Sopravvenuta rimozione dei manufatti e improcedibilità del ricorso per carenza di interesse (TAR Puglia n. 884 del 11.07.2026)
Principi di diritto (Massima)
Nel processo amministrativo, la sopravvenuta rimozione spontanea del manufatto oggetto del provvedimento impugnato determina l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse. L’eventuale interesse all’accertamento dell’illegittimità dell’atto, ai soli fini risarcitori, deve essere dedotto e dichiarato dalla parte ricorrente nelle forme e nei termini previsti dall’art. 73 c.p.a., non potendo il giudice procedere d’ufficio a tale verifica in assenza di una specifica istanza.
Il Fatto
La società ricorrente, titolare di un’autorizzazione all’installazione di strutture amovibili per l’attività balneare, aveva richiesto al Comune la proroga della validità del titolo e il mantenimento annuale dei manufatti ai sensi della normativa emergenziale e della legge regionale. L’Amministrazione aveva rigettato l’istanza e la società aveva impugnato il provvedimento dinanzi al TAR, deducendo violazioni di legge ed eccesso di potere.
La Motivazione della Corte
Nel corso del giudizio, il Comune ha depositato documentazione comprovante l’avvenuta rimozione spontanea delle strutture, effettuata dalla stessa ricorrente. Sulla base di tale sopravvenienza, l’Amministrazione ha eccepito l’improcedibilità del ricorso per carenza di interesse, rilevando l’assenza di qualsiasi utilità concreta derivante da un’eventuale pronuncia di annullamento.
Il Collegio ha accolto l’eccezione, richiamando il principio per cui il processo amministrativo ha natura soggettiva ed è retto dal principio dispositivo. La mancata contestazione dei fatti sopravvenuti e l’assenza di una dichiarazione di interesse all’accertamento dell’illegittimità dell’atto ai fini risarcitori, ai sensi dell’art. 34, comma 3, c.p.a., hanno condotto alla declaratoria di improcedibilità ex artt. 35, comma 1, lett. c) e 85, comma 9, c.p.a.
Le spese di lite sono state compensate, considerata l’evoluzione della vicenda processuale e la natura in rito della decisione.
Nota della Redazione
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