Accesso difensivo e ponderazione con riservatezza (TAR Puglia n. 848 del 04.06.2026)
Principi di diritto (Massima)
Nel giudizio in materia di accesso, il sindacato del giudice amministrativo ha ad oggetto la verifica della spettanza del diritto all’ostensione, piuttosto che la legittimità del diniego impugnato, potendo lo stesso ordinare l’esibizione dei documenti richiesti. L’accesso difensivo è strumentale alla tutela di un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente a una situazione giuridicamente tutelata e collegata ai documenti di cui si chiede la conoscenza. Il rapporto di strumentalità va valutato in astratto, senza apprezzare la fondatezza o l’ammissibilità dell’eventuale domanda giudiziale, essendo sufficiente che la documentazione sia genericamente utile alla difesa dell’interesse. L’accesso difensivo prevale sulle esigenze di riservatezza dei terzi controinteressati, salvo il caso di esercizio pretestuoso o temerario per radicale assenza dei presupposti legittimanti.
Il Fatto
La società ricorrente, titolare di una concessione demaniale marittima per l’ormeggio di unità da diporto, contestava il diniego opposto dal Comune alla propria istanza di accesso agli atti, presentata al fine di verificare la potenziale interferenza tra lo specchio acqueo concesso alla società concorrente e quello oggetto della propria concessione. L’Amministrazione aveva negato l’ostensione ritenendo insussistente ogni interferenza tra le aree e contestando la titolarità della concessione in capo alla società istante, la cui occupazione dello specchio acqueo derivava da un’ordinanza cautelare. La società ricorrente, evidenziando la propria qualità di operatore del settore e la potenziale concorrenza, chiedeva l’annullamento del diniego e la declaratoria dell’obbligo dell’Amministrazione di rilasciare la documentazione richiesta.
La Motivazione della Corte
Il Collegio, richiamata la natura di giudizio sul rapporto, ha accertato la sussistenza dei presupposti per l’accesso. In relazione all’ambito soggettivo, ha ritenuto sussistente la vicinitas e la qualifica di operatore del settore, elementi idonei a integrare l’attualità e la concretezza della situazione giuridica vantata, essendo entrambe le concessioni localizzate nel medesimo porto e riferite a operatori economici potenzialmente concorrenti. Ha, altresì, valorizzato la sussistenza dell’interesse conoscitivo, qualificato come attuale, personale, concreto e serio, in quanto finalizzato alla tutela dell’attività economica e all’esercizio del diritto di difesa.
La Corte ha poi evidenziato il rapporto di strumentalità tra la posizione giuridica della ricorrente e la documentazione richiesta, osservando che l’ostensione era funzionale alla verifica della potenziale interferenza delle aree concesse. Richiamando l’Adunanza Plenaria n. 4 del 2021, ha precisato che né l’Amministrazione né il giudice dell’accesso possono svolgere valutazioni ultronee sull’ammissibilità o sulla decisività del documento nell’eventuale giudizio di merito, salva l’ipotesi di evidente assenza di collegamento. Il nesso di strumentalità, ha aggiunto, va inteso in senso ampio, essendo sufficiente che la documentazione costituisca mezzo utile per la difesa dell’interesse giuridicamente rilevante.
Quanto all’ambito oggettivo, la domanda di ostensione è stata ritenuta specifica, non generica e non preordinata a un controllo generalizzato, riguardando esclusivamente la concessione di uno specchio acqueo potenzialmente interferente. Il Collegio ha infine affermato la prevalenza dell’accesso difensivo sulle eventuali esigenze di riservatezza dei terzi controinteressati, con conseguente accoglimento del ricorso e condanna dell’Amministrazione all’esibizione della documentazione nel termine di trenta giorni.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.