Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria dell’IISG: avanzo di competenza e incremento del patrimonio netto (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 13 del 17.02.2026)

Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione finanziaria degli enti sovvenzionati dallo Stato, verifica la regolarità della gestione e riferisce al Parlamento i risultati del controllo eseguito. Il controllo si estende all’osservanza delle norme sul contenimento della spesa pubblica e alla sostenibilità della spesa per il personale, il cui indicatore, ai sensi dell’art. 9, comma 2, del decreto legislativo n. 218 del 2016, non può superare l’80 per cento della media delle entrate dell’ultimo triennio. La legittimità della gestione finanziaria è attestata dall’avanzo di amministrazione e da un risultato economico positivo, la cui destinazione, per la parte libera, deve essere conforme a un’idonea e previa programmazione da parte dell’ente. La corretta attuazione dei progetti finanziati con i fondi del PNRR è assoggettata a specifici obblighi di monitoraggio e rendicontazione.

Il Fatto

L’Istituto italiano di studi germanici (IISG), ente di ricerca non strumentale sottoposto alla vigilanza del Ministero dell’università e della ricerca, ha trasmesso alla Corte dei conti il rendiconto generale per l’esercizio 2023, corredato dalle relazioni del Presidente e del Collegio dei revisori. L’invio è avvenuto in adempimento all’art. 4 della legge n. 259 del 1958, che disciplina il controllo sulla gestione finanziaria degli enti a carico dello Stato. Sulla base di tali documenti, la Sezione del controllo sugli Enti ha svolto la verifica, con le modalità di cui all’art. 12 della citata legge n. 259 del 1958, accertando i risultati della gestione dell’esercizio 2023 e i fatti di maggior rilievo intervenuti successivamente.

La Motivazione della Corte

La Corte ha innanzitutto rilevato che la gestione finanziaria 2023 dell’IISG si è chiusa con un avanzo di competenza pari a euro 58.603,53, in controtendenza rispetto al disavanzo di euro 82.280,12 registrato nel 2022. Entrambi i saldi sono stati oggetto di specifica ricostruzione, in cui si è dato conto anche dell’incremento delle entrate, pari al 61,11 per cento, ascrivibile prevalentemente a maggiori finanziamenti statali per la nuova progettualità di ricerca. Sul versante della spesa, l’aumento è risultato concentrato nelle spese in conto capitale, incrementate dell’834,65 per cento, in connessione con i lavori di rifunzionalizzazione della sede dell’Istituto, finanziati con un apposito decreto del Mur.

Quanto al personale, la Sezione ha accertato che l’indicatore del limite massimo di spesa, calcolato ai sensi dell’art. 9, comma 2, del decreto legislativo n. 218 del 2016, è stato rispettato, attestandosi al 47,48 per cento circa delle entrate correnti, ben al di sotto del tetto dell’80 per cento. La spesa complessiva per il personale dipendente è stata pari a euro 1.094.244,55, in calo del 2,01 per cento rispetto all’esercizio precedente, a fronte di una dotazione organica di 16 unità con 13 dipendenti in servizio al 31 dicembre 2023.

La Corte ha inoltre verificato l’andamento dei progetti finanziati con fondi del PNRR: il progetto SICIN, approvato nel 2023, risultava al 30 giugno 2025 interamente impegnato e pagato per l’importo di euro 102.825, mentre il progetto “Karen Blixen”, approvato nel maggio 2025, risultava impegnato per euro 77.973 e pagato per euro 3.969. Rispetto a tali iniziative, l’ente non ha ritenuto di costituire una struttura dedicata al loro governo, in ragione della sua ridotta dimensione, gestendo i finanziamenti in contabilità separata.

La Sezione ha quindi preso atto che la gestione 2023 si è chiusa con un risultato di amministrazione di euro 1.443.827,76. La parte vincolata dell’avanzo è pari a euro 101.750,80, mentre la quota libera è destinata dall’ente al finanziamento di progetti di ricerca “Curiosity driven”. Sul punto, la Corte ha richiamato la necessità che l’utilizzo di tali somme sia disposto in conformità a un’adeguata e previa programmazione. Il conto economico ha evidenziato, infine, un avanzo economico di euro 1.277.431, a fronte del disavanzo di euro 173.053 del 2022, con un conseguente incremento del patrimonio netto del 48,30 per cento.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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