Accesso al piano particolareggiato e obbligo del Comune di reperirlo (TAR Sicilia n. 3769 del 12.11.2024)
Principi di diritto (Massima)
Il Comune è tenuto a detenere e conservare nella propria disponibilità i propri strumenti urbanistici, tra cui il piano particolareggiato di esecuzione, anche quando la relativa redazione e gli adempimenti espropriativi siano stati affidati a un soggetto privato delegato. Il diritto di accesso può essere esercitato finché l’Amministrazione ha l’obbligo di detenere i documenti richiesti ed essa è tenuta a ogni azione idonea a reperirli, anche presso il delegato, che va considerato amministrazione in senso sostanziale. Qualora il reperimento si riveli obiettivamente impossibile, l’Amministrazione deve attestare con dichiarazione formale, della quale assume la responsabilità, non solo che l’atto non è nella propria disponibilità, ma anche che esso non è in possesso di altra amministrazione o di altro soggetto chiamato a svolgere attività amministrativa in senso sostanziale.
Il Fatto
I ricorrenti agiscono in ottemperanza a una sentenza del TAR Catania che ha definito un giudizio in materia espropriativa. Dopo l’insediamento del commissario ad acta presentano istanza di accesso a una serie di atti, tra cui il piano particolareggiato di esecuzione redatto da una società per conto del Comune.
L’Amministrazione riscontra parzialmente la richiesta, ma non ostende il piano, rappresentando che il documento non è nella disponibilità della direzione competente e che le procedure espropriative sono state poste in essere dalla società delegata. I ricorrenti propongono quindi due domande ai sensi dell’art. 116, secondo comma, c.p.a., lamentando il silenzio sull’istanza e sostenendo che è onere dell’Ente reperire l’atto o dichiararne formalmente la non detenzione. In camera di consiglio resta controverso il solo piano particolareggiato.
La Motivazione della Corte
Il Collegio rileva che la questione concerne esclusivamente il piano particolareggiato, essendo stata soddisfatta nel resto l’istanza di accesso, e che l’interesse ad accedere è evidente e non contestato. L’Amministrazione ha formalmente dichiarato che l’atto non è detenuto dal Comune, come risulta dalle note della direzione lavori pubblici e della direzione patrimonio.
Il Tribunale ritiene tuttavia che il Comune sia tenuto ad avere e conservare il piano, trattandosi di uno strumento urbanistico dell’Amministrazione, che specifica le previsioni del piano regolatore generale e disciplina aspetti rilevanti come dimensioni e altezze degli edifici, individuazione delle aree destinate a opere pubbliche e rete viaria. Si tratta di profili che condizionano le future decisioni in materia edilizia e urbanistica sull’area.
È vero che il diritto di accesso può essere esercitato anche nei confronti di un soggetto privato che svolga attività di interesse pubblico come incaricato o delegato dell’Amministrazione. Il Collegio richiama però gli indirizzi secondo cui, ai sensi dell’art. 22 della legge n. 241/1990, l’accesso può essere esercitato finché sussiste l’obbligo di detenere i documenti e l’Amministrazione è tenuta a ogni azione idonea a reperirli, salva motivata esplicitazione dell’impossibilità (Consiglio di Stato, VI, n. 3743 del 2015).
Per la piena tutela dell’interessato, l’Amministrazione deve inoltre attestare con specifica dichiarazione formale che l’atto non è in suo possesso né in possesso di altra amministrazione (Consiglio di Stato, IV, n. 5128 del 2017). Quanto all’incarico ricevuto, la società delegata deve considerarsi amministrazione in senso sostanziale.
Ne consegue che il Comune, soggetto obbligato a detenere i propri strumenti urbanistici, deve attivarsi per reperire il piano presso il delegato; se il reperimento è obiettivamente impossibile, deve dichiarare formalmente che l’atto non è in possesso di altra amministrazione o di altro soggetto chiamato a svolgere attività amministrativa in senso sostanziale. Il ricorso è quindi accolto, con assegnazione all’Ente del termine di quarantacinque giorni per provvedere e con compensazione delle spese della fase.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.