Ertragsfähigkeit del maso chiuso e criteri di valutazione della Landeshöfekommission (TAR Trentino-Alto Adige n. 137 del 08.05.2025)

Principi di diritto (Massima)
La valutazione della ertragsfähigkeit di un maso chiuso, ai fini della sua conservazione o dell’accoglimento della domanda di scioglimento ex art. 36 L.G. n. 17/2001 in combinato disposto con l’art. 2 L.G. n. 17/2001, non si ancora alla concreta conduzione del fondo da parte del proprietario, ma ai parametri di una gestione ordinaria e normale, riferiti all’ambiente agricolo in cui il maso è situato e alle potenzialità reddituali di un agricoltore medio secondo gli usi locali. In tale calcolo rientrano anche i redditi potenziali derivanti dall’attività agrituristica, ove questa sia ortsüblich e economicamente sostenibile nella zona. Il vaglio della Landeshöfekommission integra un potere tecnico discrezionale: le relative scelte, se sorrette da criteri oggettivi e verificabili, non sono sindacabili nel merito e possono essere censurate solo per eccesso di potere o travisamento. Non è illegittima l’adozione del reddito di un lavoratore agricolo specializzato quale parametro di raffronto per determinare l’angemessener Lebensunterhalt di una famiglia di quattro persone.

Il Fatto

Due sorelle, proprietarie per quote uguali di un maso chiuso situato in Obermais, acquistato nel 2020 per donazione dal padre, presentano domanda alla Höfekommission di Merano per ottenere l’autorizzazione al distacco di due particelle e, in via subordinata, lo scioglimento del maso. Il fondo comprende un edificio storico tutelato, circa 2 ettari di superficie agricola utile e alcune aree boschive, ed è stato in passato interessato da ripetute separazioni che ne hanno ridotto la consistenza.

La commissione locale respinge l’istanza di distacco ma accoglie quella di scioglimento, subordinandola all’attribuzione delle particelle ad altri masi chiusi. L’Ufficio per il patrimonio agricolo provinciale propone reclamo ex art. 44 L.G. n. 17/2001. La Landeshöfekommission accoglie il reclamo e respinge lo scioglimento, ravvisando la capacità del fondo di produrre il reddito minimo richiesto. Le ricorrenti impugnano la decisione davanti al giudice amministrativo.

La Motivazione della Corte

Il collegio ricostruisce il quadro normativo offerto dalla legge provinciale n. 17/2001, rilevando che la perdita della qualità di maso chiuso non opera ipso iure, ma richiede un provvedimento espresso della commissione locale, e che il potere di vigilanza della Landeshöfekommission si limita all’oggetto del reclamo proposto.

Con riguardo al primo motivo, il Tar richiama il principio consolidato secondo cui, per determinare il reddito complessivo, non rileva la gestione effettiva del titolare, ma il parametro della ordinaria e normale conduzione, ancorato alle potenzialità reddituali di un imprenditore agricolo medio secondo gli usi del luogo, in coerenza con la funzione pubblica attribuita alle commissioni. Su questa base, il collegio esclude che la commissione abbia fatto ricorso a criteri arbitrari o illogici, avendo utilizzato medie pluriennali delle rese e dei prezzi correnti dell’area di Merano, previa detrazione dei costi di esercizio.

Quanto alla attività agrituristica, il Tar ritiene legittima l’inclusione dei redditi potenziali, in quanto la località di Obermais rende tale attività ortsüblich e economicamente sensata; peraltro le stesse ricorrenti avevano invocato tale criterio a sostegno dell’istanza di distacco.

Sull’angemessener Lebensunterhalt, il collegio respinge la censura relativa all’uso del reddito di un lavoratore agricolo specializzato, in linea con la propria giurisprudenza consolidata. Le rilevazioni ISTAT e ASTAT, secondo il Tar, esprimono una media sociale complessiva non significativa per le famiglie agricole, anche in ragione dell’autoconsumo e dell’incidenza dei costi abitativi.

Il secondo motivo è respinto perché la decisione negativa sulla separazione delle particelle non fu oggetto del reclamo e rimase estranea al perimetro del riesame. Il terzo motivo resta assorbito, essendo sufficiente la validità di una sola delle plurime motivazioni poste a sostegno del provvedimento. L’istanza di consulenza tecnica viene quindi rigettata per difetto di decisività, con condanna delle ricorrenti alle spese.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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