Controllo sui bilanci IRCCS: perdite, sforamenti di tetti e proroghe (Corte dei Conti Sez. contr. Puglia n. 146 del 18.11.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo esercitato dalle Sezioni regionali della Corte dei conti sui bilanci di esercizio degli enti del Servizio sanitario nazionale, ai sensi dell’art. 1, comma 170, della l. n. 266/2005 e dell’art. 1, commi 3 e 7, del d.l. n. 174/2012, ha natura collaborativa e non sanzionatoria: la Sezione accerta gli squilibri economico-finanziari, segnala le disfunzioni e rimette all’ente l’adozione delle misure correttive. La verifica presuppone la conformità dei bilanci agli schemi e ai principi contabili del d.lgs. n. 118/2011 e implica il riscontro del rispetto dei tetti di spesa farmaceutica, di quelli per dispositivi medici e dei limiti alla spesa per personale a tempo determinato di cui all’art. 9, comma 28, del d.l. n. 78/2010. Il perseguimento dell’equilibrio economico-finanziario è obbligo posto in capo agli enti del SSN, bilanciato con la garanzia dei livelli essenziali di assistenza. Le proroghe dei termini di adozione dei bilanci devono trovare fondamento nella legge regionale e nelle particolari esigenze ivi previste, non in ragioni generiche.

Il Fatto

La Sezione regionale di controllo per la Puglia ha esaminato le relazioni del Collegio sindacale dell’I.R.C.C.S. Istituto Tumori di Bari sui bilanci degli esercizi 2020, 2021 e 2022, predisposte ai sensi della normativa sul controllo finanziario degli enti del SSN. L’attività istruttoria ha riguardato l’andamento economico-patrimoniale e finanziario dell’Istituto, i tempi di adozione dei bilanci, l’acquisto di beni e servizi, la spesa farmaceutica e per dispositivi medici, la spesa per il personale e lo stato di attuazione degli investimenti finanziati dal PNRR.

L’istruttoria ha fatto emergere una gestione caratterizzata da risultati economici negativi ricorrenti, scostamenti dai tetti di spesa e ritardi nell’adozione dei bilanci, con proroghe regionali non adeguatamente motivate. La questione è giunta all’esame della Sezione nell’ambito del controllo sulla gestione finanziaria degli enti del Servizio sanitario regionale.

La Motivazione della Corte

La Sezione muove dal quadro normativo che estende agli enti del SSN le verifiche della magistratura contabile. Il controllo è qualificato come riesame di legalità e regolarità in prospettiva dinamica, finalizzato all’adozione di effettive misure correttive, e ha natura collaborativa: si limita alla segnalazione delle disfunzioni e rimette all’ente le iniziative necessarie. La Corte richiama la giurisprudenza costituzionale sul bilanciamento tra il controllo contabile e la tutela del diritto alla salute di cui all’art. 32 Cost., sottolineando che l’attuazione dei livelli essenziali di assistenza presuppone la spesa necessaria.

Sul piano economico-patrimoniale, i bilanci 2020-2022 si chiudono costantemente in perdita, sempre ripianata da pari contributo regionale. La perdita della gestione caratteristica è cresciuta tra 2021 e 2022 per effetto di un aumento dei costi superiore a quello dei ricavi. Il patrimonio netto include finanziamenti per investimenti e la voce dei debiti mostra un decremento. La Sezione osserva che, al netto degli effetti dell’emergenza sanitaria, i risultati negativi appaiono una costante nella gestione dell’Istituto.

Quanto ai tempi di adozione, i bilanci delle tre annualità sono stati approvati oltre le scadenze di legge. Le proroghe regionali richiamano l’art. 53 della l.r. Puglia n. 1/2016, che consente il differimento solo in presenza di particolari esigenze emerse nel consolidamento. La Sezione rileva che le note regionali non esplicitano tali esigenze e richiama la Regione a evitare proroghe prive di fondamento normativo.

Sui tetti di spesa, la Sezione accerta il superamento dei limiti per la spesa farmaceutica e per i dispositivi medici, con scostamenti confermati anche dai dati 2023, e il mancato rispetto del limite alla spesa per personale a tempo determinato rispetto al parametro del 2009. Sui contratti integrativi rileva il mancato rispetto degli indirizzi regionali e dei limiti dei CCNL, riservandosi approfondimenti. Quanto al PNRR, l’Istituto risulta soggetto attuatore della Missione 6 e la Sezione si riserva di verificare lo stato degli investimenti nel prossimo ciclo di controlli. Il dispositivo accerta la chiusura in perdita, i mancati rispetto dei tetti e dispone la trasmissione agli organi competenti.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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