Controllo della Corte dei conti sulla Fondazione Cisa: gestione 2023 tra crescita dei ricavi propri e criticità su bonus e affidamenti (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 46 del 11.03.2026)

Principi di diritto (Massima)
La Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti esercita il controllo sulla gestione finanziaria degli enti cui lo Stato contribuisce in via ordinaria, anche quando questi assumano la veste di fondazioni di diritto privato, ai sensi dell’art. 3, comma 4, l. n. 20/1994 e dell’art. 3, comma 5, d.lgs. n. 419/1999. Nell’ambito di tale controllo, la Corte verifica l’equilibrio economico-finanziario della gestione e la conformità dell’azione amministrativa ai principi di legalità, efficacia, efficienza ed economicità. In particolare, valuta la sostenibilità finanziaria di erogazioni straordinarie al personale, come i premi aziendali, e la regolarità delle procedure di acquisizione di beni e servizi, segnalando l’eventuale eccessivo e non programmato ricorso all’affidamento diretto. La contribuzione pubblica, se predominante tra le fonti di finanziamento, impone una gestione improntata al contenimento dei costi di funzionamento e alla razionalizzazione della spesa.

Il Fatto

La Fondazione “Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio” (Cisa), ente culturale privatizzato con sede a Vicenza, è sottoposta al controllo della Corte dei conti in quanto beneficiaria di contribuzioni ordinarie a carico dello Stato. La Sezione del controllo sugli enti ha esaminato il bilancio di esercizio 2023, corredato dalle relazioni del Direttore e del Collegio dei revisori, al fine di riferire al Parlamento sul risultato della gestione finanziaria. La relazione fa seguito al precedente referto per gli esercizi 2021-2022, reso con deliberazione n. 82 del 23 maggio 2024.

La Motivazione della Corte

La Corte evidenzia come l’equilibrio della gestione del Cisa sia garantito principalmente dalla contribuzione esterna, che incide per l’84,6 per cento sul valore della produzione, nonostante il progressivo incremento delle risorse proprie. Pur rilevando elementi positivi come l’aumento dei ricavi da vendite e prestazioni (+16,5 per cento) e la riduzione dei costi di produzione (-1,5 per cento), la Sezione raccomanda una gestione oculata e il contenimento dei costi di funzionamento.

Un profilo di specifica criticità riguarda l’erogazione di un bonus di 30.000 euro, disposta dal Consiglio di amministrazione a conclusione del mandato, di cui 20.000 euro al Direttore e 10.000 euro al resto del personale. All’esito dell’istruttoria, la Corte afferma che non sono emersi elementi che possano ricondurre con certezza tale erogazione entro i limiti della vigente disciplina normativa e contrattuale, raccomandando all’ente la più stretta osservanza della disciplina in materia.

Con riferimento all’attività negoziale, la Corte osserva che nel 2023 sono stati conclusi 112 contratti, dei quali 106 mediante affidamento diretto e solo 6 mediante confronto concorrenziale. La Sezione, pur riconoscendo la legittimità del ricorso all’affidamento diretto nei limiti previsti dal d.lgs. n. 36/2023, segnala che tale prevalenza suggerisce la necessità di rafforzare la programmazione degli acquisti e di promuovere un maggior utilizzo degli strumenti di acquisto centralizzati, come le convenzioni Consip, per garantire maggiore trasparenza e razionalizzazione della spesa.

Da ultimo, la Corte constata la mancata novazione del regolamento organico del personale, rimasto ancorato a disposizioni adottate prima della trasformazione in fondazione, e la mancata approvazione, da parte dei Ministeri vigilanti, dell’aggiornamento del Regolamento di amministrazione e contabilità deliberato dal Cda il 28 aprile 2022.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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