Ricorso dell’amministratore giudiziario inammissibile senza autorizzazione documentata (TAR Sicilia n. 2795 del 31.07.2024)

Principi di diritto (Massima)
L’amministratore giudiziario di beni sequestrati o confiscati che intenda agire in giudizio contro provvedimenti relativi a quei beni deve essere previamente autorizzato dal giudice delegato e deve documentare la richiesta all’Avvocatura dello Stato ovvero la nomina del libero professionista ai sensi dell’art. 39 d.lgs. n. 159/2011. La ritualità della procura integra condizione dell’azione, non rilievo meramente formale. Il difetto di tale documentazione rende il ricorso inammissibile, non improcedibile, poiché manca il titolo a stare in giudizio. La censura di invalidità derivata proposta avverso gli atti consequenziali resta assorbita. Nelle more dell’amministrazione giudiziaria il termine per l’ottemperanza all’ordine di demolizione già spirato non si ria apre.

Il Fatto

La società ricorrente impugnava davanti al TAR Sicilia due ordinanze comunali del 4 agosto 2022: la prima ingiungeva il pagamento della sanzione pecuniaria prevista dall’art. 31, comma 4-bis, d.P.R. n. 380/2001 per mancato ripristino; la seconda disponeva l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle aree interessate da sbancamenti e riempimenti connessi all’ampliamento di una discarica, oltre all’area di sedime.

La società deduceva l’illegittimità derivata da una precedente ordinanza di ripristino già sub iudice, la mancata notifica del verbale di inottemperanza, lo sviamento di potere rispetto al procedimento autorizzativo e l’eccessività della sanzione applicata nella misura massima. Il Comune eccepiva in via preliminare l’inammissibilità del ricorso per violazione delle regole sulla rappresentanza dell’amministratore giudiziario, nonché la natura vincolata dei provvedimenti sanzionatori.

La Motivazione della Corte

Il Collegio esamina anzitutto l’eccezione di inammissibilità. L’art. 39 d.lgs. n. 159/2011 riserva all’Avvocatura dello Stato la rappresentanza dell’amministratore giudiziario nelle controversie sui beni sequestrati, quando l’Avvocato generale ne riconosca l’opportunità; dopo l’autorizzazione del giudice delegato, l’amministratore inoltra la richiesta, e solo in mancanza di risposta nel termine di cinque giorni il giudice può nominare un libero professionista.

La difesa della ricorrente aveva richiamato un’autorizzazione del GIP del 4 ottobre 2022, ma non l’ha depositata. Il Collegio ne trae la conseguenza che non è verificabile se la richiesta all’Avvocatura dello Stato sia stata effettivamente inoltrata. La procura alle liti conferita al difensore resta quindi priva del presupposto legittimante.

Su questa base il ricorso è inammissibile per mancata documentazione della ritualità della procura. La qualificazione è tecnica e non equivale a carenza di interesse: il vizio attiene alla titolarità del potere di agire, sicché le censure di invalidità derivata e quelle di merito sull’entità della sanzione e sull’ampiezza delle aree acquisite non vengono scrutinate.

La soluzione processuale assorbe ogni altro profilo, comprese le difese comunali sulla natura vincolata dell’acquisizione e sull’efficacia endoprocedimentale del verbale di inottemperanza. Il Collegio compensa integralmente le spese del giudizio, in ragione della natura della pronuncia.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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