Criticità di governance e banche dati nel Piano ProteggItalia (Corte dei Conti Coll. contr. concomitante n. 12 del 04.04.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il Collegio del controllo concomitante, nell’esercizio della funzione di verifica sulla gestione, accerta le criticità di un piano interministeriale che ha perduto l’originaria unitarietà programmatoria. La sovrapposizione delle strutture amministrative di coordinamento, l’assenza di interoperabilità tra le banche dati documentali e finanziario-contabili, la mancanza di coordinamento nell’azione di programmazione e la carenza nel monitoraggio integrano profili idonei a fondare raccomandazioni ai sensi dell’art. 11 della legge n. 15 del 2009 e dell’art. 22 del d.l. n. 76 del 2020. L’inattività di una struttura di governance, benché non formalmente abrogata, rende più complessa la composizione di un quadro unitario degli interventi e impone un riordino normativo. Le criticità accertate, non implicando le conseguenze pregiudizievoli previste dalle norme richiamate, giustificano l’adozione di raccomandazioni e non di misure sanzionatorie.
Il Fatto
Nell’ambito della programmazione annuale del Collegio del controllo concomitante è stato sottoposto a istruttoria il Piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico, ripristino e tutela della risorsa ambientale, denominato ProteggItalia, approvato con DPCM del 20 febbraio 2019. Il Piano, destinato a coordinare in un unico quadro pluriennale i programmi di contrasto al dissesto idrogeologico, ha stanziato complessivi 14,3 miliardi di euro in un arco temporale di dodici anni e ha individuato quali soggetti competenti la Presidenza del Consiglio dei ministri e diversi Ministeri.
L’istruttoria, articolata in più note e in due audizioni, ha coinvolto il Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica. Le risultanze sono state sottoposte a contraddittorio con la relazione conclusiva trasmessa al Presidente del Collegio, alla quale le Amministrazioni hanno replicato solo parzialmente.
La Motivazione della Corte
Il Collegio osserva che le osservazioni delle Amministrazioni consentono solo parzialmente di superare le criticità rilevate. Queste ultime riguardano essenzialmente il profilo della governance, per la sovrapposizione delle strutture amministrative di coordinamento, il sistema delle banche dati, per la mancanza di un sistema di interoperabilità, l’assenza di coordinamento e unitarietà dell’azione di programmazione degli interventi e la carenza nel monitoraggio, a causa del ritardo nella trasmissione delle informazioni da parte dei soggetti incaricati dell’alimentazione dei sistemi informativi.
Il Piano ha assunto una fisionomia diversa rispetto alle intenzioni originarie. Esso avrebbe dovuto perseguire la formazione di un quadro unitario e tassonomico dei fabbisogni, della sintesi delle risorse finanziarie disponibili, della ripartizione dei carichi operativi e del piano delle azioni. La corretta realizzazione avrebbe dovuto essere assicurata dalla Cabina di regia Strategia Italia, dalla Struttura di missione InvestItalia e dall’Unità tecnica per il dissesto. Dalle interlocuzioni è emerso invece che la Cabina di regia ha svolto le proprie funzioni soltanto nel corso dell’anno di insediamento, risultando da allora inattiva, benché non formalmente abrogata, e che la Struttura di missione InvestItalia è stata sostanzialmente soppressa dalla legge n. 197 del 2022.
La necessità di un approccio unitario nella programmazione e nell’attuazione degli interventi non può prescindere da una effettiva governance. L’omogeneità delle linee guida e un incisivo controllo degli interventi sono gli ingredienti necessari ad assicurare l’operatività del Piano. L’esercizio delle funzioni di impulso è indispensabile per stigmatizzare inerzie o carenze e censurare irregolarità che potrebbero compromettere l’efficacia degli interventi. Il Collegio prende atto di iniziative tendenti al superamento delle criticità, tra cui l’istituzione di un Gruppo di lavoro interministeriale e il ruolo attribuito al Dipartimento Casa Italia dall’art. 29-bis del d.l. n. 13 del 2023, ma rileva che in audizione è emersa la possibilità di un solo coordinamento informativo, in assenza dell’invocato intervento normativo.
Relativamente ad alcuni interventi campionati, il Collegio rileva un leggero ritardo nell’attuazione e un mancato o parziale aggiornamento delle banche dati, con una non esatta corrispondenza tra gli importi indicati in BDAP e quelli della documentazione disponibile. L’obsolescenza dei dati si riflette negativamente sul monitoraggio. L’assenza di cronoprogrammi formalizzati rende difficoltoso il controllo concomitante, anche per la presenza di dati risalenti al 31 dicembre 2023.
Il Collegio accerta le criticità indicate in motivazione, precisando che esse non sono tali da implicare le conseguenze dell’art. 11 della legge n. 15 del 2009 e dell’art. 22 del d.l. n. 76 del 2020. Raccomanda quindi al Dipartimento Casa Italia di procedere celermente al prospettato riordino normativo con rafforzamento della governance, al Ministero dell’ambiente di assicurare l’interoperabilità e l’aggiornamento delle banche dati e a entrambe le Amministrazioni di assicurare l’adozione di specifici cronoprogrammi. Le Amministrazioni sono invitate a riferire nel termine di quarantacinque giorni; alla mancata comunicazione il Collegio attribuirà il significato di mancata adozione di ogni misura.
Nota della Redazione
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