Improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (TAR Puglia n. 957 del 29.06.2026)
Dichiarata l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, dichiarata dalla stessa parte ricorrente, con compensazione delle spese.
Dichiarata l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, dichiarata dalla stessa parte ricorrente, con compensazione delle spese.
Il TAR Puglia dichiara improcedibile il ricorso avverso i decreti D.A.SPO. per sopravvenuta carenza di interesse, con compensazione delle spese, non avendo l’amministrazione resistente manifestato opposizione.
L’accordo transattivo intervenuto tra le parti determina il sopravvenuto difetto di interesse della ricorrente alla definizione del giudizio, obbligando il giudice amministrativo a dichiarare l’improcedibilità del ricorso ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), cod. proc. amm.
È inammissibile per difetto di interesse l’impugnazione diretta di un regolamento comunale che non prevede un divieto assoluto ma solo limiti quantitativi e prescrizioni costruttive: trattandosi di atto di volizione-preliminare, la lesione sorge solo con l’atto applicativo.
La disciplina del piano di recupero del centro antico prevale sulle vicende proprietarie: la destinazione della singola area non può essere rimodulata in ragione della sua concreta utilizzazione pertinenziale rispetto a un fondo situato in zona soggetta a differente regime edilizio.
È improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse il ricorso avverso gli atti amministrativi che autorizzano il cambio di destinazione d’uso di locali museali, quando la parte ricorrente dichiari espressamente che è venuto meno l’interesse alla decisione.
È insanabile l’abuso edilizio consistente nella realizzazione di nuove volumetrie in zona agricola vincolata, difettando sia la doppia conformità urbanistica, sia la compatibilità paesaggistica, con conseguente natura vincolata del diniego di sanatoria.
Il TAR Puglia dichiara improcedibile il ricorso avverso il Piano Comunale delle Coste e la proroga della concessione demaniale per sopravvenuta carenza di interesse, a seguito della dichiarazione in tal senso della società ricorrente. Spese compensate per la natura formale della decisione.
La sopravvenuta dichiarazione di venir meno dell’interesse alla decisione, resa dalla parte ricorrente, determina l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse; la natura formale dell’esito giustifica la compensazione delle spese di lite.
Nel giudizio amministrativo, la sopravvenuta dichiarazione di carenza di interesse alla decisione della causa determina l’improcedibilità del ricorso e la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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