Controllo sulla gestione finanziaria di Sport e Salute Spa: utili in crescita e criticità negli affidamenti diretti (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 99 del 11.06.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione finanziaria di una società a controllo pubblico totale in house, verifica l’attuazione delle finalità istituzionali e l’impiego efficiente delle risorse pubbliche, con particolare riferimento alla separazione contabile dei fondi destinati agli organismi sportivi. In tale ambito, l’utilizzo da parte della società di strumenti di affidamento diretto deve essere conforme al principio di rotazione di cui all’art. 49 del d.lgs. n. 36/2023 e non deve divenire la modalità ordinaria di approvvigionamento. La gestione finanziaria si considera corretta quando l’incremento delle disponibilità liquide e del patrimonio netto è accompagnato da una equilibrata composizione tra attività ordinarie e gestioni separate, la cui redditività è subordinata alla rendicontazione delle attività svolte.
Il Fatto
La Corte dei conti ha esercitato il controllo sulla gestione finanziaria di Sport e salute Spa per l’esercizio 2024, società a controllo pubblico totale del Ministero dell’economia e delle finanze che opera quale organismo in house dello Stato. La società ha il compito istituzionale di produrre ed erogare servizi di interesse generale a favore dello sport, supportando Coni, Cip e gli altri organismi sportivi riconosciuti. Il controllo, svolto ai sensi della legge n. 259 del 1958, ha riguardato l’intera gestione, con particolare attenzione alla struttura organizzativa, all’attività negoziale, alle partecipazioni societarie e alla gestione separata dei contributi pubblici destinati al sistema sportivo.
La Motivazione della Corte
La Corte ha rilevato che Sport e salute Spa ha gestito nel 2024 risorse complessive per 540,3 milioni di euro, di cui la quota prevalente, pari a 497 milioni, destinata agli organismi sportivi tramite la gestione separata. Tale sistema, strutturato su tre livelli (finanziario, organizzativo e contabile), garantisce la separazione dei fondi pubblici da quelli della gestione ordinaria. L’esercizio si è chiuso con un utile netto di 3,94 milioni di euro, in miglioramento rispetto al precedente, e con un patrimonio netto in aumento a 49,8 milioni, confermando l’equilibrio economico-finanziario della società.
L’analisi dell’attività negoziale ha evidenziato elementi di criticità. Nel 2024, su 617 procedure di affidamento, ben 550 sono affidamenti diretti per forniture e servizi sottosoglia, pari a circa l’89 per cento del totale. Sebbene tale dato sia giustificato dalla natura operativa della società, la Corte ha raccomandato il rispetto del principio di rotazione. Inoltre, l’utilizzo degli strumenti Consip e MePA è risultato estremamente limitato (15 procedure), con una prevalenza quasi totale di affidamenti al di fuori di queste piattaforme, circostanza che richiede attenzione anche in considerazione del ruolo di centrale di committenza della società.
Ulteriore profilo di osservazione ha riguardato l’interpretazione dell’art. 20 del d.lgs. n. 175/2016 in tema di piano di razionalizzazione delle partecipazioni. La società, non configurandosi come amministrazione pubblica, ha ritenuto di non esservi tenuta; posizione che la Corte ha giudicato formalmente coerente ma non satisfattiva rispetto alle esigenze di trasparenza e piena ricognizione delle partecipazioni pubbliche detenute indirettamente. Infine, è stata segnalata l’eterogeneità dei tempi di attuazione dei progetti di promozione sportiva di base e del Fondo “Sport e Periferie”, invitando a un costante monitoraggio delle risorse residue.
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Nota della Redazione
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