Ordine di demolizione legittimo nonostante l’istanza di sanatoria in pendenza (TAR Sicilia n. 2190 del 09.07.2025)

Principi di diritto (Massima)
La presentazione dell’istanza di accertamento di conformità di un manufatto realizzato sine titulo non incide, per il principio tempus regit actum, sulla legittimità dell’ordine di demolizione già emesso. Essa può al più condizionare l’efficacia dell’ordine demolitorio, comportando la sospensione dei soli effetti e impedendo la prosecuzione del procedimento culminante con l’eventuale acquisizione gratuita dell’immobile. A fronte della commissione di abusi edilizi, che costituiscono illeciti permanenti, non può configurarsi alcun affidamento degno di tutela. Il procedimento sanzionatorio è tipizzato dal legislatore e non prevede alcun bilanciamento o comparazione di interessi pubblici e privati in sede di adozione dell’atto finale. Il silenzio-rigetto sulla domanda di sanatoria costituisce esito tipizzato dalla legge, che espressamente esclude la necessità di un provvedimento espresso e motivato.

Il Fatto

Il ricorrente, proprietario di un immobile in Ramacca, aveva eseguito con CILA alcune opere edilizie riguardanti la facciata e la realizzazione di una scala esterna di collegamento tra piano terra e balcone del primo piano. Secondo la prospettazione, per mero errore materiale la scala sarebbe stata realizzata su uno spazio appartenente al patrimonio del Comune. Da ciò era derivata l’ordinanza di demolizione n. 32 del 27/8/2024.

Il ricorrente impugnava il provvedimento deducendo la doppia conformità urbanistica del manufatto e la pendenza della domanda di sanatoria, la natura pertinenziale dell’opera e la formazione di un affidamento per il tempo trascorso. Con motivi aggiunti impugnava poi il silenzio-rifiuto formatosi sulla richiesta di permesso di costruire in sanatoria. Il Comune si costituiva chiedendo il rigetto.

La Motivazione della Corte

Il TAR rigetta tanto il ricorso principale quanto i motivi aggiunti. Quanto al primo motivo, il Collegio afferma che la presentazione dell’istanza di accertamento di conformità non può incidere, in base al principio tempus regit actum, sulla legittimità dell’ordine di demolizione precedentemente emesso, potendo al più sospenderne gli effetti e impedire la prosecuzione del procedimento sanzionatorio. Decisiva è inoltre la circostanza che l’istanza di sanatoria ha avuto esito negativo, essendosi formato il silenzio-rigetto.

Il secondo motivo è parimenti infondato. Il Tribunale esclude che possa assegnarsi valenza secondaria a una scala realizzata all’esterno dell’immobile, che comporta volumetria aggiuntiva e impatto sui prospetti. Rilievo ancora più radicale assume la circostanza che le opere non autorizzate sono state realizzate su superficie costituente patrimonio del Comune, con occupazione di area pubblica: l’abuso non è quindi di minore rilievo.

Sul preteso affidamento, il Collegio rileva il breve tempo trascorso, pari a un anno, tra realizzazione e ingiunzione, lasso inadeguato a fondare alcun convincimento, e soprattutto l’avvenuta usurpazione di suolo pubblico. Non è necessaria una motivazione specifica sull’interesse pubblico, poiché il procedimento è tipizzato dal legislatore e non prevede bilanciamento di interessi, non potendosi configurare un affidamento tutelabile alla conservazione di una situazione abusiva (richiamati Cons. Stato, sez. VII, n. 8993 del 2022, Cons. Stato, sez. VI, n. 1552 del 2021 e C.G.A.R.S. n. 135 del 2021). Gli abusi edilizi costituiscono illeciti permanenti e l’affidamento presuppone la buona fede, per definizione assente (Ad. Plen. n. 9 del 2017).

Quanto ai motivi aggiunti, il TAR li ritiene palesemente infondati: il ricorrente si è limitato a lamentare la violazione del preteso diritto a un provvedimento positivo e motivato, trascurando che il silenzio-rigetto è esito tipizzato che esclude la necessità di un provvedimento espresso, né ha formulato altre censure o fornito prova dei requisiti per la sanatoria. Il ricorso è rigettato con condanna alle spese in favore del Comune, liquidate in € 1.500,00 oltre accessori.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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