Curriculum autocertificato e autoresponsabilità del candidato nelle procedure concorsuali (Cons. Stato n. 9392 del 22.11.2024)

Principi di diritto (Massima)
Nelle procedure concorsuali per la copertura di posti di professore universitario, in cui la valutazione comparativa della Commissione si fonda in modo fideistico sul curriculum autocertificato, il candidato è tenuto, in forza del principio di autoresponsabilità, a verificare con particolare rigore la corrispondenza al vero di quanto dichiarato. La presenza di dati non rispondenti alla realtà, relativi a titoli e attività didattica oggetto di valutazione, integra una violazione dei principi di correttezza e buona fede e assume incidenza viziante sul giudizio complessivo, salva la prova — che grava sul candidato — che la Commissione non ne abbia tenuto conto. Il principio opera in modo rafforzato e a prescindere dal profilo soggettivo del dolo o della colpa del dichiarante, quale baluardo della par condicio tra i concorrenti. La sola erroneità o imprecisione, in assenza di specifiche previsioni di legge o di bando, non ha efficacia escludente, ma legittima l’annullamento con rivalutazione delle candidature e la rimessione all’Ateneo del controllo sulla veridicità delle dichiarazioni.

Il Fatto

Una candidata impugna davanti al TAR Lazio gli atti della procedura selettiva per un posto di professore di I fascia, conclusa con la dichiarazione di vittoria di un’altra concorrente. La ricorrente deduce l’illogicità del giudizio della Commissione, la carenza di valutazione comparativa, il travisamento dei presupposti e, soprattutto, la non veridicità delle dichiarazioni rese dalla vincitrice nel curriculum allegato alla domanda, quanto a progetti di ricerca, docenza e indici bibliometrici.

Il TAR Lazio, con sentenza n. 19247 del 2023, accoglie il ricorso in via assorbente sul terzo motivo, rilevando che il giudizio della Commissione si è formato su titoli in realtà non sussistenti, e annulla gli atti, imponendo all’Ateneo di rinnovare la valutazione mediante Commissione in diversa composizione. La vincitrice propone appello, sostenendo che le sviste nel curriculum costituiscano meri errori materiali di compilazione, privi di carattere viziante in assenza di volontà decettiva.

La Motivazione della Corte

Il Consiglio di Stato respinge il gravame. La tesi dell’appellante muove da una pretesa trascurabilità degli errori che non spiega come la condotta non contrasti con il principio di autoresponsabilità e con i principi di correttezza e buona fede, e trascura il dato che in un giudizio complessivo ogni dato non rispondente alla realtà può essere fuorviante e decisivo.

La Sezione richiama l’orientamento secondo cui proprio sul curriculum si fonda anzitutto, fideisticamente, la valutazione della Commissione (Cons. St., sez. VII, n. 4680 del 2022). Da ciò deriva il dovere dei partecipanti di verificare con rigore la corrispondenza al vero delle dichiarazioni, per non indurre in errore l’organo valutatore.

Il Collegio ribadisce che il principio di autoresponsabilità opera in modo rafforzato nelle procedure concorsuali e preclude al privato di trarre vantaggio da dichiarazioni non veritiere, vincolando l’amministrazione alle conseguenti determinazioni a prescindere dal profilo soggettivo del dolo o della colpa (Cons. St., sez. IV, n. 2916 del 2022; Cons. St., sez. V, n. 6729 del 2024). Non è invocabile il soccorso istruttorio, che attribuirebbe al candidato un vantaggio in violazione della par condicio.

Quanto al profilo dell’efficacia escludente, la Corte conferma la correttezza della sentenza nella parte in cui ha rimesso all’Università la valutazione sulla rilevanza degli errori, potenzialmente integranti falsità ai sensi dell’art. 75 del d.P.R. n. 445 del 2000, precisando che la sola imprecisione, in assenza di previsioni di legge o di bando, non può avere ex se efficacia escludente.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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