sezione VI, sentenza n. 3388 del 27 aprile 2021).

Sul piano sostanziale il Tribunale ribadisce i principi consolidati (Consiglio di Stato, Sezione IV, sentenza n. 3493 del 4 aprile 2023; Sezione III, sentenza n. 559 del 5 luglio 2022): la cessazione della materia del contendere definisce il giudizio nel merito e consegue all’integrale soddisfazione dell’interesse sostanziale da parte dell’amministrazione (Sezione VI, sentenza n. 3767 del 15 giugno 2020). È quindi decisivo che la situazione sopravvenuta soddisfi in modo pieno e irretrattabile il diritto, così da non residuare alcuna utilità alla pronuncia di merito (Sezione V, sentenza n. 1332 del 5 aprile 2016).

La declaratoria di improcedibilità, invece, presuppone il verificarsi di una situazione del tutto nuova rispetto a quella esistente al momento della proposizione del ricorso, tale da rendere certa e definitiva l’inutilità della sentenza per essere venuta meno l’utilità della pronuncia per il ricorrente (Sezione IV, sentenza n. 5402 del 9 settembre 2009; sentenza n. 5355 dell’11 ottobre 2007).

Applicando la distinzione, la richiesta dell’amministrazione è qualificata come istanza di cessazione della materia del contendere: nelle more del giudizio, con i depositi documentali del 16 dicembre 2024 e del 30 gennaio 2025, la pretesa della parte ricorrente è stata integralmente soddisfatta. Il Collegio dichiara pertanto la cessazione ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., con compensazione delle spese in ragione della peculiarità della vicenda e della mole documentale richiesta, tenuto conto che già con la nota del 6 marzo 2024 era stata offerta l’opportunità di accesso diretto presso gli uffici per l’estrazione di ulteriore documentazione.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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