Piena conoscenza del provvedimento e decorrenza del termine di impugnazione (TAR Sicilia n. 1480 del 22.04.2024)
Principi di diritto (Massima)
Ai fini della decorrenza del termine decadenziale di impugnazione, la piena conoscenza del provvedimento amministrativo lesivo non richiede la conoscenza integrale dell’atto né di tutti gli atti endoprocedimentali, ma soltanto la percezione dell’esistenza del provvedimento e degli aspetti che ne rendono evidente la lesività della sfera giuridica del potenziale ricorrente. La conoscenza dei profili di illegittimità e degli atti del procedimento influisce sul contenuto del ricorso e sulla causa petendi, e può essere fatta valere mediante motivi aggiunti entro il nuovo termine di sessanta giorni. L’affissione in loco dell’avviso concernente i dati identificativi dell’intervento e del provvedimento di approvazione del progetto integra la conoscenza dell’atto nella sua portata immediatamente lesiva, onerando gli interessati della tempestiva impugnazione. La ratio del termine breve di decadenza è la certezza del diritto e la stabilità dei rapporti giuridici di diritto pubblico.
Il Fatto
I ricorrenti, un condominio e una condomina, impugnavano la deliberazione della Giunta del Comune di Catania n. 123 del 20 luglio 2022, con cui era stato approvato in linea amministrativa il progetto definitivo di un centro comunale di raccolta (isola ecologica), unitamente agli atti connessi e all’aggiudicazione. Deducevano plurimi profili di illegittimità: carenza di progettazione e di indagini geologiche, violazione della disciplina sullo smaltimento delle acque meteoriche, insufficienza delle barriere verdi e della verifica di impatto acustico, inidoneità della localizzazione sotto il profilo della viabilità e del traffico, omessa comunicazione di avvio del procedimento. Quanto alla tempestività, assumevano di avere avuto piena conoscenza degli atti e dei vizi soltanto il 9 giugno 2023, all’esito dell’istanza di accesso.
Il Comune resistente eccepiva la tardività del ricorso, rilevando che il cartello di cantiere, con indicazione del progetto e dei dati generali, era affisso in loco già dal 24 marzo 2023, mentre la notifica del gravame era avvenuta solo il 7 settembre 2023.
La Motivazione della Corte
Il Collegio ha ritenuto il ricorso irricevibile per tardività. Muovendo dall’art. 41, secondo comma, cod. proc. amm., ha richiamato il principio secondo cui, per gli atti dei quali non sia richiesta la notificazione individuale, il ricorso va notificato entro il termine decorrente dal giorno in cui sia scaduto quello della pubblicazione, ove prevista dalla legge. La deliberazione di approvazione del progetto, in quanto atto soggetto a pubblicazione, doveva essere impugnata entro sessanta giorni dal completamento della relativa procedura.
Il Tribunale ha poi scrutinato la diversa ipotesi in cui il termine decorra dalla notifica, dalla comunicazione o dalla effettiva piena conoscenza dell’atto per i soggetti immediatamente incisi. Ha richiamato Cons. Stato, Sez. II, n. 979 del 2021, secondo cui la piena conoscenza non coincide con la conoscenza piena e integrale dei provvedimenti, né degli atti endoprocedimentali la cui illegittimità infici in via derivata il provvedimento finale. Ciò che rileva è la percezione dell’esistenza dell’atto e degli aspetti che ne rendono evidente la lesività, sì da far emergere l’attualità dell’interesse ad agire.
La conoscenza integrale del provvedimento o degli altri atti del procedimento attiene invece al contenuto del ricorso e alla definizione delle ragioni di impugnazione, e dunque alla causa petendi: per tale via opera l’istituto dei motivi aggiunti, con i quali la parte può proporre ulteriori censure derivanti dalla conoscenza di atti prima non pienamente noti, entro un nuovo termine di sessanta giorni da tale conoscenza sopravvenuta. Se la nozione di piena conoscenza coincidesse con quella integrale, lo strumento dei motivi aggiunti sarebbe privo di ragion d’essere.
Il Collegio ha ancorato la conclusione alla ratio del termine di decadenza per l’azione di annullamento, volta a salvaguardare la certezza del diritto e la stabilità dei rapporti di diritto pubblico, impedendo che le decisioni amministrative siano caducate a distanza di tempo quando abbiano già prodotto effetti verso una pluralità di soggetti. Su tali basi, anche a prescindere dalla pubblicazione della delibera, l’affissione dell’avviso concernente i dati identificativi dell’intervento e del provvedimento di approvazione del relativo progetto è stata ritenuta idonea a integrare la conoscenza dell’atto nella sua portata lesiva, con conseguente onere di tempestiva impugnazione. Il ricorso è stato pertanto dichiarato irricevibile, con compensazione delle spese di lite in ragione della particolarità della vicenda.
Nota della Redazione
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