Ordine di demolizione al detentore senza istruttoria sui responsabili dell’abuso (Cons. Stato n. 295 del 13.01.2026)

Principi di diritto (Massima)
L’ordine di demolizione di opere abusive deve fondarsi su un’istruttoria che individui i soggetti destinatari e il titolo per cui rispondono dell’abuso. L’individuazione delle persone presenti al sopralluogo, priva di qualsiasi riferimento al legame con l’area, non integra il supporto motivazionale richiesto. È invece sufficiente, ai fini del potere repressivo, l’accertamento dell’esecuzione delle opere sine titolo, restando estranea al giudizio amministrativo la verifica della compatibilità urbanistica. L’acquisizione al patrimonio comunale ex art. 30 d.P.R. n. 380/2001 opera a titolo originario e prevale sull’acquisto del terzo assuntore del fallimento, anche a prescindere dall’anteriorità della trascrizione.

Il Fatto

Una società acquirente dell’attivo fallimentare, omologato dal Tribunale con decreto del 3.02.2023, e la società comodataria dell’area proponevano ricorso avverso l’ordinanza con cui il Comune aveva ingiunto la demolizione di una tettoia di circa 207 mq e di tre box prefabbricati, qualificando le opere come abusive e richiamando l’avvenuta acquisizione dell’area al patrimonio comunale.

I ricorrenti deducevano di aver conseguito la disponibilità del compendio solo nel 2023, a fronte di opere realizzate molti anni prima, e contestavano la propria individuazione quali responsabili. Il TAR respingeva il ricorso; seguiva appello, con cui si censurava anche la qualificazione dell’acquisto comunale e la ritenuta irrilevanza della sentenza penale di assoluzione per lottizzazione abusiva.

La Motivazione della Corte

Il Collegio accoglie l’appello limitatamente al difetto di istruttoria nell’individuazione dei destinatari. Dall’ordinanza impugnata emerge che il Dirigente dell’UTC, pur contestando con precisione le opere, non era in grado di indicarne i responsabili e aveva dovuto chiedere alla Polizia Municipale le generalità dei soggetti interessati.

Il verbale di sopralluogo difetta dell’indicazione di chi deteneva le opere. La nota successiva si limita a comunicare i nominativi delle persone individuate durante il controllo, senza alcun riferimento al tipo di legame esistente tra costoro e i terreni. Tale elemento è insufficiente a fondare la loro qualificazione come destinatari dell’ordine di demolizione.

È invece infondata la censura sull’abuso formale. La verifica di compatibilità delle opere con la normativa urbanistica non costituisce presupposto del potere repressivo, poiché l’art. 31, comma 2, d.P.R. n. 380/2001 consente l’ingiunzione già in presenza di interventi eseguiti in assenza di permesso. Le dimensioni e la destinazione non temporanea dei manufatti rendono evidente la necessità del titolo; le opere accessorie (quadro elettrico, innesto idrico, palo con telecamere, caditoia) sono funzionali all’uso commerciale del piazzale e non valutabili atomisticamente. La mancata partecipazione al verbale non rileva, trattandosi di attività dovuta e vincolata.

Quanto alla proprietà, l’effetto acquisitivo discende direttamente dalla legge, decorso il termine di novanta giorni dalla notifica dell’ordinanza del 17.04.2008, la cui legittimità è stata confermata in appello. L’acquisto è a titolo originario, con caducazione del diritto dominicale preesistente e degli altri diritti gravanti sull’area, senza che rilevi l’anteriorità della trascrizione, secondo il richiamato precedente Cons. Stato n. 2459 dell’8.03.2023. La trascrizione comunale, in ogni caso, precede quella del decreto di omologa.

La sentenza penale di assoluzione per lottizzazione abusiva non incide, poiché essa stessa esclude ogni valutazione sulla legittimità urbanistica dei titoli edilizi e attiene all’elemento soggettivo del reato, estraneo al giudizio amministrativo. L’ordinanza va pertanto annullata nei sensi esposti, con salvezza del potere del Comune di riesercitare il potere, previa completa istruttoria, per individuare i responsabili e riemettere l’ordine. Spese compensate.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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