Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale per l’esercizio 2024 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 70 del 14.04.2026)

Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione finanziaria degli enti pubblici non economici, riferisce al Parlamento sul risultato del controllo stesso. Nell’ambito di tale funzione, la Corte verifica la regolarità della gestione e l’osservanza delle norme di contenimento della spesa pubblica. In particolare, essa segnala criticità quali il ricorso esclusivo all’affidamento diretto per l’acquisizione di beni e servizi e il sottodimensionamento del personale rispetto alla dotazione organica, che può determinare un rilevante ricorso a esternalizzazioni. Costituisce, inoltre, anomalia organizzativa la mancata tempestiva ricostituzione degli organi di controllo interno. L’indice di dipendenza finanziaria esprime l’insufficiente attitudine dell’ente a reperire risorse proprie.

Il Fatto

La Corte dei conti ha esercitato il controllo sulla gestione finanziaria dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale per l’esercizio 2024. L’ente, qualificato come ente pubblico non economico ai sensi della legge n. 70/1975, è soggetto alle regole contabili del d.P.R. n. 97/2003 e opera sotto la vigilanza del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica. Il controllo ha avuto ad oggetto il rendiconto generale 2024 ed è stato esercitato in base all’art. 2 della legge n. 259/1958, con la conseguente trasmissione alle Camere della relazione ai sensi dell’art. 7 della medesima legge.

La Motivazione della Corte

La Sezione del controllo sugli enti ha verificato, per il terzo esercizio dalla completa costituzione dell’Autorità, la gestione finanziaria ed economico-patrimoniale. Ha rilevato un disavanzo finanziario di oltre 3,2 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto all’esercizio precedente, e una gestione corrente in avanzo, mentre resta negativo il saldo della gestione in conto capitale.

In relazione all’attività negoziale, la Corte ha constatato che tutti i contratti stipulati nel 2024 sono stati conclusi tramite affidamento diretto senza consultazione, sebbene nel rispetto dei principi di rotazione e trasparenza. Questa caratteristica costituisce un aspetto da attenzionare.

La Corte ha evidenziato, inoltre, il perdurare di una grave carenza di personale, con una consistenza di sole 59 unità a fronte di una dotazione organica di 127, che costringe l’ente a un significativo ricorso a servizi tecnico-specialistici esterni. Ha segnalato anche la mancata tempestività nella ricostituzione del Collegio dei revisori dei conti.

Infine, la Sezione ha registrato il miglioramento dei tempi di pagamento e l’adozione di un nuovo piano dei fabbisogni di personale, auspicando una più incisiva operatività dell’ente nei prossimi esercizi.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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