Sopravvenuto regolamento comunale sui dehors e improcedibilità dell’appello per carenza di interesse (Cons. Stato n. 4468 del 22.05.2025)
Principi di diritto (Massima)
La sopravvenuta approvazione di un regolamento comunale che disciplina l’installazione di dehors e manufatti di pertinenza dei pubblici esercizi determina la carenza di interesse alla decisione dell’appello con cui si controverte della legittimità di un ordine di demolizione di analogo manufatto. Il giudice d’appello dichiara pertanto l’improcedibilità del gravame per sopravvenuta carenza di interesse, non essendo più utile la pronuncia sul merito delle censure edilizie e paesaggistiche. Il nuovo assetto regolamentare incide sul rapporto sostanziale in modo tale da rendere priva di utilità la decisione sulla legittimità dell’atto impugnato. La declaratoria di improcedibilità assorbe ogni altra questione, comprese quelle relative alla qualificazione dell’opera e alla necessità dei titoli abilitativi.
Il Fatto
Le società ricorrenti e il loro legale rappresentante esercitano attività di ristorazione e bar in un locale condotto in locazione, nel quale è stata realizzata una veranda aderente al fabbricato, composta da pedana in legno, struttura metallica su montanti con parapetti e finestrature in teli di PVC e copertura con tenda retrattile. Il Comune ha ordinato la demolizione del manufatto con ordinanza n. 21 del 4 aprile 2018.
Il TAR Liguria ha respinto il ricorso, ritenendo che le caratteristiche plano-volumetriche e la funzione stabile dell’opera richiedessero il permesso di costruire e l’autorizzazione paesaggistica. Le parti hanno proposto appello, cui ha resistito una proprietaria dell’immobile con autonomo gravame. Nel corso del giudizio è intervenuta l’approvazione del regolamento comunale sui dehors.
La Motivazione della Corte
Il Collegio riunisce i due appelli, proposti avverso la medesima sentenza, e affronta la questione preliminare della sopravvenuta carenza di interesse. Gli appellanti hanno rappresentato che il Consiglio comunale ha approvato il regolamento per l’installazione di dehors e manufatti di pertinenza dei pubblici esercizi.
Il punto centrale dell’appello verteva sulla qualificazione dell’opera: se la veranda costituisse nuova costruzione, soggetta a titolo edilizio, o piuttosto una pergotenda, opera precaria per caratteristiche costruttive e funzionali e come tale sottratta al permesso di costruire. Le difese richiamavano anche gli allegati del d.P.R. n. 31/2017 per escludere l’autorizzazione paesaggistica.
Il Collegio non entra nel merito di tali censure, perché la sopravvenuta regolamentazione comunale incide sul presupposto stesso della controversia. Il nuovo regolamento disciplina la materia oggetto dell’ordine di demolizione e rende priva di utilità pratica la pronuncia sulla legittimità dell’atto.
Ne deriva la dichiarazione di improcedibilità degli appelli per sopravvenuta carenza di interesse. La mancata costituzione del Comune esime il giudice dalla pronuncia sulle spese.
Nota della Redazione
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