Controllo Corte conti su gestione finanziaria Consap 2023 e raccomandazioni (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 162 del 23.12.2025)
Principi di diritto (Massima)
Nel controllo sulla gestione finanziaria degli enti sottoposti al controllo della Corte dei conti, ai sensi dell’art. 100, secondo comma, della Costituzione e dell’art. 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la Sezione del controllo sugli enti riferisce al Parlamento il risultato dell’esercizio, comunicando il conto consuntivo con le relazioni degli organi di amministrazione e di controllo. Il giudizio di congruità e di efficienza della gestione si accompagna a raccomandazioni non vincolanti, volte a orientare le scelte future dell’ente. Rilevano, in particolare, la tempestività e la completezza delle direttive pluriennali dell’azionista, la valutazione del ricorso all’affidamento diretto e il contenimento dei costi per consulenze. La Sezione valuta inoltre l’adeguatezza degli accantonamenti e la correttezza delle svalutazioni delle partecipazioni in presenza di perdite durevoli di valore.
Il Fatto
La vicenda riguarda il controllo sulla gestione finanziaria della Consap Concessionaria servizi assicurativi pubblici Spa, società interamente partecipata dal Ministero dell’economia e delle finanze, operante come soggetto in house ai sensi dell’art. 16 del d.lgs. 19 agosto 2016, n. 175. La Società gestisce numerosi fondi pubblici denominati gestioni separate, in regime di neutralità economica.
La Corte ha esaminato il conto consuntivo relativo all’esercizio 2023, con le relazioni del Consiglio di amministrazione e del Collegio sindacale, riferendo al Parlamento il risultato del controllo. Il bilancio 2023 chiude con un utile netto di 9,58 mln (3,52 mln nel 2022), per effetto del saldo positivo della gestione caratteristica e di quella finanziaria. L’azionista ha destinato integralmente l’utile a dividendo.
La Motivazione della Corte
Il percorso della Sezione muove dal quadro normativo: la Consap opera in pluri-committenza pubblica e il controllo analogo è disciplinato dall’art. 15 dello statuto, che impone direttive pluriennali entro il 30 novembre di ogni anno. La Corte rileva che le ultime direttive risalgono al 28 novembre 2018 e auspica un aggiornamento più tempestivo, in ragione delle nuove attività affidate.
Sul fronte organizzativo, la Sezione esamina l’adeguamento della struttura, il sistema di controllo interno ex d.lgs. n. 231 del 2001 e l’attività dell’Organismo di vigilanza. Emerge un sistema di controllo interno parzialmente adeguato, con necessità di efficientamento regolatorio e di snellimento dell’iter approvativo. La Corte dà atto dell’adeguamento alle disposizioni in materia di anticorruzione, trasparenza e privacy.
Quanto all’attività negoziale, la Sezione rinnova la raccomandazione a valutare con attenzione il ricorso all’affidamento diretto, dato l’elevato numero di procedure (116 su 122 sotto il previgente codice, 66 su 69 sotto il nuovo). Analogo richiamo riguarda il contenimento dei costi per consulenze, in riduzione rispetto al 2022, ma da affidare previa verifica di indispensabilità.
Sulla gestione patrimoniale, la Corte ripercorre le progressive svalutazioni della partecipazione nel Fondo Sansovino, coperte dal fondo rischi e oneri, fino alla svalutazione integrale. La Sezione reitera la raccomandazione di approfondire le ragioni dell’affidamento del compendio immobiliare e del negativo risultato del Fondo, pendente l’azione di responsabilità per mala gestio.
Infine, la Corte verifica i risultati di gestione: patrimonio netto a 154,68 mln, disponibilità liquide a 221,77 mln, incidenza dei costi operativi sul valore della produzione al 98,1 per cento, con riduzione di 0,2 punti rispetto alla media del triennio.
Nota della Redazione
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