L’autorizzazione della Giunta delimita il potere del Sindaco di proporre ricorso incidentale (Cass. civ. Sez. 3 n. 22683 del 04.07.2026)
Principi di diritto (Massima)
Laddove lo statuto di un ente locale richieda espressamente l’autorizzazione della Giunta per la costituzione in giudizio dell’ente, tale atto è necessario ai fini della legitimatio ad processum del Sindaco e delimita il perimetro dei poteri processuali conferibili. L’autorizzazione a resistere al ricorso per cassazione “al fine di confermare la pronuncia di secondo grado” non può intendersi estesa alla proposizione di un ricorso incidentale, atto qualitativamente distinto dalla mera attività difensiva, in quanto volto ad ampliare l’oggetto del giudizio e a ottenere la modificazione della decisione favorevole. La procura alle liti rilasciata per la sola resistenza è pertanto invalida nella parte in cui abilita il difensore all’impugnazione incidentale, con conseguente inammissibilità del ricorso incidentale. La deduzione in appello del pensionamento del lavoratore quale termine iniziale dell’indennità di occupazione, in via subordinata rispetto al trasferimento, costituisce emendatio del petitum e non domanda nuova, qualora la causa petendi resti invariata.
Il Fatto
Un ente comunale aveva concesso a un dipendente, con contratto del 2003, un alloggio di servizio, ancorando la durata del godimento al perdurare delle mansioni che avevano giustificato l’assegnazione. Cessato il rapporto di lavoro per trasferimento nel 2017 e comunicato il recesso, l’ente agì in giudizio per ottenere la risoluzione della concessione, la condanna al rilascio e il pagamento dell’indennità di occupazione.
Il Tribunale rigettò le domande, ma la Corte d’appello, riformando la decisione, accertò la detenzione sine titulo a far data dal collocamento a riposo dell’assegnatario, avvenuto nel 2019. Avverso la sentenza d’appello ha proposto ricorso per cassazione il concessionario, mentre l’ente ha resistito con controricorso e proposto a sua volta ricorso incidentale.
La Motivazione della Corte
La Corte ha esaminato congiuntamente i motivi del ricorso principale, dichiarandoli inammissibili o infondati. In particolare, ha ritenuto inammissibile l’eccezione di mutatio libelli prospettata dal ricorrente, in quanto la questione non era stata sollevata nel giudizio di appello. Il potere di rilevare la nullità, pur essendo esercitabile d’ufficio, si consuma con la decisione della causa, non potendo essere dedotto come motivo di nullità della sentenza in cassazione.
La Corte ha poi precisato che la deduzione del pensionamento, quale diverso dies a quo della detenzione sine titulo, non integra una domanda nuova: il fatto costitutivo della pretesa era sempre stato individuato nella cessazione del rapporto di lavoro, quale che ne fosse la causa. Lo spostamento del termine iniziale dell’indennità incide solo sul profilo temporale del petitum, senza alterare la causa petendi, configurando una mera precisazione della pretesa.
Quanto ai vizi di motivazione dedotti, la Corte ha richiamato il principio delle Sezioni Unite n. 8053 del 2014, secondo cui il sindacato di legittimità è circoscritto alle sole anomalie che si tramutano in violazione di legge costituzionalmente rilevante, quale la mancanza assoluta di motivi o la motivazione apparente. Le censure formulate, risolvendosi nella proposta di una diversa interpretazione del contratto o nella contestazione della sufficienza motivazionale, sono state ritenute inammissibili.
Nell’esaminare il ricorso incidentale, la Suprema Corte ne ha rilevato d’ufficio l’inammissibilità. La delibera della Giunta, richiesta dallo statuto comunale come presupposto della legitimatio ad processum del Sindaco, autorizzava la sola resistenza “al fine di confermare la pronuncia di secondo grado”. Tale atto non poteva essere esteso, in via interpretativa, al potere di proporre un’autonoma impugnazione incidentale, essendo i due atti qualitativamente distinti. La procura, in parte qua, è risultata priva del necessario presupposto legittimante, con conseguente inammissibilità del ricorso incidentale.
Nota della Redazione
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