Frequentazioni con pregiudicati e diniego di rinnovo del porto d’armi: serve una prova concreta del rischio di abuso (TAR Puglia n. 470 del 2026)

Principi di diritto (Massima)
In tema di rinnovo del porto d’armi a tassa ridotta, il diniego non può fondarsi su una mera presunzione automatica di pericolosità del soggetto, derivante dalla circostanza che l’istante sia stato controllato in compagnia di persone gravate da precedenti penali e di polizia. La valutazione della buona condotta e dell’affidamento a non abusare delle armi richiede un accertamento concreto e circostanziato delle effettive abitudini di vita del richiedente, che distingua la frequentazione disinvolta e continuativa da un mero incontro occasionale e fortuito. Il pericolo di abuso delle armi deve ricollegarsi a fatti o indizi che, globalmente considerati, facciano ragionevolmente ipotizzare che il possessore non dia affidamento sul buon uso dell’arma, non potendo la semplice frequentazione con soggetti pregiudicati integrare la soglia della mera congettura.

Il Fatto

Un soggetto, titolare del porto di pistola a tassa ridotta per l’esercizio delle proprie mansioni lavorative, presentava istanza di rinnovo della licenza. In sede istruttoria, la Prefettura acquisiva una nota del Comando Provinciale dei Carabinieri dalla quale emergeva che l’interessato era stato controllato in compagnia di dodici soggetti gravati da pregiudizi e precedenti penali per reati contro la persona, ricettazione, rapina, furto, oltraggio, resistenza, violenza e minaccia, atti persecutori e reati in materia di stupefacenti e di armi. Sulla base di tali accertamenti, l’Amministrazione comunicava i motivi ostativi e, successivamente, adottava il provvedimento di rigetto dell’istanza, ritenendo che il contesto relazionale delineato evidenziasse la concreta possibilità che le armi entrassero nella disponibilità delle persone frequentate e fossero impropriamente utilizzate. Avverso tale decreto, l’interessato proponeva ricorso al TAR, deducendo violazione di legge, difetto di istruttoria e di motivazione, nonché eccesso di potere per illogicità manifesta e travisamento dei fatti.

La Motivazione della Corte

Il Tribunale ha accolto il ricorso, ritenendo il provvedimento di diniego fondato su un’erronea valutazione degli accertamenti istruttori. In particolare, il Collegio ha evidenziato che gli accertamenti effettuati non chiarivano se il ricorrente fosse solito accompagnarsi disinvoltamente a pregiudicati, ovvero si trovasse in contesti di occasionale e fortuita presenza di tali soggetti. La valutazione del rischio di abuso delle armi, infatti, deve basarsi su elementi concreti che non possono risolversi in un automatismo fondato sul mero sospetto.

La circostanza di essere stato trovato più volte in compagnia di pregiudicati, pur non integrando una condotta di vita irreprensibile, non può fondare un’automatica presunzione di compiacente disponibilità al prestito o alla cessione dell’arma nei confronti di terzi controindicati. Trattasi di condotta che presupporrebbe la consapevole adesione a scelte di vita gravemente antigiuridiche, idonee a compromettere la stessa stabilità occupazionale del richiedente, circostanza che appare incongrua rispetto alla figura professionale del ricorrente.

Richiamato l’art. 43, ultimo comma, T.U.L.P.S., il Collegio ha precisato che la licenza può essere negata a chi non dà affidamento di non abusare delle armi, ma che tale rischio deve desumersi da un accertamento di fatti, circostanze o indizi che, nel loro insieme, facciano ragionevolmente ipotizzare l’inidoneità del possessore. Ha inoltre ritenuto che il diniego concernente il rinnovo per un soggetto che svolge attività lavorativa deve essere puntuale e circostanziato, non potendo la valutazione essere la risultante di un mero sospetto.

Il Collegio ha infine rilevato che il provvedimento impugnato non dava conto della distinzione tra l’occasionalità degli incontri e la stabile frequentazione, limitandosi a trarre un giudizio prognostico negativo dalla mera presenza dell’istante in compagnia di soggetti pregiudicati.

Il diniego è stato pertanto annullato, con compensazione delle spese di lite in ragione della natura della controversia.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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