Controllo sulla gestione finanziaria dell’AdSP del Mare di Sardegna per il 2023 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 116 del 01.10.2025)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria delle Autorità di sistema portuale, esercitato ai sensi dell’art. 2 della legge n. 259 del 1958 e dell’art. 6, comma 9, della legge n. 84 del 1994, non si esaurisce nella verifica della regolarità contabile, ma investe l’efficienza, l’efficacia e l’economicità dell’azione amministrativa. L’Ente che chiude l’esercizio con un consistente avanzo di amministrazione e un’elevata liquidità, a fronte di un disavanzo finanziario determinato dagli investimenti in conto capitale, è tenuto a ricondurre la programmazione delle opere a un cronoprogramma di reale fattibilità, per evitare l’immobilizzo di risorse. La mancata adozione del Documento di programmazione strategica di sistema, strumento essenziale di pianificazione, costituisce un vulnus grave, soprattutto in presenza di ingenti finanziamenti PNRR e PNC. La Corte segnala altresì che gli affidamenti sotto soglia devono rispettare i principi generali del Codice dei contratti pubblici e l’obbligo di ricorso al mercato elettronico per gli acquisti di beni e servizi di importo pari o superiore a 5.000 euro.

Il Fatto

La Corte dei conti, Sezione del controllo sugli enti, ha esaminato il rendiconto generale dell’esercizio 2023 dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna, ente pubblico non economico istituito con il decreto legislativo n. 169 del 2016, che comprende i porti di Cagliari, Olbia-Golfo Aranci, Foxi-Sarroch, Porto Torres, Oristano, Portoscuso-Portovesme, Santa Teresa di Gallura e Arbatax.

Il rendiconto è stato deliberato dal Comitato di gestione il 23 aprile 2024 e approvato dal Ministero vigilante il 28 giugno 2024, con il parere favorevole del Mef. Il controllo si inserisce nella funzione di referto al Parlamento, ai sensi dell’art. 7 della legge n. 259 del 1958, e segue il precedente referto relativo all’esercizio 2022.

La Motivazione della Corte

Sul piano della programmazione, la Corte rileva che non risulta ancora adottato il Dpss. L’Ente ha attribuito il ritardo al rinnovo dei vertici delle amministrazioni locali con cui deve essere raggiunta l’intesa, ma la Sezione ribadisce la necessità che tale strumento venga approvato con urgenza, tanto più in una fase di rilevanti investimenti finanziati dal PNRR. Sul fronte dell’attività negoziale, la Corte sottolinea che nel 2023 ben 417 procedure su 429 sono state svolte extra Consip e Mepa e che solo 12 contratti hanno utilizzato il mercato elettronico, richiamando l’obbligo di ricorso a tale mercato per gli acquisti di importo pari o superiore a 5.000 euro.

Quanto ai profili contabili, la gestione si è chiusa con un disavanzo finanziario di 38,9 milioni, per effetto del saldo negativo delle poste in conto capitale, non interamente coperto dall’avanzo corrente di 37 milioni. L’avanzo di amministrazione è diminuito da 576,6 a 530,4 milioni, mentre l’avanzo economico ammonta a 23,6 milioni e il patrimonio netto a 442,8 milioni. L’aumento del 226,6 per cento degli impegni in conto capitale denota una gestione più attiva sul fronte degli investimenti, ma la Corte rappresenta l’esigenza di ricondurre la programmazione a un cronoprogramma di reale fattibilità, stante l’ingente liquidità di 489,5 milioni.

Sui residui, la Corte evidenzia la vetustà di alcune partite, risalenti fino al 1999. I residui attivi ammontano a 210,3 milioni e i residui passivi a 169,4 milioni, con un incremento del 60,7 per cento di questi ultimi. Sono stati stralciati residui attivi per 9,8 milioni, quasi interamente di parte capitale, relativi a un finanziamento dello Stato risalente al 2000 per il quale è stata comunicata la prescrizione.

Infine, sulle partecipazioni societarie, la Sezione rileva che le tre società partecipate hanno registrato ripetute perdite di esercizio, seguite da richieste di ricapitalizzazione e contributi. La Corte ritiene che l’AdSP debba interrogarsi sulle finalità perseguite da tali partecipazioni, che finora non hanno portato ad alcuna ripresa delle attività.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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