Accesso difensivo qualificato attuale anche dopo la sentenza civile (TAR Campania n. 3875 del 18.06.2026)

Principi di diritto (Massima)
La definizione del giudizio civile non fa venir meno l’attualità dell’interesse conoscitivo che sorregge l’accesso difensivo qualificato, quando gli atti richiesti possano servire a risolvere in via stragiudiziale la controversia, a proporre una nuova impugnazione sulla base di una nuova prova o a introdurre una diversa domanda di tutela davanti ad altra autorità giudiziaria. Il fatto che il consulente tecnico d’ufficio abbia ritenuto sufficiente la documentazione acquisita non priva di interesse l’istanza di accesso, sia perché gli atti del processo sono nella disponibilità del procuratore costituito e non della parte, sia perché ciò che il consulente reputa sufficiente non coincide necessariamente con quanto la parte ritenga necessario per difendere i propri interessi. Il diniego fondato su una pretesa carenza di attualità dell’interesse è pertanto illegittimo e va annullato, con ordine all’amministrazione di consentire l’accesso nel termine assegnato.

Il Fatto

La ricorrente è proprietaria di un fondo posto a un livello superiore rispetto a una linea ferroviaria storica gestita dalla società intimata. Tra le parti è insorta una controversia civile sull’obbligo della società di contenere il fondo superiore per evitarne il dilavamento e garantirne la stabilità. In quel giudizio si è reso necessario accertare la natura, naturale o artificiale, del dislivello tra i due fondi; il consulente tecnico d’ufficio aveva chiesto alla società la documentazione relativa alla procedura di esproprio, senza ottenerla.

Definita la controversia civile con rigetto della domanda per mancata prova sulla natura del dislivello, la ricorrente ha presentato istanza di accesso agli atti per valutare ulteriori mezzi di tutela, chiedendo copia del progetto di costruzione della linea nel tratto prospiciente la proprietà, del progetto particellare grafico e descrittivo di esproprio e del progetto architettonico ed esecutivo delle opere realizzate. La società ha negato l’accesso per asserita carenza di attualità dell’interesse, essendo il giudizio d’appello già definito e risultando la documentazione messa a disposizione del consulente tecnico. Da qui il ricorso, con cui si deducono la finalità difensiva e l’attualità dell’interesse conoscitivo.

La Motivazione della Corte

Il Collegio qualifica la domanda come accesso difensivo “qualificato”, in quanto la documentazione richiesta è strumentale alla tutela di situazioni giuridiche che possono essere fatte valere in un procedimento volto all’accertamento di vicende controverse. La qualificazione non dipende dalla pendenza del giudizio, ma dalla funzione difensiva che l’accesso assume rispetto alle ragioni della parte.

Su questa base il Tribunale respinge la tesi della società secondo cui la definizione del giudizio civile avrebbe consumato l’interesse. La conclusione del processo non esaurisce l’interesse conoscitivo: gli atti richiesti possono essere utili per definire in via stragiudiziale la controversia, per proporre una nuova impugnazione in ragione dell’acquisizione di una nuova prova, oppure ancora per avanzare una diversa domanda di tutela davanti ad altra autorità giudiziaria. Il Collegio richiama sul punto l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 4 del 2023.

Né vale l’argomento fondato sulla condotta del consulente tecnico. Il fatto che il consulente abbia ritenuto sufficiente la documentazione acquisita non priva di interesse l’istanza, per una duplice ragione. Da un lato, gli atti del processo sono nella disponibilità del procuratore costituito e non della parte, con la possibilità che questa incontri difficoltà nel reperirli presso il proprio difensore. Dall’altro, ciò che il consulente ha ritenuto sufficiente non coincide necessariamente con quanto la parte reputi necessario per la difesa dei propri interessi.

Il ricorso è dunque fondato e viene accolto. Il Tribunale ordina alla società di consentire l’accesso alla documentazione richiesta entro trenta giorni dalla comunicazione, in via amministrativa, della sentenza ovvero dalla notifica, se antecedente. Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate nel dispositivo, con condanna della società al pagamento in favore della ricorrente, oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato se versato.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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