Autorizzazione unica biometano conferenza servizi poteri comuni limitrofi (Cons. Stato n. 6027 del 10.07.2025)
Principi di diritto (Massima)
Ai fini della partecipazione alla conferenza di servizi per il rilascio dell’autorizzazione unica di un impianto alimentato da fonti rinnovabili, la locuzione «tutte le amministrazioni interessate» di cui all’art. 12, commi 3 e 4, d.lgs. n. 387/2003 va letta alla luce dell’art. 7 l. n. 241/1990, richiamato dall’art. 14, comma 5, l. n. 241/1990. Il diritto di intervento spetta ai destinatari di effetti diretti, ai soggetti che per legge devono intervenire e ai controinteressati titolari di un interesse legittimo uguale e contrario. I comuni limitrofi che subiscono solo effetti riflessi, come l’incremento della viabilità o gli odori, non sono controinteressati e non vantano alcuna pretesa alla partecipazione. Le misure compensative previste dall’allegato 2, comma 2, lett. f), d.m. 10 settembre 2010 costituiscono una mera possibilità, non un diritto del singolo comune, e non possono essere determinate unilateralmente da un ente locale. L’art. 31-bis, comma 2, d.l. n. 77/2021 non impone la contestualità tra l’autorizzazione dell’impianto e quella delle opere di allaccio alla rete.
Il Fatto
Tre comuni veneti, limitrofi al sito dell’autorizzazione unica rilasciata dalla Regione Veneto per la costruzione e l’esercizio di un impianto di biometano, impugnano davanti al TAR Veneto il decreto regionale. Il giudice amministrativo di primo grado dichiara il ricorso irricevibile, ritenendo l’intervento finanziato con il PNRR e quindi soggetto al rito accelerato di cui all’art. 12-bis d.l. n. 68/2022, con dimidiazione dei termini: la trasposizione in sede giurisdizionale del ricorso straordinario al Capo dello Stato sarebbe avvenuta oltre i trenta giorni dall’atto di opposizione della società proponente.
I comuni appellano, contestando l’applicazione del rito speciale e invocando l’errore scusabile ex art. 37 cod. proc. amm., e ripropongono i motivi di censura contro il provvedimento autorizzativo. Le appellate resistono, sollevando plurime eccezioni preliminari.
La Motivazione della Corte
Il Consiglio di Stato respinge l’appello, assorbendo tutte le questioni preliminari e confermando la sentenza con diversa motivazione: le censure di merito sono infondate. Il primo motivo riguarda il mancato invito dei comuni alla conferenza di servizi. Il collegio chiarisce che il diritto di intervento ex art. 7 l. n. 241/1990 spetta solo ai destinatari di effetti diretti, a chi per legge deve intervenire e ai controinteressati. I comuni non sono destinatari del provvedimento, non vantano competenze specialistiche e non possono dirsi controinteressati, secondo i richiamati precedenti Cons. Stato n. 4736 del 2018 e Cons. Stato n. 622 del 2023: subiscono solo effetti riflessi.
Quanto alle misure compensative, le Linee guida del d.m. 10 settembre 2010 ne prevedono la facoltatività, con decisione rimessa all’autorità procedente. Il singolo comune non vanta alcuna pretesa. Nella specie le misure sono state discusse in conferenza di servizi e recepite nell’autorizzazione mediante relatio all’accordo concluso con il comune ove insiste l’impianto: non sono state imposte unilateralmente e non hanno natura meramente pecuniaria, consistendo nell’adeguamento di due strade esistenti.
Il terzo motivo concerne le opere di connessione alla rete. L’art. 31-bis, comma 2, d.l. n. 77/2021 impone che la richiesta di autorizzazione per la connessione segua il medesimo procedimento e sia accompagnata dal vincolo preordinato all’esproprio, ma non richiede la contestualità con l’istanza relativa all’impianto.
Sul rispetto delle distanze, il collegio ribadisce che il centro abitato non coincide con il centro storico e va accertato con criteri empirici (Cons. Stato n. 3656 del 2016; Cons. Stato n. 2798 del 2024): i comuni non hanno provato le caratteristiche dell’aggregato residenziale. Le censure urbanistiche e quelle sulla potenza della biomassa sono infondate, poiché rileva la sola fonte ivi indicata. Le doglianze su dichiarazioni mendaci e sulla variazione di capacità produttiva sono generiche e formalistiche.
Nota della Redazione
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