Reato continuato e unicità del disegno criminoso: necessaria la programmazione iniziale (Cass. pen. Sez. I n. 30468 del 09.09.2025)

Principi di diritto (Massima)
Ai fini dell’applicazione del reato continuato di cui all’art. 81 cod. pen., il giudice è tenuto ad accertare, attraverso il concreto esame dei tempi e delle modalità delle violazioni, la sussistenza di una rappresentazione unitaria delle condotte sin dal momento ideativo, almeno nelle loro linee essenziali. La ricaduta nel reato e l’abitualità a delinquere non integrano di per sé l’elemento intellettivo dell’unità di ideazione, né consentono il trattamento sanzionatorio più mite. Tra gli indici rivelatori della preordinazione unitaria rilevano la ridotta distanza cronologica, le modalità della condotta, l’omogeneità del bene tutelato, la causale e le condizioni di tempo e luogo, valorizzabili anche solo in parte purché significativi. Un consistente intervallo temporale tra gli episodi, salvo chiara ragione giustificatrice, è indicatore logico di autonome ideazioni criminose.

Il Fatto

Il ricorrente, condannato con due distinte sentenze emesse dal Gip del Tribunale di Napoli e divenute irrevocabili, aveva chiesto al giudice dell’esecuzione di applicare la disciplina della continuazione tra i reati di tentata estorsione aggravata e violazione della legge sulle armi, aggravati ai sensi dell’art. 416-bis.1 cod. pen., e i reati di cui agli artt. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990 e 697 cod. pen.

Il giudice dell’esecuzione, con ordinanza del 24 marzo 2025, ha rigettato l’istanza facendo leva sulla disomogeneità dei reati. L’interessato ha proposto ricorso per cassazione deducendo la violazione di legge e il vizio di motivazione, sostenendo che tutti i fatti, commessi a breve distanza di tempo, si inserivano in un medesimo contesto e in un unico disegno criminoso.

La Motivazione della Corte

La Corte ha ritenuto il ricorso infondato, ricostruendo in via generale i criteri di accertamento della continuazione. Il giudice di merito deve individuare, attraverso un concreto esame dei tempi e delle modalità di realizzazione delle diverse violazioni, l’esistenza di elementi dai quali desumere la sostanziale unicità del disegno criminoso.

Il trattamento più mite rispetto al cumulo materiale si giustifica solo in presenza di una rappresentazione unitaria sin dal momento ideativo delle condotte, sì da escludere una successione di autonome risoluzioni criminose. La ricaduta nel reato e l’abitualità a delinquere non integrano il caratteristico elemento intellettivo dell’unità di ideazione, non essendo sufficiente una generica tendenza a delinquere né un finalismo indeterminato. Richiamando le Sezioni Unite n. 28659 del 2017 e altre pronunce conformi, la Corte ha elencato gli indici rivelatori della preordinazione unitaria, precisando che è possibile valorizzarne anche solo alcuni, purché significativi.

La nozione di continuazione non richiede che i singoli reati siano stati dettagliatamente progettati nelle occasioni, nei tempi e nelle modalità, poiché tale definizione di dettaglio porrebbe l’istituto fuori dalla realtà concreta. Ciò che occorre è una visibile programmazione iniziale di una pluralità di condotte in vista di un unico fine, concreto e specifico, purché i reati risultino previsti almeno in linea generale. La natura indiziaria dell’accertamento impone di risalire dai fatti commessi a un aspetto psichico antecedente, costituito dalla unitaria programmazione.

Nel caso di specie il giudice dell’esecuzione si è conformato ai criteri indicati: ha dato adeguato conto del diniego facendo riferimento alla disomogeneità dei reati e alle circostanze emergenti dalle sentenze, che hanno qualificato i fatti come frutto di deliberazioni contingenti ed estemporanee, con le estorsioni inserite in un contesto diverso e non coincidente con l’attività di spaccio degli stupefacenti. La motivazione è stata ritenuta adeguata e coerente, non sindacabile in sede di legittimità, e le censure, in parte tese a sollecitare una diversa e non consentita lettura, sono state respinte.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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