Obbligo di provvedere sull’istanza di riqualificazione di aree con vincolo espropriativo decaduto (TAR Sicilia n. 3661 del 22.12.2025)

Principi di diritto (Massima)
La destinazione urbanistica a parcheggio e viabilità primaria di P.R.G. integra un vincolo preordinato all’espropriazione, perché incompatibile con la permanenza del fondo in proprietà privata e destinata a fruizione soggettivamente pubblica. Decaduto il vincolo, l’area resta inedificabile e sorge in capo all’Amministrazione un obbligo di provvedere sull’istanza di riqualificazione, colmando la lacuna della pianificazione. Il silenzio-inadempimento serbato dal Comune è pertanto illegittimo e va accertato, con condanna a pronunciarsi in via espressa entro un termine e nomina del commissario ad acta per l’ipotesi di perdurante inerzia.

Il Fatto

La ricorrente è proprietaria di un’area sita in Rosolini, censita in catasto al foglio 38, particella 494, già destinata dal Piano Regolatore Generale a parcheggio e viabilità primaria a servizio della zona D1/1. Con istanza trasmessa il 5 settembre 2025 ha chiesto l’attribuzione di una nuova destinazione urbanistica e, in alternativa, la reiterazione a titolo oneroso del vincolo preordinato all’esproprio ormai decaduto, con determinazione e corresponsione dell’indennizzo ai sensi dell’art. 39 del d.P.R. n. 327/2001.

Il Comune, regolarmente intimato, non si è costituito e non ha opposto alcun provvedimento. La ricorrente ha quindi proposto ricorso avverso il silenzio-inadempimento, chiedendo l’accertamento dell’obbligo di provvedere.

La Motivazione della Corte

Il Collegio muove dal certificato di destinazione urbanistica in atti, che qualifica l’area come destinata a “parcheggio e viabilità primaria e/o di quartiere di P.R.G.”. La destinazione a strada di piano regolatore integra un vincolo a carattere espropriativo, in quanto per sua intrinseca natura la strada è destinata a una pubblica utilizzazione e risulta incompatibile con la permanenza del fondo in proprietà privata.

Sul punto il Tribunale richiama un indirizzo consolidato secondo cui sussiste un vincolo preordinato all’espropriazione ogni volta che la destinazione dell’area consenta la realizzazione di opere destinate esclusivamente alla fruizione soggettivamente pubblica (cfr. Cons. Stato, Sez. IV, n. 1021 del 2013; C.G.A.R.S. n. 95 del 2011, n. 344 del 2015, n. 627 del 2019). La costruzione di strade pubbliche non può avvenire a iniziativa del privato, con la conseguenza che un vincolo di piano di siffatta natura va considerato alla stregua di un atto provvedimentale a contenuto ablatorio (cfr. C.G.A.R.S. n. 383 del 2022).

Affermata la natura espropriativa del vincolo, il Collegio passa all’obbligo di provvedere sull’istanza di riqualificazione. L’indirizzo amministrativo ha da tempo chiarito che i limiti di edificabilità relativi alle “zone bianche” hanno carattere provvisorio e che è preciso obbligo dell’Amministrazione colmare prontamente ogni lacuna della pianificazione, dettando per tali aree una nuova disciplina urbanistica (cfr. Cons. Stato, Sez. IV, n. 432 del 2005 e i precedenti del TAR Sicilia richiamati).

L’obbligo di provvedere presuppone quindi la necessità di ritipizzazione dell’area conseguente alla decadenza del vincolo espropriativo; in tali ipotesi, osserva il Collegio, risulta illegittimo il silenzio serbato sull’istanza-diffida dell’interessato (cfr. Cons. Stato, Sez. IV, n. 5667 del 2012).

Accertato l’inadempimento, il ricorso è accolto: il Comune è condannato a pronunciarsi espressamente entro novanta giorni dalla comunicazione o notifica della decisione. Per l’ipotesi di perdurante inerzia è nominato commissario ad acta il Segretario Generale del Comune, con ulteriore termine di centoventi giorni e obbligo di comunicare l’insediamento alla Segreteria della Sezione. Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate in dispositivo.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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