Destinazione agricola legittima anche in assenza di vocazione agricola dell’area (TAR Lombardia n. 3767 del 23.12.2024)

Principi di diritto (Massima)
In materia di pianificazione urbanistica il Comune dispone di ampia discrezionalità e la posizione del privato è recessiva rispetto alle scelte di merito, sindacabili solo per arbitrarietà o irragionevolezza manifeste, ovvero per travisamento dei fatti. La destinazione a verde agricolo di un’area è legittima anche quando l’area non abbia effettiva vocazione agricola, ove risponda a esigenze di ordinato governo del territorio e di contenimento del consumo di suolo. L’art. 208, comma 6, del D. Lgs. n. 152 del 2006 determina una variante automatica dello strumento urbanistico, ma tale variante ha carattere temporaneo e opera sino alla cessazione dell’autorizzazione, senza attribuire al privato un affidamento qualificato alla conservazione della destinazione produttiva.

Il Fatto

La società ricorrente è proprietaria di un’area di circa 56.500 mq nel Comune di Parabiago, sulla quale insiste un impianto di trattamento e recupero di rifiuti speciali non pericolosi, autorizzato dalla Città Metropolitana di Milano ai sensi dell’art. 208 del D. Lgs. n. 152 del 2006 fino al febbraio 2029. Con deliberazione consiliare n. 24 del 7 maggio 2020 il Comune ha adottato la Variante Generale del P.G.T., destinando a “tessuto agricolo” una porzione del compendio di circa 34.500 mq.

Le osservazioni presentate dalla società, volte al ripristino della destinazione produttiva, sono state respinte con deliberazione n. 80 del 25 novembre 2020, che ha confermato l’azzonamento agricolo e ha ricompreso l’area tra quelle concorrenti alla riduzione del consumo di suolo. La ricorrente ha quindi impugnato le due deliberazioni davanti al TAR, deducendo violazione dell’art. 208, comma 6, del D. Lgs. n. 152 del 2006, falsa applicazione delle N.T.A. del P.G.T., difetto di istruttoria, travisamento e contraddittorietà. Il Comune ha eccepito in via preliminare l’inammissibilità per carenza di interesse.

La Motivazione della Corte

Il Collegio ha ritenuto di poter prescindere dall’eccezione preliminare, avendo il ricorso esito infondato nel merito. Il nucleo della decisione riguarda il rapporto tra l’autorizzazione ex art. 208 e la scelta pianificatoria comunale.

Il Tribunale ha ribadito l’ampia discrezionalità riconosciuta al Comune in materia urbanistica, con conseguente reclusione dell’interesse del privato alla conferma della previgente destinazione a interesse di mero fatto. Non sussiste alcun divieto di reformatio in peius della zonizzazione precedente, né un affidamento qualificato alla conservazione della destinazione produttiva.

La finalità di limitazione del consumo di suolo è stata ritenuta idonea a supportare la scelta pianificatoria. Il Collegio ha richiamato l’orientamento secondo cui la destinazione a verde agricolo non implica necessariamente il perseguimento diretto di interessi agricoli, potendo rispondere a esigenze di ordinato governo del territorio e di equilibrio delle condizioni di vivibilità.

Quanto al rapporto con l’autorizzazione produttiva, il TAR ha osservato che il Comune ha preso atto della presenza dell’impianto e della disciplina autorizzativa, recepita anche graficamente nella tavola del piano delle regole. L’autorizzazione opera su un piano puntuale e temporalmente determinato, mentre lo strumento pianificatorio ha portata generale e a tempo indeterminato. La variante automatica determinata dall’art. 208 ha carattere temporaneo, ancorato alla durata del provvedimento presupposto, senza ultrattività della destinazione impressa.

Il Tribunale ha inoltre distinto la destinazione agricola impressa dal piano comunale da quella attribuita da strumenti sovracomunali, rilevando che solo rispetto alla prima è concretamente esperibile il procedimento derogatorio ex art. 208. Ne è derivata la qualificazione delle contestazioni della ricorrente come censure di merito, inammissibili in sede giurisdizionale, e l’integrale rigetto del ricorso, con compensazione delle spese.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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