Il controllo della Corte dei conti sulla gestione di Arexpo Spa (Principia Spa) e la sostenibilità del progetto Mind (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 132 del 13.07.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti verifica la gestione delle società a partecipazione pubblica, accertando l’economicità dell’azione amministrativa e la rispondenza ai fini istituzionali. Nell’ambito di tale controllo, il referto al Parlamento dà conto dell’evoluzione dell’assetto societario, della consistenza e del costo del personale, dell’attività negoziale e dei risultati di bilancio. La redditività dell’esercizio deve essere valutata in una prospettiva di medio-lungo periodo, considerando gli investimenti infrastrutturali e gli accordi negoziali, come la procedura di riequilibrio del piano economico-finanziario del concessionario, che possono incidere sugli equilibri di gestione.
Il Fatto
Arexpo Spa è stata costituita nel 2011 per la gestione e la valorizzazione post-Expo delle aree di proprietà. L’assetto proprietario è caratterizzato dalla partecipazione pubblica, con il Mef quale socio di maggioranza relativa. L’attività principale nel 2024 è incentrata sull’attuazione del Piano Integrato di Intervento “Mind”, attraverso contratti di concessione stipulati con la società Lendlease per lo sviluppo urbano dell’area. La società, inclusa nell’elenco Istat delle amministrazioni pubbliche, ha esteso il proprio raggio d’azione alla rigenerazione urbana su scala nazionale, siglando nuovi accordi di collaborazione. Il bilancio 2024 evidenzia una contrazione del valore della produzione e margini operativi negativi, nonostante la chiusura in utile. Il concessionario ha richiesto l’avvio di una procedura negoziale di riequilibrio del piano economico-finanziario.
La Motivazione della Corte
La Corte prende atto del nuovo corso della società, che dal luglio 2025 ha assunto la denominazione Principia Spa, e scrutinio l’andamento della gestione 2024. L’esercizio si chiude con un utile di soli 82.648 euro, in forte diminuzione rispetto all’anno precedente. Questo risultato è determinato da un calo dei ricavi, pari al 42%, non compensato da una riduzione dei costi, e si accompagna a un Ebitda negativo per 6,34 milioni di euro. La Corte rileva che l’utile d’esercizio deriva da un significativo credito per imposte anticipate (14,07 milioni), iscritto sulla base delle perdite fiscali pregresse e future. Ciò evidenzia come la redditività operativa della società sia attualmente insufficiente.
L’analisi si concentra sulla sostenibilità finanziaria del progetto Mind, che rappresenta la missione principale della società. Il progetto è finanziato da un contributo regionale di 160 milioni di euro, la cui rendicontazione avverrà al raggiungimento degli stati di avanzamento lavori. La Corte esamina la richiesta di riequilibrio del piano economico-finanziario avanzata dal concessionario Lendlease, dovuta alle mutate condizioni economiche. Il tavolo negoziale si è concluso a marzo 2025 con la condivisione di misure di mitigazione, tra cui il differimento dei pagamenti e la rimodulazione degli oneri per le opere di urbanizzazione, in parte coperte dal contributo regionale e da un nuovo fondo statale per lo sviluppo infrastrutturale.
Quanto all’assetto organizzativo e al personale, la Corte osserva che la consistenza è pari a 47 unità e che i costi del personale sono aumentati. L’organo di controllo prende atto positivamente dell’assenza di costi per consulenze nel 2024, a seguito di una progressiva riduzione. Riguardo all’attività negoziale, la Corte evidenzia l’utilizzo di procedure ad evidenza pubblica e l’adesione alle convenzioni Consip. Nel complesso, la relazione, pur riconoscendo l’importanza strategica del progetto Mind e degli accordi di rigenerazione urbana, sembra voler attenzionare la sostenibilità economico-finanziaria della società e le modalità di gestione del debito e dei rapporti con il concessionario, in un’ottica di sana gestione finanziaria.
Nota della Redazione
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