Improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse sul piano di dimensionamento scolastico superato (TAR Puglia n. 1040 del 18.08.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il ricorso proposto avverso il piano regionale di dimensionamento scolastico diviene improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse quando, nelle more del giudizio, sopravvenga un nuovo piano che recepisca il precedente per quanto non variato. Il nuovo provvedimento non è atto meramente confermativo, ma atto di conferma: investe l’intero assetto degli istituti scolastici regionali e, ove non muti l’assetto precedente, lo conferma con autonoma determinazione che supera il piano impugnato. La sopravvenienza di tale atto fa venir meno l’interesse alla pronuncia di annullamento. La declaratoria di improcedibilità consegue alla valutazione complessiva dell’assetto scolastico rideterminato dall’amministrazione regionale.
Il Fatto
I ricorrenti, appartenenti alla comunità scolastica di un circolo didattico di San Severo, hanno impugnato le deliberazioni con cui la Giunta regionale della Puglia ha approvato il piano di dimensionamento scolastico per l’anno 2024/2025, lamentando lo smembramento del circolo didattico malgrado la maggiore utenza numerica e le politiche di inclusione sviluppate. Con due distinti motivi hanno dedotto eccesso di potere per arbitrarietà, irrazionalità e contraddittorietà del piano, nonché violazione dell’art. 3, comma 1, della legge n. 241/1990 per difetto di motivazione e di istruttoria.
La Regione Puglia e il Ministero dell’Istruzione si sono costituiti eccependo l’inammissibilità e l’infondatezza del ricorso. In vista dell’udienza pubblica la difesa erariale ha depositato il nuovo piano di dimensionamento per l’anno 2025/2026, chiedendo che fosse rilevato il sopravvenuto difetto di interesse.
La Motivazione della Corte
Il Collegio prende atto che nelle more del giudizio è stato approvato il nuovo piano di dimensionamento scolastico con DGR n. 1891 del 30.12.2024, già prodotta in giudizio dalla Regione. La questione giuridica attiene alla qualificazione di tale atto e alla sua incidenza sull’interesse a ricorrere.
Il Tribunale esclude che si tratti di un atto meramente confermativo. Il nuovo piano presuppone e recepisce il precedente per quanto non variato, ma non si limita a richiamarlo: prende in considerazione l’intero assetto degli istituti scolastici della Regione. Ne deriva che, ove non muti l’assetto delineato dal piano anteriore, esso viene confermato con nuovo provvedimento che supera il precedente.
La qualificazione dell’atto come atto di conferma — e non come mera conferma — è il passaggio centrale del ragionamento. La nuova determinazione regionale sostituisce il piano impugnato nella disciplina dell’assetto scolastico, rendendo priva di utilità una pronuncia di annullamento fondata sul precedente atto. L’interesse dei ricorrenti alla decisione del ricorso, pertanto, è venuto meno.
Il Collegio non esamina nel merito i motivi di eccesso di potere e di difetto di motivazione, assorbiti dalla declaratoria di improcedibilità. Il ricorso è dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Le spese processuali sono compensate in considerazione della natura della controversia.
Nota della Redazione
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