La Corte dei conti sul 2024 di Cassa forense: bilancio positivo, ma pesano calo iscritti e crescita spese pensioni (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 133 del 13.07.2026)
Principi di diritto (Massima)
La gestione finanziaria degli enti previdenziali privatizzati deve assicurare l’equilibrio tra le entrate contributive e le prestazioni, garantendo la sostenibilità di lungo periodo. A tal fine, i relativi bilanci devono rappresentare in modo trasparente le dinamiche demografiche e reddituali degli iscritti e le politiche di investimento, che vanno improntate a criteri di prudenza e non a logiche speculative di breve periodo. Gli enti devono inoltre conformarsi alle disposizioni normative in materia di riscossione dei crediti contributivi e di contenimento dei costi di funzionamento. La Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione, verifica il rispetto di tali principi e segnala le criticità riscontrate, formulando raccomandazioni per garantire la corretta amministrazione. Il controllo si estende alla regolarità contabile e alla rispondenza dei risultati alle finalità istituzionali, con particolare attenzione alla quantificazione degli accantonamenti e alla valutazione dei rischi, anche alla luce delle disposizioni che hanno definito un nuovo quadro normativo di riferimento.
Il Fatto
La Corte dei conti, Sezione del controllo sugli enti, ha esaminato la gestione finanziaria della Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense relativa all’esercizio 2024. La Cassa, ente di diritto privato che gestisce trattamenti pensionistici per gli avvocati, ha trasmesso alla Corte il bilancio di esercizio, corredato dalle relazioni degli organi di amministrazione e controllo. La legge n. 259 del 1958 impone alla Corte di riferire al Parlamento sui risultati di tale controllo. La relazione si inserisce in un contesto normativo in evoluzione, caratterizzato dal completamento dell’iter di approvazione del nuovo Regolamento unico della previdenza forense, che introduce il passaggio al sistema contributivo.
La Motivazione della Corte
La Sezione ha analizzato l’andamento della gestione previdenziale, evidenziando un incremento delle entrate contributive del 2,7 per cento, mitigato però dalla crescita delle spese per prestazioni pensionistiche (+8,6 per cento). Viene sottolineato il fenomeno del calo degli iscritti attivi, sceso del 2,1 per cento, e l’aumento dei pensionati. Questo rapporto, sebbene non abbia ancora intaccato gli equilibri finanziari, rappresenta un segnale di pressione futura sulla sostenibilità del sistema. La Cassa ha provveduto ad adeguare la riserva legale, accantonando un totale di euro 5.614.447.000.
Per quanto riguarda la gestione patrimoniale, la Corte ha rilevato un incremento del valore del patrimonio, con una performance positiva e un aumento delle plusvalenze implicite non contabilizzate. Tuttavia, ha segnalato la mancanza di un formale regolamento per gli investimenti e ha raccomandato un monitoraggio costante sui livelli di rischio. Particolare attenzione è stata dedicata al progetto di costituzione di una Sicav e di una Sicaf multi-comparto per la gestione indiretta di parte del patrimonio, per il quale è stata selezionata una Sgr esterna.
In ambito organizzativo, la Corte ha preso atto della stabilità del costo del personale e della riduzione delle spese per consulenze. Ha però insistito sulla necessità di una rappresentazione più chiara di alcune voci di costo e sulla corretta applicazione del principio di rotazione negli affidamenti diretti. La deliberazione si chiude con la comunicazione alle Camere del bilancio e della relazione sulla gestione.
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Nota della Redazione
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