Criticità gestionali nel progetto PNRR di riqualificazione urbana: ritardi esecutivi e carenze istruttorie (Corte dei Conti Sez. contr. Campania n. 47 del 27.01.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione delle risorse del PNRR ai sensi dell’art. 7, comma 7, del decreto-legge n. 77 del 2021, accerta i profili di criticità nella gestione di un intervento finanziato, consistenti nel mancato riscontro a richieste istruttorie sulla gestione economico-finanziaria, in significativi ritardi esecutivi, in un disallineamento dei dati del cronoprogramma rispetto a quelli del sistema ReGiS e nell’errato caricamento di documentazione riferita a un diverso progetto. La funzione di controllo sulla gestione è finalizzata a verificare la legittimità e la regolarità delle gestioni e a garantire l’economicità, efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa, senza che sussista un automatismo tra le criticità rilevate e la responsabilità dei funzionari.
Il Fatto
La Sezione regionale di controllo per la Campania ha avviato un procedimento di monitoraggio, ai sensi dell’art. 7, comma 7, del d.l. n. 77/2021, su un intervento di riqualificazione urbana dell’insediamento di Taverna del Ferro nel Comune di Napoli, finanziato con risorse PNRR per un importo complessivo di euro 64.483.258,39, nell’ambito della misura M5C2I2.2.C. Con nota del 25 luglio 2025, il magistrato istruttore ha richiesto al Comune, in qualità di soggetto attuatore, una relazione sullo stato di avanzamento dei lavori, sugli affidamenti e sulla gestione economico-finanziaria del progetto, nonché l’indicazione delle attività di controllo interno svolte.
La Motivazione della Corte
Premesso l’inquadramento normativo del PNRR e del quadro dei controlli, la Corte ha rilevato che il Comune non ha fornito riscontri puntuali alle richieste istruttorie inerenti alla gestione economico-finanziaria, limitandosi a generici rinvii all’Ufficio PNRR e alla Ragioneria senza allegare relazioni integrative. Quanto allo stato di attuazione, nonostante il raggiungimento della milestone di aggiudicazione dei lavori nel gennaio 2023, l’ente ha dichiarato ritardi nello sviluppo dei progetti esecutivi e nell’avvio del cantiere, attribuendoli a diverse criticità quali le verifiche di interesse archeologico e i vincoli paesaggistici.
Dall’esame dei dati del sistema informativo ReGiS è emerso un avanzamento economico-finanziario pari all’11,2%, con un disallineamento tra l’importo dei pagamenti e quello dei costi realizzati. La Corte ha inoltre rilevato una discordanza sulla data di fine prevista dei lavori (30 giugno 2026 o 30 giugno 2027) e l’errato caricamento nel sistema di documentazione riferita a un diverso CUP, relativo a un altro intervento comunale.
La Sezione ha preso atto delle strutture di monitoraggio e dei protocolli d’intesa istituiti dall’ente per prevenire frodi e illeciti nell’impiego dei fondi PNRR, ma ha sottolineato l’esigenza di conoscere le attività concretamente svolte e i report trasmessi. La Corte ha quindi invitato l’ente a una puntuale esecuzione degli obblighi contrattuali e alla solerte implementazione della fase di rendicontazione tramite ReGiS, per evitare rischi finanziari derivanti dal mancato rispetto del cronoprogramma.
Conseguentemente, la Corte ha accertato la presenza dei profili di criticità nella gestione del progetto e ha disposto la trasmissione della deliberazione al Sindaco e al Presidente del Consiglio comunale, ordinando all’Amministrazione di trasmettere, entro il 28 febbraio 2026, una relazione di aggiornamento sullo stato di realizzazione dell’intervento e sui profili ancora carenti, nonché la pubblicazione della deliberazione sul sito istituzionale ai sensi dell’art. 31 del d.lgs. n. 33/2013.
Nota della Redazione
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