Corte dei conti certifica ACN medici generali e impone monitoraggio spesa territoriale (Corte dei Conti Sez. Riunite contr. n. 39 del 07.05.2024)

Principi di diritto (Massima)
Nel controllo sulla contrattazione collettiva del personale sanitario convenzionato, la Corte dei conti certifica l’attendibilità della quantificazione dei costi del contratto e la sua compatibilità con gli strumenti di programmazione e di bilancio. Il parametro di riferimento è costituito dagli incrementi riconosciuti alla generalità del personale pubblico, secondo le disponibilità stanziate dalle leggi di bilancio. La certificazione positiva non esclude l’esercizio di osservazioni e raccomandazioni sugli aspetti suscettibili di oscillazione. Ove la spesa dipenda da variabili legate alla domanda assistenziale, è indispensabile un monitoraggio idoneo a evitare che essa esorbiti dagli importi stanziati.

Il Fatto

La vicenda riguarda l’Ipotesi di Accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale, adottata ai sensi dell’art. 8 del d.lgs. n. 502/1992 e riferita al triennio 2019-2021. L’ipotesi, sottoscritta l’8 febbraio 2024, è pervenuta alle Sezioni riunite in sede di controllo l’11 marzo 2024 per l’esercizio della funzione certificatoria. Il testo aveva già ottenuto il parere favorevole del Comitato di settore dell’8 marzo 2024.

Il contratto riguarda la cosiddetta medicina generale convenzionata, che ricomprende circa 65.000 medici ripartiti tra ruoli e tipologie professionali diverse. Le Sezioni riunite sono chiamate a verificarne i profili economici e finanziari e la sostenibilità rispetto agli stanziamenti.

La Motivazione della Corte

Il percorso argomentativo muove dalla qualificazione del controllo. Ai sensi dell’art. 5 dell’Accordo in Conferenza Stato-Regioni del 5 dicembre 2013, attuativo dell’art. 4, comma 9, della legge n. 412/1991, alla Corte è assegnata una funzione analoga a quella dell’art. 47 del d.lgs. n. 165/2001: certificare l’attendibilità della quantificazione dei costi e la loro compatibilità con gli strumenti di programmazione e di bilancio.

La Corte ricostruisce il quadro delle risorse. La legge di bilancio per il 2019 ha stanziato per il triennio importi crescenti, poi integrati dalle manovre del 2020 e del 2021, fino a un totale a regime di 3.775 milioni. Tale quadro consente incrementi delle retribuzioni medie dell’1,3% nel 2019, del 2,01% nel 2020 e del 3,78% a regime, con i medesimi criteri previsti per il restante personale pubblico. La base di calcolo è parametrata all’anno 2018, con la metodologia già seguita per il triennio precedente.

La verifica investe le singole voci retributive: l’incremento del compenso forfettario annuo e della quota variabile per il ruolo di assistenza primaria a ciclo di scelta, l’aumento della quota oraria per le altre tipologie, con il compenso che sale a 24,25 euro. La Corte dà atto che gli oneri trovano copertura negli accantonamenti disposti dalle Aziende ai sensi dell’art. 9, comma 1, del d.l. n. 203/2005, come riconfermato dall’art. 2, comma 17, della legge n. 191/2009, e che il Tavolo di verifica presso il MEF ha riscontrato la sussistenza degli accantonamenti per il triennio.

Un passaggio centrale riguarda le risorse aggiuntive destinate alle Case della comunità hub e spoke, finanziate dall’art. 1, comma 274, della legge n. 234/2021. La Corte stima le ore necessarie e l’onere a regime, rilevando che la stima si basa su dati suscettibili di oscillazioni legate alla variazione del numero degli assistiti e delle ore effettivamente richieste. Da qui la raccomandazione di garantire uno stretto controllo e monitoraggio della spesa.

La Corte osserva inoltre che la maggiore crescita retributiva rispetto alla generalità del personale pubblico, pari a poco meno del 9% dall’anno 2024, va letta in stretta relazione con i compiti aggiuntivi attribuiti ai medici di medicina generale. Su queste premesse, con le osservazioni e raccomandazioni contenute nel rapporto allegato, l’ipotesi di contratto è certificata positivamente, con trasmissione della deliberazione ai soggetti istituzionali interessati.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

Condividi:

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *